Carraro Concessionaria prima in Italia per vendite Subaru

Nuovo importante riconoscimento nazionale per Carraro Concessionaria, che si conferma punto di riferimento nel panorama automotive italiano. La storica realtà con sede a Susegana è stata infatti premiata da Subaru Italia come concessionaria numero uno in Italia per vendite del marchio giapponese, ottenendo inoltre il prestigioso riconoscimento per il miglior turnover officina.

La consegna dei premi si è svolta nei giorni scorsi alla presenza del Ceo di Subaru Italia, Nicola Torreggiani, insieme a Marco Cavagna, District Manager, e Alberto Mellere, District Manager After Sales. A ritirare il riconoscimento è stato il Brand Manager Mauro Follador.

Una leadership costruita sul territorio e sulla fiducia dei clienti

Il risultato ottenuto da Carraro Concessionaria conferma la crescita costante dell’azienda e il forte legame costruito nel tempo con il territorio tra le province di Treviso, Belluno e tutto il Friuli Venezia Giulia. Un lavoro sviluppato attraverso una presenza capillare e una particolare attenzione alla qualità del servizio, sia nella fase di vendita che nel post-vendita.

“Essere riconosciuti come eccellenza nazionale per vendite e assistenza è motivo di grande soddisfazione e conferma la solidità del lavoro portato avanti ogni giorno sul territorio”, ha commentato Ruggero Carraro, amministratore delegato della concessionaria.

Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato ulteriormente la propria struttura, investendo non solo nella rete commerciale ma anche nella customer experience, elemento sempre più decisivo in un mercato automotive dove il rapporto di fiducia con il cliente conta quanto il prodotto stesso.

Customer experience e assistenza: il valore aggiunto di Carraro

Uno degli aspetti che distingue Carraro Concessionaria è proprio l’attenzione alla soddisfazione del cliente. Il premio per il miglior turnover officina rappresenta infatti un indicatore importante della qualità del servizio after sales, oggi centrale per fidelizzare gli automobilisti e garantire continuità nel rapporto con il concessionario.

Dietro questi risultati c’è il lavoro coordinato di oltre 370 collaboratori distribuiti nelle 14 filiali del gruppo. Un’organizzazione che coinvolge tutte le aree operative: dal back office ai consulenti commerciali, dai meccanici ai carrozzieri. Una squadra ampia e strutturata che presto crescerà ulteriormente con la nuova apertura prevista a Villorba, destinata a diventare la quindicesima sede del gruppo.

La capacità di offrire assistenza rapida, personale qualificato e un’esperienza cliente curata in ogni dettaglio rappresenta oggi uno dei principali fattori competitivi per i dealer italiani più evoluti, soprattutto in una fase di grande trasformazione del mercato auto.

Top Dealers Italia conferma la qualità della selezione

Il doppio riconoscimento ottenuto da Carraro Concessionaria arriva inoltre a pochi giorni da un altro importante premio ricevuto da Omoda & Jaecoo per le vendite record raggiunte dal gruppo.

Un percorso di crescita che non sorprende il progetto Top Dealers Italia, che da anni include Carraro Automobili tra le eccellenze selezionate per la propria Guida annuale dedicata ai migliori concessionari italiani. La conferma di questi successi rafforza ulteriormente il valore di una selezione costruita attraverso il lavoro di una giuria anonima ed esperta, chiamata ogni anno a individuare le realtà più solide, affidabili e innovative del settore automotive nazionale.

Carraro Automobili si conferma così una vera e propria colonna del panorama dealer italiano, capace di distinguersi sia nei numeri sia nella qualità della relazione costruita quotidianamente con i propri clienti.

Auto elettrica, car sharing e monopattini rallentano mentre i prezzi delle auto esplodono

La rivoluzione della mobilità annunciata negli ultimi anni procede molto più lentamente del previsto. Auto elettriche, car sharing, monopattini e acquisti totalmente online non stanno sostituendo l’auto privata come molti avevano immaginato. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da ANIASA e Bain & Company, presentata a Milano, che fotografa un mercato ancora fortemente legato all’auto tradizionale e sempre più condizionato dall’aumento dei prezzi.

Secondo lo studio, il rischio concreto è quello di un “futuro sbagliato della mobilità”: un sistema meno accessibile economicamente, con tecnologie che crescono a velocità differenti e una transizione energetica spesso trainata più dagli incentivi che dalla reale domanda dei consumatori.

