Ecobonus in stallo: i concessionari chiedono rimborsi immediati

Una filiera sotto pressione finanziaria
La questione degli Ecobonus per i veicoli elettrici torna al centro del dibattito con forza crescente. A rilanciare il tema è Autoclub, tra i Top Dealers Italia 2027 riconfermati e presieduta da Miriam Loiacono, a sua volta People Top Dealers Italia, che denuncia una situazione di crescente difficoltà per la rete distributiva. I concessionari, infatti, hanno anticipato ai clienti incentivi fino a 11.000 euro, senza ricevere nei tempi previsti i rimborsi. Una dinamica che sta mettendo sotto pressione la liquidità delle imprese del settore. Il tema non riguarda solo la sostenibilità economica delle concessionarie, ma l’intero equilibrio della filiera automotive. Senza interventi tempestivi, il rischio è un rallentamento del mercato e un indebolimento della fiducia dei consumatori.

Il nodo burocratico e l’interpello parlamentare
La criticità è stata formalizzata anche attraverso l’interpello del gruppo parlamentare Azione, guidato da Carlo Calenda, che ha acceso i riflettori sui ritardi nell’erogazione dei fondi legati al PNRR. Il meccanismo prevede che i concessionari applichino direttamente lo sconto al cliente finale, recuperando successivamente l’importo tramite rimborso da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tuttavia, le tempistiche di restituzione si stanno rivelando incompatibili con le esigenze operative delle imprese. Le risorse stanziate, pari a 597 milioni di euro, rappresentano un’opportunità strategica per la transizione ecologica, ma l’inefficienza dei processi rischia di comprometterne l’efficacia. La gestione tramite piattaforma dedicata non ha ancora garantito la necessaria fluidità.

Il ruolo dei concessionari e l’urgenza di interventi
Nel contesto attuale, i concessionari si trovano a sostenere un doppio carico: da un lato la pressione dei costruttori per la fatturazione dei veicoli, dall’altro l’impossibilità di ricevere rapidamente i rimborsi pubblici. Una situazione che genera tensioni finanziarie e difficoltà nella gestione dei clienti, con ritardi anche nelle consegne. Il comparto chiede quindi maggiore chiarezza e rapidità nelle procedure. Come sottolineato dalla posizione espressa da Autoclub, «la filiera automotive deve essere più decisa e ottenere il rispetto che merita, ricordando che senza concessionarie e la loro rete di assistenza non si muove l’Italia». Un appello che evidenzia il ruolo centrale della distribuzione nel processo di transizione energetica e nella tenuta complessiva del sistema automotive nazionale.

Manutenzione auto: meno consumi e più efficienza!

Efficienza e risparmio: la manutenzione come leva strategica
In un contesto in cui il costo di benzina e diesel incide in modo crescente sui bilanci di famiglie e imprese, la manutenzione dell’auto assume un ruolo sempre più centrale. Non si tratta solo di sicurezza, ma di una scelta economicamente vantaggiosa. Un veicolo non correttamente mantenuto può arrivare a consumare fino al 10–15% in più rispetto a uno in condizioni ottimali. Per questo AsConAuto richiama l’attenzione sull’importanza di rispettare i controlli periodici e i tagliandi previsti dal costruttore. Affidarsi a professionisti qualificati consente di mantenere elevati standard di efficienza e di ridurre gli sprechi. In uno scenario economico complesso, la manutenzione programmata diventa quindi una leva concreta per contenere i costi operativi e migliorare le performance complessive del veicolo.

Componenti chiave e impatto sui consumi
L’efficienza di un’auto dipende dal corretto funzionamento di numerosi componenti. Elementi come filtro aria, filtro carburante e sistema di iniezione incidono direttamente sulle prestazioni del motore e sui consumi. La loro trascuratezza può determinare un aumento significativo del fabbisogno di carburante. Anche gli pneumatici giocano un ruolo fondamentale: usura e pressione non corretta aumentano la resistenza al rotolamento, con effetti immediati sui consumi. Una manutenzione regolare consente invece di preservare l’efficienza originaria del veicolo, contribuendo non solo al risparmio economico ma anche alla riduzione delle emissioni. I benefici si estendono inoltre alla sicurezza, alla prevenzione dei guasti e al mantenimento del valore dell’auto nel tempo, elementi sempre più rilevanti per privati e flotte aziendali.

