Auto usate 2026: cresce il budget degli italiani!

Domanda stabile e ritorno ai marchi tradizionali
Nel primo semestre 2026 il mercato dell’auto usata conferma segnali di solidità e una domanda sempre più orientata a scelte razionali. Secondo una recente ricerca di settore, circa il 92% degli automobilisti continua a preferire i brand tradizionali, mentre cresce lentamente l’interesse verso nuovi marchi emergenti, che raggiungono una quota dell’8%. La vettura ideale resta un SUV diesel o benzina, con meno di sette anni di vita e circa 66.000 chilometri percorsi, con un budget medio che si avvicina ai 20.000 euro. Il mercato dell’usato si conferma così uno strumento chiave per rinnovare il parco circolante, favorendo il passaggio da auto con oltre 13 anni a modelli più recenti e sicuri.

Alimentazioni e preferenze: elettrico ancora in difficoltà
Sul fronte delle motorizzazioni, diesel e benzina mantengono un ruolo dominante nelle intenzioni di acquisto, mentre l’interesse per l’elettrico rimane marginale. Gli esperti del mercato usato evidenziano come la scelta sia guidata soprattutto da praticità e costi di gestione, più che da considerazioni ideologiche. «Anche dopo un’esperienza diretta con veicoli elettrici, una larga parte degli automobilisti continua a esprimere perplessità e a preferire soluzioni tradizionali», sottolinea un centro studi automotive. Parallelamente, cresce l’attenzione verso dotazioni tecnologiche e sicurezza: sistemi di assistenza alla guida, cambio automatico e infotainment evoluto diventano elementi determinanti per la decisione finale, riflettendo aspettative sempre più alte da parte della clientela.

Trend economici e opportunità per dealer e player del mercato
L’aumento del budget medio di spesa, stimato intorno al +11% rispetto all’anno precedente, rappresenta un segnale rilevante per concessionari e operatori B2B. Il mercato dell’usato continua a registrare volumi in crescita, con oltre 3,2 milioni di passaggi di proprietà nel 2025 e una distribuzione territoriale guidata dalle grandi regioni del Nord e del Centro Italia. Per i player del mercato, l’evoluzione delle preferenze verso SUV e vetture tecnologicamente avanzate apre nuove opportunità di posizionamento commerciale e gestione dello stock. «La crescita dei nuovi marchi e l’ingresso di vetture provenienti da flotte e noleggi indicano una trasformazione graduale ma concreta del mercato», osservano fonti della ricerca, evidenziando come l’usato stia diventando sempre più strategico per sostenere redditività e fidelizzazione della clientela.

Gruppo Intergea,  oltre quota 72.000 auto nel 2025

Il Gruppo Intergea supera quota 72mila immatricolazioni e consolida il proprio ruolo da protagonista nella distribuzione automobilistica italiana. Con 72.845 vetture vendute nel 2025 secondo i dati del pubblico registro automobilistico, il Gruppo rafforza la propria presenza nel panorama nazionale, confermando una crescita costante e una rete capillare sul territorio.

Un modello che fa la differenza

Con 72.845 auto vendute nel 2025, aggregate tra 33 società controllate e partecipate, Gruppo Intergea si conferma protagonista italiano per volumi. Il risultato non include le recenti acquisizioni di Denicar, Domina e AutoRigoldi, destinate a rafforzare ulteriormente numeri e copertura territoriale. “È un risultato che premia il nostro modello organizzativo, nel quale ogni società mantiene piena autonomia gestionale e allo stesso tempo gode della forza patrimoniale del Gruppo”, commenta Alberto Di Tanno. “Una rete integrata che garantisce equilibrio tra agilità decisionale, coerenza strategica e prossimità al cliente”.

Alberto Di Tanno: Presidente Gruppo Intergea

Una rete capillare e solida

Gruppo Intergea opera con 169 punti vendita e 362 centri di assistenza, comprese le officine autorizzate, impiegando circa 1.500 collaboratori e rappresentando 39 marchi in 11 regioni italiane. Sono già attive anche le prime sedi in Canton Ticino, le cui vendite non rientrano nel conteggio nazionale. Con due miliardi di euro di fatturato e un patrimonio netto consolidato di 400 milioni, il Gruppo si colloca tra i principali player italiani anche per dimensione economica e solidità finanziaria.

Sviluppo e nuovi servizi

La strategia guarda al consolidamento di una filiera della mobilità integrata, puntando su espansione e diversificazione. “La nostra dimensione industriale ci rende un operatore di riferimento nella distribuzione e nei servizi legati alla mobilità, con solidità finanziaria e visione per affrontare le sfide del settore – sottolinea Alberto Di Tanno –. Ma ci assegna anche una responsabilità: operare con affidabilità, trasparenza e qualità nel rapporto con clienti, partner e fornitori”. In questo quadro si inserisce il debutto di Italrent, nuova società di noleggio a lungo termine, player generalista e non captive, con un’offerta rivolta a corporate, PMI e professionisti.