L’auto privata resta centrale, sharing e monopattini rimangono di nicchia

Nonostante anni di annunci sulla fine dell’auto privata, la ricerca conferma che la mobilità quotidiana degli italiani continua a ruotare attorno alla vettura personale. Oltre il 75% degli utenti utilizza infatti regolarmente la propria auto, mentre car sharing, bike sharing, taxi e monopattini restano soluzioni occasionali e utilizzate solo da una parte limitata della popolazione.

Anche il processo d’acquisto cambia meno del previsto. Sebbene il 62% dei clienti inizi la ricerca online, circa il 90% delle vendite continua a concludersi fisicamente in concessionaria. Il rapporto diretto con il dealer resta quindi centrale, soprattutto in un momento in cui gli automobilisti cercano rassicurazioni, test drive e consulenza personalizzata.

Secondo la ricerca, anche il car sharing sta vivendo una fase complessa. Nato come alternativa all’auto privata, il settore deve oggi affrontare costi operativi crescenti, furti, multe e utilizzi impropri dei veicoli. I monopattini elettrici, dopo il boom iniziale sostenuto dagli incentivi, stanno invece rallentando a causa di regole più severe e di un aumento significativo degli incidenti registrati negli ultimi anni in tutta Europa.

Elettrico: cresce solo dove ci sono forti incentivi

La ricerca di ANIASA e Bain & Company evidenzia anche come la diffusione delle auto elettriche sia molto meno lineare rispetto alle aspettative iniziali. Gli analisti prevedono che nel 2030 le auto BEV possano rappresentare circa il 30% del mercato europeo, una quota importante ma lontana dagli scenari più estremi ipotizzati negli anni scorsi.

In Italia, nel 2025 le elettriche pure rappresentavano tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni. Nel primo trimestre 2026 si è registrata una crescita significativa soprattutto nel Sud Italia, dove la quota dei veicoli elettrificati è salita oltre il 15%. Tuttavia, lo studio sottolinea come buona parte di questo incremento sia legato a campagne promozionali molto aggressive e incentivi temporanei, compresa una citycar elettrica proposta sotto i 5.000 euro grazie agli aiuti statali.

Al netto delle promozioni, la domanda strutturale di elettrico rimane più contenuta. Un dato che conferma come molti consumatori continuino a valutare soprattutto il prezzo finale, l’autonomia reale e la praticità d’utilizzo quotidiano prima di scegliere un’auto elettrica.

La ricerca mette inoltre in evidenza una forte correlazione tra reddito e diffusione dell’elettrico: le aree economicamente più ricche sono quelle dove BEV e plug-in risultano più diffuse.

Prezzi delle auto alle stelle: per molte famiglie acquistare è sempre più difficile

Uno dei temi centrali dello studio riguarda il costo delle automobili. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è aumentato di oltre il 50%, mentre i redditi familiari sono cresciuti molto meno. Il risultato è un mercato sempre meno accessibile, dove molte famiglie rinviano l’acquisto o si orientano verso l’usato.

Le auto elettriche, generalmente più costose, accentuano ulteriormente questo divario. La conseguenza è che il rischio di trasformare l’automobile in un bene destinato solo a determinate fasce economiche diventa sempre più concreto.

“La transizione verso la nuova mobilità è molto più complessa di quanto previsto. Il noleggio rappresenta già oggi una risposta concreta perché permette a cittadini e imprese di accedere a veicoli aggiornati senza sostenere i costi e i rischi della proprietà”, ha commentato Italo Folonari, Presidente di ANIASA.

Italo Folonari, Presidente di ANIASA

Sulla stessa linea anche Gianluca Di Loreto di Bain & Company: “Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante, ripensando prodotti, prezzi e politiche industriali in modo più pragmatico e meno ideologico”, ha dichiarato Gianluca Di Loreto.

Gianluca Di Loreto di Bain & Company

La ricerca lancia quindi un messaggio chiaro: la mobilità del futuro dovrà essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Perché senza accessibilità reale, il rischio è che la rivoluzione promessa rimanga riservata a pochi automobilisti.

Noleggio auto in Italia 2026: flotte record, boom dell’ NLT e timori per elettrico

Mobilità a noleggio sempre più centrale nel mercato automotive italiano. È quanto emerge dal 25° Rapporto di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Nel 2025 il comparto ha raggiunto quota 1,5 milioni di veicoli in flotta, con oltre 526mila immatricolazioni e un’incidenza pari al 34% del mercato nazionale. Un risultato che conferma il ruolo strategico del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano, in un contesto però ancora segnato da incertezze fiscali e normative legate alla transizione elettrica.