Il ruolo della rete ufficiale e dei ricambi originali
La qualità della manutenzione passa anche dalla scelta degli operatori e dei componenti utilizzati. In questo senso, la rete ufficiale e l’utilizzo di ricambi originali rappresentano un fattore determinante. Come sottolinea il presidente di AsConAuto, Roberto Scarabel, «Dal 15 aprile cessa l’obbligo di montare pneumatici invernali. Nei prossimi giorni molte vetture passeranno dalle officine per il cambio gomme: può essere l’occasione ideale per effettuare un check-up completo. La manutenzione non deve essere vista come una spesa, ma come un investimento. Affidarsi alla rete ufficiale e agli autoriparatori che puntano sul Ricambio Originale significa garantire al veicolo il mantenimento delle prestazioni, anche in termini di consumi, e dei parametri di efficienza previsti dal costruttore nel tempo». Con una rete capillare composta da 27 distretti, 12 consorzi e oltre 900 concessionari, AsConAuto conferma il proprio ruolo strategico nel supportare la filiera e migliorare l’efficienza del parco circolante italiano.

Federauto: Automotive sotto pressione: “la parola al mercato”

Un settore in trasformazione strutturale
La filiera italiana dell’automotive affronta una fase di forte complessità, segnata da tensioni geopolitiche e da una transizione energetica che impone scelte rapide ma non sempre coordinate. In questo scenario si inserisce la conferenza promossa da Federauto, in programma lunedì 13 aprile presso la sede dell’Automobile Club d’Italia a Milano, dal titolo “L’Automotive tra sfide nazionali e condizionamenti europei. La parola al mercato”. L’obiettivo è offrire un confronto diretto tra operatori e istituzioni, mettendo al centro le criticità di un comparto strategico per l’economia italiana. Le politiche europee sulla decarbonizzazione, pur condivise nelle finalità, vengono ritenute da molti operatori complesse nei metodi e nei tempi di attuazione, generando incertezza. Il settore chiede un quadro normativo più semplice, una fiscalità più equa e relazioni più bilanciate con i costruttori.

Il contributo degli operatori e degli analisti
Ad aprire i lavori sarà il presidente di Federauto, Massimo Artusi, che porterà una visione critica ma propositiva del ruolo dei concessionari italiani. Il programma prevede interventi di alto profilo, a partire da Davide Tabarelli, che analizzerà il contesto macroeconomico e geopolitico, e Gianluca Pellegrini, chiamato a delineare le prospettive di mercato tra 2025 e 2026. Focus anche sulla normativa europea con Massimo Santori. Sul fronte tecnologico e finanziario, sono previsti contributi di aziende chiave come Eni, Bosch e Findomestic, che affronteranno rispettivamente i temi della decarbonizzazione, dell’innovazione digitale e del supporto finanziario agli acquisti automotive.

Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Il confronto diretto con mercato e istituzioni
Cuore dell’evento saranno le due tavole rotonde dedicate al mercato delle autovetture e dei veicoli pesanti. La prima, moderata da Pierluigi Bonora, vedrà il confronto tra rappresentanti dei principali costruttori presenti in Italia, tra cui Antonella Bruno e Marc Langenbrinck, chiamati a discutere il “momento delle scelte” per il settore. La seconda tavola rotonda, dedicata ai veicoli industriali e moderata da Massimo De Donato, metterà in evidenza un comparto cruciale per la logistica e la mobilità delle merci. Il confronto sarà arricchito dalla presenza di esponenti istituzionali di primo piano, tra cui Raffaele Fitto e Giancarlo Giorgetti, a conferma della centralità del dialogo tra industria e politica. L’iniziativa si propone così come un momento chiave per raccogliere istanze concrete dal mercato e orientare le future decisioni strategiche del comparto automotive.