Il settore cresce tra record e nuovi equilibri

Il comparto del noleggio ha chiuso il 2025 con un giro d’affari complessivo di 17 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalla crescita strutturale del lungo termine. Il noleggio a lungo termine ha infatti superato i 13 miliardi di fatturato, raggiungendo 1,3 milioni di veicoli in flotta e oltre 411mila immatricolazioni, pari al 24% del mercato auto italiano. In aumento anche i clienti privati, oggi a quota 185mila, a conferma di un progressivo cambio culturale che vede sempre più automobilisti orientarsi verso l’utilizzo del veicolo piuttosto che verso la proprietà.

Sul fronte delle alimentazioni prosegue invece il calo del diesel, sceso al 28% delle nuove immatricolazioni, mentre elettrico e plug-in raggiungono insieme il 20%. Sempre più lunghi anche i contratti, con il 78% che supera i 36 mesi. Il breve termine mantiene invece una crescita più altalenante, ma continua a beneficiare del forte sviluppo del traffico aeroportuale, che oggi genera il 60% del business del settore.

Aeroporti trainano il breve termine, il car sharing resta in difficoltà

Nel noleggio a breve termine crescono fatturato, noleggi e immatricolazioni, mentre si riducono leggermente flotta e durata media dei contratti. Gli aeroporti si confermano il vero motore del comparto, con una crescita dell’11%, sostenuta dall’aumento dei flussi turistici e dalla domanda di mobilità flessibile.

Situazione più complessa invece per il car sharing, che attraversa una fase critica dopo anni di investimenti. I numeri evidenziano una forte contrazione: i noleggi sono scesi dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni, mentre la flotta si è ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia. Pesano l’aumento dei costi operativi, i furti, gli usi impropri dei veicoli e un quadro normativo considerato insufficiente dagli operatori. Anche la fiscalità viene indicata come uno dei principali ostacoli, con l’IVA al 22% rispetto al 10% previsto per il trasporto pubblico locale.

Nel primo trimestre 2026 il settore ha inoltre registrato una crescente presenza dei marchi cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel lungo termine e addirittura al 20% nel breve termine.

Fiscalità ed elettrificazione preoccupano il settore

Tra i temi più delicati evidenziati dal Rapporto ANIASA ci sono le nuove regole fiscali e il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee per i veicoli elettrici nelle flotte aziendali e nel noleggio. Il presidente di ANIASA, Italo Folonari, ha sottolineato come il noleggio rappresenti oggi uno strumento decisivo per accelerare il rinnovo del parco auto italiano, caratterizzato da un’età media superiore ai 13 anni.

“La mobilità a noleggio è ormai un trend strutturale che favorisce il rinnovo del parco circolante e la riduzione delle emissioni. Il contesto fiscale però continua a penalizzare le aziende clienti del settore”, ha dichiarato Italo Folonari, chiedendo un intervento sulla fiscalità dell’auto aziendale e l’introduzione dell’IVA agevolata al 10% per il noleggio turistico e il car sharing.

Folonari ha poi espresso forte preoccupazione per le ipotesi europee di quote obbligatorie di elettrico nelle flotte: “Un obbligo troppo rigido potrebbe rallentare il rinnovo dei veicoli, aumentare l’età media del parco circolante e creare difficoltà operative soprattutto nel breve termine, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione”, ha concluso Italo Folonari.

Motus-E al Quirinale: transizione elettrica, industria e competitività al centro dell’incontro con Mattarella

Automotive italiano davanti a una svolta storica

La transizione verso la mobilità elettrica non è più soltanto una questione ambientale, ma un tema industriale, economico e strategico per il futuro del Paese. È questo il messaggio portato da Fabio Pressi, Presidente di Motus-E, durante l’incontro ufficiale avvenuto al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel corso del confronto, Pressi ha delineato al Capo dello Stato il quadro attuale dell’industria automotive italiana, evidenziando come il settore stia affrontando una trasformazione globale che non consente più ritardi né atteggiamenti attendisti. A livello mondiale, infatti, un’auto nuova su cinque è già oggi completamente elettrica, segnale di una rivoluzione industriale ormai in pieno corso.

Secondo Motus-E, il tema centrale non riguarda soltanto la diffusione dei veicoli elettrici, ma soprattutto la capacità dell’Italia di preservare competitività, occupazione e capacità produttiva in una fase di cambiamento che sta ridefinendo l’intera filiera automotive. In questo contesto, il ruolo delle istituzioni diventa decisivo per accompagnare imprese, investimenti e trasformazione tecnologica.

Norme chiare e infrastrutture per sostenere il mercato

Uno dei punti centrali affrontati durante l’incontro riguarda la necessità di costruire una cornice normativa stabile e coerente che permetta alle aziende italiane di operare con maggiore visione strategica sulle frontiere dell’innovazione.

Per Motus-E, il rischio più grande sarebbe affrontare la transizione senza una regia industriale capace di coordinare sviluppo infrastrutturale, incentivi e riconversione produttiva. Pressi ha sottolineato inoltre gli importanti passi avanti compiuti in Italia sul fronte delle infrastrutture di ricarica, considerate oggi uno degli elementi chiave per consolidare la fiducia dei cittadini verso la mobilità elettrica.

Altro tema strategico emerso durante il confronto è quello della sicurezza energetica. La crescente elettrificazione del parco circolante viene infatti vista anche come uno strumento per ridurre l’esposizione del Paese agli shock petroliferi internazionali, come quelli potenzialmente legati a crisi geopolitiche e commerciali globali.

In questo scenario, secondo l’associazione, diventa fondamentale offrire stabilità sia ai consumatori sia agli operatori della filiera, evitando interventi discontinui o politiche frammentate che rischierebbero di rallentare investimenti e domanda.

Batterie, occupazione e politica industriale

Nel corso dell’incontro al Quirinale, Fabio Pressi ha posto l’attenzione anche sulle opportunità economiche e occupazionali legate alla crescita della mobilità elettrica, evidenziando come l’Italia possa ancora giocare un ruolo importante all’interno della nuova catena del valore automotive europea.

Particolare attenzione è stata dedicata al settore delle batterie, considerato uno dei comparti strategici per il futuro industriale del continente. Secondo Motus-E, senza una politica industriale chiara e prevedibile, il rischio è che l’Italia perda progressivamente competitività nei confronti di altri grandi Paesi europei e asiatici che stanno accelerando investimenti, innovazione e capacità produttiva.

“È fondamentale costruire una cornice normativa che aiuti le imprese a muoversi sulle frontiere dell’innovazione, preservando la competitività di una filiera essenziale per il Paese”, ha evidenziato Fabio Pressi, Presidente di Motus-E, sottolineando la necessità di accompagnare la riconversione industriale con strumenti di supporto chiari e continuativi.

Secondo l’associazione, la crescita della mobilità elettrica richiede infatti una strategia di lungo periodo capace di integrare industria, infrastrutture e sostegno alla domanda. Un approccio che potrebbe rappresentare non solo una risposta alla trasformazione globale dell’automotive, ma anche un’opportunità concreta per rafforzare innovazione, occupazione e autonomia industriale del sistema Paese.

bee2link group Italia all’ADD26: dati, AI e processi per la redditività dei dealer

Redditività sotto pressione nel nuovo automotive

In un mercato automotive italiano sempre più complesso, caratterizzato da margini ridotti, costi crescenti e domanda selettiva, bee2link group Italia sceglie l’Automotive Dealer Day 2026 come palcoscenico per rilanciare un tema cruciale per il futuro della distribuzione: la capacità dei concessionari di recuperare efficienza e redditività attraverso dati, processi integrati e tecnologia.

La tech company europea specializzata nello sviluppo di piattaforme software e soluzioni SaaS per la distribuzione automotive parteciperà infatti all’edizione 2026 dell’evento del retail automotive italiano, in programma a Verona dal 19 al 21 maggio, portando una riflessione concreta sulla sostenibilità economica dei dealer in un contesto di trasformazione strutturale.

I numeri del mercato confermano la criticità dello scenario. Secondo UNRAE, nel 2025 le immatricolazioni si sono fermate a circa 1,5 milioni di unità, ancora oltre il 20% sotto i livelli del 2019, mentre il prezzo medio delle vetture nuove è cresciuto del 44% nell’ultimo decennio. Parallelamente, secondo Snap-on, la redditività media dei dealer si è ridotta allo 0,88%, con una quota di concessionari in perdita salita dal 6,4% di fine 2023 al 24,4% di fine 2025.

Micro-inefficienze che erodono i margini

In questo contesto, per bee2link group Italia il vero problema non è più rappresentato soltanto dalla riduzione dei volumi, ma soprattutto dalla dispersione di marginalità generata da inefficienze operative quotidiane. Un tema che sarà al centro del workshop “L’ecosistema SaaS di bee2link group: tecnologia e AI per massimizzare la redditività”, in programma giovedì 21 maggio presso la Sala Viola dell’Automotive Dealer Day.