Centro Porsche Napoli Top Partner 2026: strategia e visione di G.DEL PRIORE

Il Centro Porsche Napoli ottiene il riconoscimento di Top Partner 2026 assegnato da Porsche Italia alla concessionaria che si distingue per risultati e qualità operativa nell’anno precedente. Il premio evidenzia un percorso costruito su performance commerciali, sviluppo dei servizi e attenzione alla trasformazione del business. Il risultato si inserisce nel contesto del Gruppo G.DEL PRIORE S.R.L., realtà che figura tra i 94 Top Dealers Italia selezionati dalla Giuria della Guida Top Dealers Italia 2026, a conferma della qualità della proprietà e del management.

Risultati commerciali e sviluppo dei servizi
Il riconoscimento si fonda su una combinazione di risultati che riguardano sia l’area vendite sia quella post-vendita. Il Centro Porsche Napoli registra una crescita significativa nell’adozione del servizio Porsche Drive, affiancata da un incremento a doppia cifra del fatturato Service. A questi dati si aggiunge una struttura organizzativa definita, orientata alla gestione dei processi e alla relazione con il cliente. L’approccio operativo integra vendita e assistenza in una logica di continuità, con un presidio costante della Customer Experience. In questo quadro, il dealer sviluppa un modello che valorizza la qualità del servizio come leva di fidelizzazione e come elemento di differenziazione nel mercato premium.

Organizzazione e attenzione al “Future Factor”
Il percorso del Centro Porsche Napoli si distingue anche per l’attenzione al Future Factor, parametro utilizzato da Porsche Italia per valutare la capacità dei partner di mantenere competitività nel tempo. Il Gruppo G.DEL PRIORE S.R.L. sviluppa un piano di investimenti che riguarda sia l’evoluzione tecnologica sia l’adeguamento delle strutture. Tra le iniziative avviate si segnala l’accreditamento del Centro Porsche Salerno come hub per la riparazione di batterie ad alto voltaggio, elemento che riflette l’evoluzione della mobilità e delle competenze richieste alla rete. Parallelamente, prosegue il rinnovamento delle sedi secondo il concept Destination Porsche, con interventi che mirano a rendere gli spazi coerenti con i nuovi standard del marchio.

Motorsport e posizionamento del brand
L’impegno del Centro Porsche Napoli si estende anche all’ambito sportivo, con la partecipazione alla Porsche Carrera Cup Italia 2025 e la conquista del titolo Team Porsche Carrera Cup Italia 2025. Questo risultato contribuisce a rafforzare il legame con il brand e a consolidare il posizionamento della concessionaria all’interno dell’ecosistema Porsche. L’attività sportiva si affianca alle iniziative commerciali e di servizio, creando una continuità tra performance, immagine e relazione con il cliente. Il riconoscimento Top Partner 2026 rappresenta quindi un passaggio che sintetizza un modello operativo articolato, basato su integrazione tra competenze, investimenti e capacità di adattamento a un mercato in evoluzione.

One Eurocar: identità unica e processi integrati per una nuova fase di sviluppo

È stata presentata a Bergamo, nella cornice del Destination Porsche, la nuova identità di Eurocar, a pochi giorni dal lancio ufficiale del progetto di rebranding e del nuovo sito web.
Un passaggio che segna l’evoluzione del Gruppo dopo un percorso avviato tre anni fa e costruito attraverso il coinvolgimento diretto di tutta la popolazione aziendale.
Sul palco, il CEO Matthias Moser e la CFO Claudia Rossi hanno illustrato le tappe principali di un progetto sviluppato come una co-creazione diffusa, che ha coinvolto collaboratori provenienti da tutte le sedi e funzioni.
Eurocar è inoltre uno dei 94 Top Dealers Italia selezionati nella Guida 2026, mentre Matthias Moser figura tra gli autorevoli PEOPLE Top Dealers Italia.

il CEO Matthias Moser e la CFO Claudia Rossi di Eurocar

Unificazione societaria e visione condivisa
Il progetto “One Eurocar” nasce come un percorso parallelo che unisce integrazione organizzativa e ridefinizione dell’identità.
Da un lato, il Gruppo ha portato a compimento la fusione delle nove realtà locali, con l’obiettivo di rendere più efficienti i processi amministrativi e finanziari.
Dall’altro, ha lavorato su un allineamento strategico volto a creare una visione condivisa tra tutte le sedi. Questo approccio ha consentito di mantenere il legame con i territori, elemento centrale nella storia dell’azienda, integrandolo con una struttura più coordinata e coerente. Il risultato è un modello che mira a rafforzare la capacità operativa del Gruppo, mantenendo una prossimità concreta al cliente finale.