A guidare l’incontro saranno Tommaso Carboni, Country Director, e Carlo De Marco, Sales Manager, che analizzeranno come dati non sincronizzati, processi amministrativi frammentati, perizie non standardizzate e mancata integrazione tra reparti possano generare perdite invisibili ma decisive per la tenuta economica delle concessionarie.

Secondo la società, il mercato non richiede più semplicemente nuovi strumenti digitali, ma ecosistemi capaci di far dialogare piattaforme, persone e dati in modo coerente. È proprio questa la logica che guida lo sviluppo delle soluzioni SaaS del gruppo, tra cui piattaforme dedicate alla gestione dello stock e dell’usato come Tcar e Tfact, progettate per supportare dealer e gruppi distributivi nella gestione integrata dei processi.

In uno scenario dove usato, post-vendita e noleggio stanno assumendo un peso crescente nella costruzione della marginalità, eliminare attriti operativi diventa una priorità strategica e non più soltanto organizzativa.

Tecnologia e AI come leva strategica

Il tema scelto dall’Automotive Dealer Day 2026, “Lead with your brand”, assume secondo bee2link group Italia un significato ancora più profondo in un mercato che oggi conta circa 75 marchi attivi. Per distinguersi non basta infatti costruire brand awareness: serve un’infrastruttura operativa capace di sostenere nel tempo efficienza, qualità del servizio e redditività.

“La trasformazione digitale ha dato al settore strumenti essenziali — visibilità, generazione di domanda, presidio dei canali — e lo ha fatto in modo necessario e tempestivo”, dichiara Tommaso Carboni, Country Director di bee2link group Italia. “Oggi, tuttavia, la competitività si gioca su un piano diverso: non è più sufficiente essere presenti, occorre essere efficienti, capaci di tradurre la complessità operativa in valore misurabile con metodo e continuità.”

“Questo richiede non l’aggiunta di nuovi strumenti, ma la costruzione di un’architettura coerente che integri dati, processi e persone a supporto delle decisioni strategiche e operative di concessionari e gruppi di distribuzione. È la direzione che orienta il nostro lavoro, ed è il confronto che intendiamo aprire all’Automotive Dealer Day”, conclude Tommaso Carboni.

Parte del gruppo europeo Cosmobilis dal 2022, bee2link group Italia punta così a rafforzare il proprio posizionamento come partner tecnologico per una distribuzione automotive sempre più orientata all’efficienza operativa e alla gestione evoluta della redditività.

Carraro Concessionaria domina Omoda e Jaecoo: tre premi alla Dealer Conference Chery

Un riconoscimento che vale il mercato italiano

Triplo riconoscimento internazionale per Carraro Concessionaria, protagonista assoluta alla Omoda&Jaecoo 2026 Italy Dealer Conference organizzata da Chery Auto a Wuhu, in Cina. La storica realtà veneta ha conquistato i premi “Miglior vendite totali”, “Migliore quota di mercato nazionale clienti privati” e il prestigioso “Best of the Best”, assegnato ai dealer capaci di eccellere contemporaneamente in entrambe le categorie.

Sul palco è salito tre volte il direttore vendite Andrea Ongaro, simbolo di un risultato che conferma la rapidissima crescita della concessionaria all’interno della rete italiana dei marchi Omoda e Jaecoo, presenti nel nostro Paese soltanto dal 2024 ma già protagonisti di un’espansione commerciale particolarmente aggressiva.

Per Carraro Concessionaria, il riconoscimento ottenuto direttamente dalla casa madre cinese rappresenta molto più di un premio commerciale: è la conferma di una strategia costruita su organizzazione, marketing territoriale e capacità di presidiare il cliente privato con un’offerta sempre più completa. Un percorso che sta trasformando il dealer in uno dei punti di riferimento nazionali per i nuovi brand automotive cinesi in Italia.

Marketing territoriale e approccio innovativo

Tra gli elementi che hanno contribuito ai risultati ottenuti emerge il forte lavoro svolto dalla divisione marketing della concessionaria, premiata da Chery Auto per qualità progettuale e capacità di valorizzare il brand sul territorio. In particolare, ha attirato attenzione il progetto sviluppato insieme a Prosecco DOC Imoco Volley, partnership che ha consentito di rafforzare la visibilità locale e costruire un posizionamento distintivo rispetto ai competitor.

L’esperienza di Carraro Concessionaria dimostra come, nell’attuale fase di sviluppo dei nuovi marchi asiatici in Europa, non basti più il semplice prodotto per ottenere risultati. A fare la differenza sono infatti la capacità di creare relazione con il territorio, il presidio della comunicazione e un approccio omnicanale sempre più evoluto.

La crescita di Omoda e Jaecoo in Italia sta inoltre modificando gli equilibri competitivi del settore, aprendo nuove opportunità per i concessionari capaci di intercettare rapidamente i cambiamenti del mercato. In questo contesto, la rapidità esecutiva e la capacità di offrire esperienze d’acquisto innovative diventano fattori centrali per consolidare quote di mercato e fidelizzare nuovi clienti.

Ruggero Carraro, amministratore delegato di Carraro Concessionaria

Servizio completo e visione di lungo periodo

Dietro ai risultati ottenuti vi è anche un modello organizzativo costruito su vendita, assistenza e customer care integrati. Un’impostazione che permette alla concessionaria di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso di possesso del veicolo, aspetto oggi decisivo soprattutto per brand emergenti che devono consolidare rapidamente fiducia e reputazione.

“Ringrazio tutta la squadra – dal direttore vendite al marketing, dai venditori al back-office, fino a tutto il personale coinvolto – per gli straordinari traguardi raggiunti”, commenta Ruggero Carraro, amministratore delegato di Carraro Concessionaria. “A dimostrazione che il nostro approccio al mercato, unito alla capacità di soddisfare il cliente attraverso un servizio di vendita e assistenza completo e articolato, ci consente di ambire a livelli di eccellenza non solo a livello locale, ma anche nazionale.”

CalAmp – LoJack Italia conquista ancora Toyota Europe!

Un riconoscimento che vale doppio

Per il secondo anno consecutivo, CalAmp, attraverso la controllata europea LoJack Italia, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di livello A nella classifica qualità fornitori di Toyota Motor Europe. Un risultato che conferma la solidità di una collaborazione strategica attiva da oltre dieci anni e focalizzata sui servizi telematici per il rilevamento e il recupero dei veicoli rubati dei marchi Toyota e Lexus in Europa.

Il premio certifica la capacità di CalAmp di garantire standard elevati in termini di affidabilità, sicurezza informatica ed esecuzione operativa, elementi sempre più centrali nell’evoluzione della mobilità connessa. La soluzione sviluppata dall’azienda è completamente integrata nell’ecosistema Toyota e rappresenta oggi un servizio a valore aggiunto per oltre 200.000 veicoli distribuiti nei principali mercati europei, tra cui Italia, Francia, Spagna e Regno Unito.

“Il riconoscimento da parte di Toyota Motor Europe riflette uno dei più elevati standard di qualità, sicurezza ed esecuzione”, ha dichiarato Maurizio Iperti, CEO di CalAmp. “Ottenere questo riconoscimento per il secondo anno consecutivo conferma la nostra capacità di essere costantemente all’altezza della reputazione globale di affidabilità di Toyota, offrendo al contempo un valore significativo ai loro clienti.”

Maurizio Iperti, CEO CalAmp

Tecnologia, SOC e recupero rapido

Il progetto sviluppato da CalAmp punta a trasformare la sicurezza connessa in un servizio concreto e quotidiano per il cliente finale. In caso di furto del veicolo, il sistema permette infatti di attivare rapidamente procedure coordinate di localizzazione e recupero, riducendo tempi di fermo, disagi e incertezza per gli automobilisti.

Alla base del modello operativo vi è una struttura integrata che combina dati provenienti dai veicoli connessi, Security Operations Center dedicati attivi 24 ore su 24 e team specializzati distribuiti sul territorio europeo. Quando viene rilevata un’anomalia o segnalato un potenziale furto, il sistema attiva immediatamente i centri sicurezza e le squadre operative incaricate di supportare le operazioni di recupero.

Un elemento determinante è rappresentato anche dalla collaborazione consolidata con le Forze dell’Ordine, che consente di aumentare la rapidità di intervento e migliorare i tassi di recupero dei veicoli rubati. La crescita del programma in più Paesi europei dimostra inoltre la capacità della piattaforma di garantire prestazioni costanti anche su larga scala, adattandosi alle diverse esigenze operative e normative dei mercati locali.