Rebranding e continuità con le radici
Accanto all’integrazione societaria, Eurocar ha sviluppato un progetto di rebranding della corporate identity, costruito partendo dalla propria storia. Il processo è stato avviato con il supporto di Interbrand, partner scelto per accompagnare l’azienda in un percorso strutturato ma aperto al contributo interno.
“Il progetto è stato costruito insieme alle nostre persone, coinvolgendo tutta l’organizzazione”, ha spiegato Matthias Moser.
“L’obiettivo è stato quello di evolvere mantenendo coerenza con i valori che ci hanno guidato fino a oggi”.
La nuova identità si propone quindi come un’evoluzione e non come una rottura, con l’intento di rendere più leggibile e riconoscibile il posizionamento del Gruppo nel medio periodo.

Screenshot

Nuovi strumenti e comunicazione integrata
Il percorso trova una prima espressione concreta nel lancio del nuovo sito web eurocar.it, online dal 2 aprile 2026, pensato come piattaforma unica per raccontare il Gruppo e le sue attività. A questo si affianca una campagna di comunicazione che vede protagonisti i collaboratori, scelta che riflette la volontà di valorizzare il capitale umano come elemento distintivo.
“Si tratta di un percorso costruito nel tempo, con l’obiettivo di dare coerenza a tutte le componenti del Gruppo”, ha sottolineato Claudia Rossi. “La nuova identità rappresenta un punto di partenza per le prossime fasi di sviluppo”.

Con “One Eurocar”, il Gruppo definisce quindi un assetto più integrato, supportato da una nuova identità visiva e da strumenti digitali aggiornati, con l’obiettivo di rafforzare il proprio posizionamento nel settore della distribuzione automotive.

Screenshot

Nasce Banca Più: rafforza la finanza automotive

Si apre una nuova fase nel panorama della finanza specializzata italiana con la nascita di Banca Più, nuovo brand assunto da Banca Privata Leasing a seguito dell’acquisizione del pacchetto di controllo da parte di Next.us S.p.A., società guidata da Alberto Di Tanno, presidente del Gruppo Intergea. L’operazione, perfezionata il 31 marzo 2026 e autorizzata da BCE e Banca d’Italia, segna un passaggio strategico rilevante, accompagnato da un aumento di capitale da 40 milioni di euro e da un ambizioso piano di sviluppo orientato anche al mondo automotive.

Un progetto industriale che guarda alla crescita
L’acquisizione rappresenta molto più di un cambio di proprietà: è l’avvio di un vero progetto industriale che punta a rafforzare il posizionamento della banca e ad ampliare il perimetro delle attività. Con la nuova denominazione Banca Più, l’istituto intende evolvere il proprio modello di business mantenendo una forte specializzazione ma aprendosi a nuovi segmenti. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, presieduto da Alberto Di Tanno, con Enrico Fagioli Marzocchi nel ruolo di Amministratore Delegato, riflette questa visione di rilancio e consolidamento.
“Con Banca Più avviamo un progetto industriale ambizioso, volto al potenziamento delle attività già in essere, accompagnato da un ampliamento delle competenze e dell’offerta”, dichiara Alberto Di Tanno. “Costruiremo una banca ancora più vicina ai suoi clienti, capace di generare valore nel lungo periodo”.

Le nuove direttrici: automotive, imprese e innovazione
Il piano strategico si sviluppa su quattro pilastri chiave: leasing, credito auto ai privati, factoring e cessione del quinto. Il leasing resta il cuore storico dell’istituto, con un rafforzamento previsto anche grazie alle sinergie con il settore automotive, ambito in cui il Gruppo Intergea è protagonista. Accanto a questo, emerge con forza la nuova linea dedicata ai finanziamenti per l’acquisto di auto da parte dei privati, che si inserisce direttamente nella filiera dei concessionari. Il factoring punta invece a sostenere la liquidità delle PMI, mentre la cessione del quinto continuerà a svilupparsi tramite le controllate ADV Finance e ADV Family.
“Il cambio di denominazione riflette l’evoluzione concreta del modello di business”, sottolinea Enrico Fagioli Marzocchi. “Continueremo a presidiare e a rafforzare il leasing, oltre a sviluppare nuove aree come i prestiti auto e il factoring, ampliando la gamma dei servizi finanziari”.