Valore strategico per Case e clienti

Per Toyota Motor Europe, la partnership con CalAmp rappresenta molto più di un semplice servizio accessorio. Integrare sistemi avanzati di rilevamento e recupero nell’esperienza di possesso del veicolo significa infatti rafforzare il rapporto di fiducia con il cliente e aumentare la credibilità del marchio nel lungo periodo.

In un mercato automobilistico dove i servizi connessi assumono un peso crescente, la capacità di offrire protezione, assistenza e continuità operativa diventa un fattore competitivo fondamentale anche per concessionari e operatori della distribuzione. Soluzioni di questo tipo contribuiscono infatti a migliorare la customer experience, incrementando il valore percepito del veicolo e del brand.

A rafforzare ulteriormente il posizionamento di CalAmp contribuisce anche la certificazione di sicurezza informatica di grado A ottenuta con SecurityScorecard, che conferma l’attenzione dell’azienda verso la protezione dei dati dei clienti e dei veicoli in ambienti connessi di livello OEM. Un aspetto sempre più decisivo in un settore dove qualità, cybersecurity e affidabilità operativa sono ormai parte integrante della reputazione delle Case automobilistiche e dei loro partner tecnologici.

Gruppo De Bona e Chery: una partnership che accelera risultati e visione

Un riconoscimento che vale doppio
Il Gruppo De Bona consolida il proprio posizionamento tra i protagonisti del mercato italiano grazie a risultati che premiano strategia e continuità. In occasione di un evento internazionale, il gruppo si è distinto come primo concessionario in Italia Omoda – Jaecoo per volume totale di vendite, conquistando inoltre il terzo posto per eccellenza nel marketing. Un doppio riconoscimento che testimonia non solo la solidità commerciale, ma anche la capacità di costruire valore nel tempo attraverso una visione chiara e condivisa con il costruttore. Un percorso che si inserisce in un contesto di mercato sempre più competitivo, dove i dealer più evoluti sono chiamati a coniugare performance, posizionamento e qualità della relazione con il cliente.

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Visione condivisa e leadership
Alla base dei risultati raggiunti vi è una partnership strutturata con Chery, sempre più protagonista nello scenario globale. Durante l’evento, “È un grande onore essere qui oggi. A nome del Gruppo De Bona, vorrei esprimere la nostra più profonda gratitudine alla Proprietà e alla Gestione di Chery per la vostra straordinaria ospitalità” ha dichiarato Matteo Benetti, COO e Board Member del Gruppo. Un passaggio che evidenzia la qualità della relazione costruita nel tempo, rafforzata da una visione industriale condivisa. Fondamentale anche il ruolo della governance interna: “Vorrei ringraziare personalmente il nostro Presidente, il dottor Gaetano De Bona.
È stato il primo a credere in questa partnership e nel nostro potenziale di successo” ha aggiunto Benetti, sottolineando il valore della leadership nel guidare scelte strategiche lungimiranti.

Gaetano De Bona, Presidente omonimo Gruppo e People Top Dealers Italia

Crescita sostenibile e prospettive
Il percorso del gruppo si proietta ora su un orizzonte di crescita strutturata e duratura. “Come gruppo di concessionari, vediamo un percorso a lungo termine davanti a noi. Siamo qui per crescere insieme, spinti dal rispetto reciproco e da una ricerca incessante del successo” ha concluso Benetti, confermando un approccio orientato alla continuità e allo sviluppo congiunto. Un’impostazione che trova piena coerenza anche nel progetto Top Dealers Italia, che non si sorprende di questo exploit e si congratula con uno dei 94 protagonisti della Guida 2026, presente e confermato fin dagli esordi. Un segnale forte: oggi più che mai, i risultati premiano chi investe in relazioni solide, visione strategica e capacità di esecuzione.

ConformGest e UCIF: insieme per rafforzare la tutela dei concessionari FCA in Italia

Un’intesa che unisce rappresentanza e servizi
ConformGest annuncia una partnership di rilievo con UCIF – Unione dei Concessionari Italiani del Gruppo FCA, segnando un passaggio significativo nel rafforzamento dei servizi dedicati alla rete distributiva nazionale. L’accordo nasce con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a supporto dei concessionari, in un contesto di mercato sempre più complesso e competitivo. UCIF, realtà storica associata a Federauto, rappresenta da decenni un punto di riferimento per la tutela e la valorizzazione degli interessi imprenditoriali della rete. Fondata a Torino nel 1977 su iniziativa di un gruppo di concessionari FIAT, l’associazione ha consolidato nel tempo un ruolo centrale nella rappresentanza unitaria del comparto, contribuendo a creare un dialogo strutturato tra operatori e stakeholder del settore automotive.