Continuità e rilancio in un sistema bancario in trasformazione
L’operazione garantisce continuità alla missione storica dell’istituto, fondato nel 1987 dalla famiglia Spallanzani, ma allo stesso tempo si inserisce in un contesto di profonda trasformazione del sistema bancario italiano. Il rafforzamento patrimoniale e la nuova governance rappresentano leve fondamentali per affrontare un mercato sempre più competitivo e regolamentato.
“Questa operazione assicura continuità alla missione avviata dalla mia famiglia, favorendo l’accesso al credito per le PMI”, evidenzia Fernando Spallanzani. “Abbiamo scelto di concentrarci sulle attività core del nostro gruppo industriale in un contesto di evoluzione del settore”.

Con Banca Più prende quindi forma un player che punta a integrarsi sempre più con il mondo della distribuzione automotive e dei servizi finanziari evoluti, offrendo nuove opportunità a dealer, imprese e consumatori in un ecosistema sempre più interconnesso.

Auto usate, prezzi in risalita: il Q1 2026 conferma un mercato solido ma selettivo

Il mercato europeo dell’auto usata chiude il primo trimestre del 2026 con segnali chiari di stabilità e crescita moderata. L’AUTO1 Group Price Index registra infatti a marzo un valore di 139,3 punti, in aumento rispetto ai 137,6 di febbraio, pari a un +1,2% su base mensile. Dall’inizio dell’anno, l’incremento complessivo si attesta al +2,0%, mentre su base annua la crescita è contenuta (+0,4%). Un quadro che evidenzia una domanda ancora sostenuta, ma con dinamiche sempre più differenziate per tipologia di alimentazione.

Un mercato stabile ma guidato dalla domanda
Il primo trimestre del 2026 consolida un trend già emerso nei mesi precedenti: il mercato dell’usato europeo si mantiene resiliente, sostenuto da una domanda costante e da una disponibilità di stock ancora sotto controllo. L’aumento dell’indice a marzo conferma una dinamica positiva, seppur contenuta, che indica un equilibrio tra domanda e offerta. In questo contesto, i dealer si trovano a operare in un mercato meno volatile rispetto al recente passato, ma sempre più orientato alla qualità dello stock e alla velocità di rotazione. La marginalità resta quindi legata alla capacità di selezionare i veicoli giusti e di intercettare una domanda sempre più informata e segmentata.

Alimentazioni: dinamiche divergenti tra elettrico e tradizionale
Analizzando i dati per tipologia di alimentazione, emergono differenze significative. Le auto elettriche (BEV) registrano un indice pari a 100,8 punti, in crescita del 2,9% su base mensile e da inizio anno, ma ancora in calo del -1,7% rispetto a marzo 2025. Le vetture a benzina mostrano invece una maggiore stabilità, con un indice di 115,1 punti (+1,9% mensile, +2,3% YTD), pur segnando un lieve calo su base annua (-0,5%). Il diesel continua il suo trend discendente, con un indice a 110,3 punti (-0,3% mensile, -0,5% da inizio anno, -1,7% su base annua). Un andamento che riflette il progressivo riequilibrio della domanda e le mutate percezioni del mercato.

Ibride protagoniste: unico segno positivo su base annua
A distinguersi nel panorama delle alimentazioni sono le ibride, che rappresentano l’unica categoria in crescita su base annua. Con un indice pari a 110,3 punti, segnano un lieve calo mensile e da inizio anno (-0,5%), ma registrano un +1,4% rispetto a marzo 2025. Questo dato evidenzia come le ibride continuino a essere percepite come una soluzione di transizione credibile, capace di intercettare sia esigenze di efficienza sia una minore esposizione alle incertezze normative. Per i dealer, il messaggio è chiaro: il mercato dell’usato resta solido, ma richiede una lettura sempre più attenta delle dinamiche per alimentazione, con strategie di approvvigionamento e pricing sempre più mirate.

Auto e digitale: il concessionario resta decisivo.

Il digitale orienta, ma non sostituisce lo showroom
Nell’era dei configuratori online e delle ricerche autonome, il percorso d’acquisto dell’auto si conferma sempre più ibrido, ma con un punto fermo: il concessionario resta centrale. È quanto emerge dall’instant survey “Come si sceglie una nuova auto?” realizzata da Areté, che evidenzia come il digitale rappresenti oggi il primo livello informativo, senza però sostituire l’esperienza fisica. Un italiano su due consulta i siti ufficiali delle Case automobilistiche prima di acquistare, mentre circa il 20% si affida a portali e riviste specializzate. Social media (13%) e passaparola (14%) hanno invece un ruolo più marginale. Tuttavia, il momento decisivo si sposta ancora in concessionaria, dove l’esperienza diretta continua a incidere in modo determinante sulla scelta finale.

Young woman customer female buyer client wears shirt consult with salesman hold tablet choosing auto want to buy new automobile in car showroom vehicle salon dealership store motor show.

Più concessionarie visitate, più valore al rapporto umano
Il dato più significativo riguarda proprio il comportamento degli acquirenti: l’84% degli italiani visita più di una concessionaria e il 64% ne esplora almeno tre prima di acquistare. Un indicatore chiaro di quanto il cliente cerchi confronto, conferme e soprattutto fiducia. In questo scenario, il concessionario non è più solo un punto vendita, ma un vero consulente. Il 36% degli intervistati si aspetta indicazioni utili per individuare il modello più adatto, mentre il 19% ricerca un supporto concreto nella definizione delle proprie esigenze di mobilità. Elementi come chiarezza su prezzi e promozioni (26%), capacità di ascolto (21%), accoglienza (20%) e possibilità di test drive (14%) risultano determinanti. Al contrario, un approccio poco trasparente o poco professionale rappresenta il principale fattore di abbandono.

Side view of male dealer and customer smiling and shaking hands in agreement while making deal in modern car dealership

Prezzo e trasparenza guidano la scelta, il dealer la finalizza
L’indagine evidenzia come la leva economica resti prioritaria: il prezzo è il primo criterio di scelta per il 38% degli italiani, seguito da consumi (22%) e costi di manutenzione (10%). Complessivamente, il 74% degli acquirenti basa la decisione su fattori legati alla sostenibilità economica. In questo contesto, il ruolo del dealer diventa ancora più strategico: tradurre numeri e offerte in una proposta chiara, comprensibile e credibile. “Dalla nostra analisi emerge con chiarezza che il concessionario resta un attore essenziale nel processo di acquisto dell’auto”, ha commentato Massimo Ghenzer, Presidente di Areté. “Oltre sei italiani su dieci individuano la vettura più adatta grazie al supporto del dealer, che viene scelto soprattutto per la fiducia che è in grado di infondere, per la trasparenza con cui comunica e per la reputazione di cui gode”. Un’indicazione netta per il settore: nell’era digitale, la differenza la fanno ancora le persone.

Italrent debutta nel lungo termine

Un nuovo operatore per un mercato in trasformazione
Il Gruppo Intergea entra ufficialmente nel noleggio a lungo termine con Italrent, società fondata a inizio 2025 con sede a Torino e oggi pienamente operativa dopo una prima fase di sviluppo tecnologico. Il progetto nasce con l’obiettivo di posizionarsi come operatore generalista e indipendente, in grado di rispondere alle esigenze di aziende, PMI e privati con un approccio flessibile e orientato al servizio. Alla guida Lorenzo Sistino, già AD di Fiat e Presidente di Iveco, affiancato dal presidente del Gruppo Intergea Alberto Di Tanno. Il nuovo player si inserisce in un mercato in forte evoluzione, dove velocità, disponibilità del prodotto e qualità del servizio rappresentano fattori sempre più determinanti per la competitività.