Una rete strutturata al servizio dei dealer
Oggi UCIF rappresenta i concessionari dei brand del Gruppo FCA attraverso quattro associazioni dedicate: AICAR per Alfa Romeo, ACIL per Lancia, ACIF per Fiat e AICJ per Jeep. Una struttura articolata che consente di intercettare in modo puntuale le esigenze specifiche dei singoli marchi, mantenendo al contempo una visione d’insieme sulle dinamiche del mercato. La partnership con ConformGest si inserisce in questo contesto come un elemento di ulteriore rafforzamento, grazie all’introduzione di soluzioni orientate alla protezione del cliente e alla fidelizzazione post-vendita. L’integrazione tra rappresentanza associativa e servizi avanzati consente ai concessionari di affrontare con maggiore solidità le sfide legate alla gestione dell’usato, delle garanzie e della relazione con il cliente finale.

Valore per il mercato e prospettive future
L’accordo tra ConformGest e UCIF si configura come un modello virtuoso di collaborazione tra operatori della filiera automotive, capace di generare valore sia per i dealer sia per i consumatori. In un mercato in trasformazione, dove la fiducia e la trasparenza rappresentano leve sempre più decisive, la possibilità di offrire garanzie strutturate e servizi certificati diventa un elemento distintivo. La sinergia tra le due realtà punta a rafforzare la competitività della rete, sostenendo i concessionari in un percorso di evoluzione che richiede competenze, strumenti e visione strategica. Un’iniziativa che conferma come la collaborazione tra associazioni e partner qualificati possa contribuire in modo concreto allo sviluppo sostenibile dell’intero settore.

Hyundai rafforza la rete in Campania: nasce 2F Auto, (Gruppo Farina e Ferrajoli Auto)

Un progetto di integrazione strategica
Hyundai accelera nel percorso di riorganizzazione della propria rete commerciale con l’inaugurazione del nuovo concessionario 2F Auto a Napoli, frutto della fusione tra due realtà storiche del territorio: Gruppo Farina e Ferrajoli Auto. L’iniziativa rappresenta un passaggio chiave nella strategia del brand coreano, sempre più orientata a creare poli distributivi strutturati, capaci di integrare vendita e assistenza in un modello unico ed efficiente. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Xavier Martinet, Giuseppe Farina, Luigi Farina, Alessia Farina, Francesco Farrajoli e Roberta Ferrajoli, a testimonianza della solidità dell’operazione e della visione condivisa. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare competenze complementari e consolidare una presenza capillare in un’area ad alto potenziale come quella campana.

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Centralità del cliente e innovazione operativa
2F Auto si propone come un hub evoluto della mobilità, in linea con le nuove esigenze del mercato e con le linee guida Hyundai. Il concessionario punta su un approccio customer-centric, dove ogni processo è costruito attorno all’esperienza del cliente, dalla consulenza all’assistenza post-vendita. “2F Auto rappresenta un modello evoluto di mobilità, dove il cliente è al centro di ogni scelta, e che fonde tradizione e futuro”, sottolinea Francesco Calcara, Presidente Hyundai Italia. L’integrazione tra le competenze del Gruppo Farina e quelle di Ferrajoli Auto consente di sviluppare un’offerta completa e coerente, capace di rispondere in modo rapido ed efficace alle nuove dinamiche del settore automotive. In questo contesto, il punto vendita si configura come un riferimento territoriale per qualità del servizio e capacità relazionale.

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Sviluppo territoriale e prospettive future
L’apertura di 2F Auto si inserisce in un piano più ampio di rafforzamento della rete Hyundai, con l’obiettivo di aumentare la copertura e migliorare la qualità della presenza sul territorio. La Campania rappresenta un mercato strategico e l’espansione proseguirà a breve con l’attivazione di un nuovo punto vendita a Nola, destinato a consolidare ulteriormente il presidio dell’area. L’operazione evidenzia il ruolo sempre più centrale dei dealer evoluti, chiamati a interpretare un mercato in trasformazione attraverso modelli organizzativi flessibili e orientati al servizio. Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i partner coinvolti nel progetto, tra cui Marone Vallesi, Roberto Di Nardo, Lucia Cazzato, Gianluca Mattei, Maurizio Petrillo e Gabriele Iacomino, per il contributo determinante alla realizzazione di questa nuova realtà.

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