Tecnologia, velocità e flessibilità al centro dell’offerta
Italrent punta su un’infrastruttura tecnologica proprietaria sviluppata per semplificare e accelerare l’intero processo di noleggio, dalla scelta del veicolo alla consegna. “Italrent porta sul mercato un modello di noleggio semplice, realmente flessibile e orientato alle esigenze del cliente”, afferma Lorenzo Sistino, sottolineando come le soluzioni adottate garantiscano visibilità immediata dei veicoli disponibili e tempi certi di consegna. L’azienda si impegna infatti a consegnare entro 20 giorni, prevedendo penali in caso di ritardi, un elemento distintivo in un settore spesso caratterizzato da attese prolungate. Tra i servizi di punta emerge Flexy Rent, formula che consente di restituire il veicolo fino a tre mesi prima della scadenza senza penali o di estendere il contratto di sei mesi mantenendo invariato il canone, adattando il noleggio alle reali esigenze operative.

Lorenzo Sistino

Sinergie industriali e rete capillare: il valore Intergea
Uno dei principali asset di Italrent è rappresentato dall’integrazione con l’ecosistema del Gruppo Intergea, che mette a disposizione migliaia di veicoli, anche in pronta consegna, e una rete post-vendita estesa su tutto il territorio nazionale. Oltre 1.000 officine e circa 2.000 centri pneumatici garantiscono un servizio capillare, affiancato da consegna a domicilio e soccorso stradale attivo 24 ore su 24 in tutta Europa. “Con Italrent compiamo un passo importante nel percorso di diversificazione del Gruppo verso i servizi di mobilità”, commenta Alberto Di Tanno, evidenziando la volontà di creare un operatore indipendente, capace di dialogare in modo aperto con il mercato. Il debutto di Italrent si inserisce così in una strategia più ampia, orientata a costruire un’offerta di mobilità integrata, efficiente e sempre più centrata sul cliente.

Alberto Di Tanno

ConformGest accelera sul digitale con la nuova App!

Un ecosistema digitale pensato per il post-vendita
ConformGest rafforza il proprio posizionamento nel mondo delle garanzie automotive con il lancio della nuova versione della App proprietaria, uno strumento evoluto progettato per semplificare e rendere più efficiente la gestione del post-vendita. In un contesto in cui rapidità e trasparenza rappresentano leve decisive per la fidelizzazione del cliente, l’App si propone come un vero hub operativo, capace di connettere automobilista, dealer e rete di assistenza in tempo reale. La digitalizzazione del servizio diventa così un asset competitivo concreto, riducendo tempi di gestione e migliorando l’esperienza complessiva. Non si tratta solo di un aggiornamento tecnologico, ma di un passo strategico verso un modello di relazione più diretto, continuo e misurabile.

Controllo totale e assistenza immediata per il cliente finale
La nuova App ConformGest è stata sviluppata con un obiettivo chiaro: offrire all’utente finale un controllo completo della propria garanzia, ovunque si trovi. Attraverso un’interfaccia intuitiva, il cliente può accedere all’area riservata, monitorare lo stato delle pratiche e consultare tutti i dettagli contrattuali in pochi secondi. Centrale anche la funzione di geolocalizzazione, che consente di individuare rapidamente le officine convenzionate più vicine, facilitando l’intervento e riducendo i tempi di fermo veicolo. Particolarmente rilevante è l’integrazione del soccorso stradale direttamente in App: una richiesta può essere attivata con un click, senza passaggi intermedi o call center. Un’evoluzione che risponde alle aspettative di immediatezza e autonomia del cliente contemporaneo.

Screenshot

Valore strategico per dealer e network
Per i dealer e i partner della rete, l’App rappresenta uno strumento ad alto valore aggiunto in termini di servizio e differenziazione. Offrire al cliente finale un sistema digitale così completo significa rafforzare la percezione di affidabilità e professionalità, elementi chiave nel processo di vendita e post-vendita. Inoltre, la gestione digitalizzata delle pratiche consente una maggiore efficienza operativa, con una riduzione delle criticità e una migliore tracciabilità delle attività. In un mercato sempre più competitivo, dove l’esperienza cliente è determinante quanto il prodotto, ConformGest introduce un modello che integra tecnologia e servizio in modo concreto. Come sottolineato dall’azienda, “Sicurezza, rapidità e trasparenza: tutto il mondo ConformGest nel palmo della tua mano”, una promessa che si traduce in uno strumento capace di supportare l’intera filiera automotive.

Screenshot