AsConAuto al NADA 2026

Uno sguardo diretto sul modello americano
AsConAuto ha preso parte al NADA 2026, il principale evento internazionale dedicato alla distribuzione automotive, andato in scena dal 3 al 6 febbraio al Las Vegas Convention Center. Un appuntamento strategico per osservare da vicino le evoluzioni del mercato statunitense e raccogliere spunti utili a rafforzare la competitività delle reti italiane. Con oltre 16mila dealer presenti e più di 600 aziende espositrici, il NADA si conferma un osservatorio privilegiato sulle dinamiche globali del settore. Il clima emerso a Las Vegas è apparso positivo, sostenuto da un mercato USA che nel 2025 ha registrato 16,3 milioni di immatricolazioni, segnando una crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Tecnologia e service come pilastri della redditività
Nel corso dei workshop è emersa con forza la centralità della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale applicata alla gestione dei clienti, al marketing e all’analisi dei dati. Ampio spazio anche all’integrazione tra sistemi utilizzati da dealer, case e fornitori, con l’obiettivo di migliorare efficienza e marginalità. Grande attenzione è stata dedicata ai servizi Finance & Insurance e soprattutto al post-vendita, sempre più determinante per la sostenibilità economica delle concessionarie: negli Stati Uniti il service punta a coprire fino al 60% dei costi fissi. In questo contesto, Rob Cochran ha evidenziato come la capacità di fare squadra e di essere presenti ai tavoli decisionali rappresenti oggi un vantaggio competitivo decisivo.

Le ricadute per il sistema italiano
Dall’esperienza americana emergono indicazioni concrete anche per il mercato nazionale. «In un mondo sempre più globalizzato è fondamentale comprendere cosa accade fuori dai nostri confini e confrontarsi con realtà diverse per alcuni aspetti, ma vicine per altri, come è quella americana», ha dichiarato Roberto Scarabel, sottolineando la necessità di un approccio più proattivo e orientato ai dati. Sulla stessa linea anche Luca Montagner, convinto che molte best practice statunitensi, in particolare nel post-vendita e nell’uso operativo dell’AI, possano essere replicate con successo in Italia. AsConAuto punta ora a valorizzare queste competenze attraverso la propria Academy, con l’obiettivo di supportare concessionari e reti affiliate nel migliorare gestione aziendale e redditività.

Alpine A390: l’anteprima milanese all’Atelier Alpine Lounge Milano

L’anteprima italiana di Alpine A390 all’Atelier Alpine Lounge Milano ha rappresentato molto più di una semplice presentazione di prodotto. È stata un’occasione di incontro diretto con clienti Business e Fleet, alla presenza del direttore generale Sébastien Guigues, che ha ribadito visione, solidità e prossimità del brand. A Milano, Alpine – come tutti i marchi del Renault Group – è distribuita da Renord, realtà selezionata tra i 94 protagonisti della Guida Top Dealers Italia: un riconoscimento che certifica qualità, servizi e affidabilità della rete.

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Un debutto che parla al mondo Business

L’anteprima di A390 ha messo al centro il dialogo con i clienti professionali, sottolineando come Alpine stia evolvendo la propria proposta senza tradire il DNA sportivo. Design, tecnologia e posizionamento si integrano in una visione coerente per aziende e flotte che cercano distintività, performance e valore nel tempo. La presenza del top management ha rafforzato il messaggio: Alpine è pronta a crescere anche nei contesti corporate, con soluzioni pensate per rispondere a esigenze operative e d’immagine.

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La forza della rete e la prossimità al cliente

L’evento milanese ha evidenziato il ruolo chiave della rete distributiva. Renord, punto di riferimento per Milano e la Lombardia, ha confermato la capacità di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso, dalla consulenza iniziale all’assistenza post-vendita. La prossimità non è solo geografica, ma relazionale: ascolto, competenza e servizi su misura sono i pilastri che consolidano la fiducia e rendono l’esperienza Alpine concreta e continuativa.

Top Dealers Italia: qualità certificata Essere tra i 94 selezionati della Guida Top Dealers Italia non è un dettaglio. È la prova di standard elevati e di una visione orientata all’eccellenza. In questo contesto, l’anteprima di A390 diventa simbolo di un ecosistema che funziona: un brand iconico, una rete solida e clienti Business e Fleet sempre più coinvolti. Un modello virtuoso che guarda al futuro della mobilità premium con coerenza e credibilità

Auto cinesi, la svolta della percezione: qualità e tecnologia guidano la domanda

Le auto prodotte in Cina stanno consolidando la propria presenza nel mercato italiano, accompagnate da un deciso cambio di percezione da parte dei consumatori. A certificarlo è la nuova instant survey “Cosa pensano gli italiani delle auto cinesi?”, realizzata a gennaio da Areté. I risultati mostrano una fiducia in crescita, sostenuta da contenuti di prodotto sempre più maturi e da un’offerta coerente con le aspettative del pubblico italiano, anche in chiave B2B per reti e operatori della distribuzione.

La fiducia cresce oltre il prezzo
Il 73% degli italiani dichiara oggi di essere pronto ad acquistare un’auto cinese, in aumento rispetto al 68% rilevato nell’ottobre 2024. Un dato che segnala un’evoluzione strutturale: il prezzo competitivo resta rilevante (45%), ma non è più l’unica leva. Per oltre la metà del campione (51%) pesano qualità percepita, affidabilità, materiali, dotazioni e sistemi avanzati di bordo. Il risultato è un posizionamento più credibile dei brand cinesi, che iniziano a essere valutati su parametri tipici dei costruttori consolidati. Per il mercato italiano, questo trend apre scenari interessanti in termini di rotazione di gamma, politiche di pricing e ampliamento del target, con riflessi diretti sulle strategie di vendita e di assortimento delle concessionarie.

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Crossover, SUV e ibrido: la formula vincente
Le preferenze di prodotto sono chiare: crossover e SUV guidano le intenzioni di acquisto con il 47%, mentre il budget massimo si concentra sotto i 30.000 euro. Sul fronte delle alimentazioni, l’equazione “auto cinese = elettrico” non regge più. Il 50% degli intervistati indica infatti l’ibrido come la soluzione più evoluta e meglio rispondente alle esigenze quotidiane. Un segnale che rafforza l’attrattività di powertrain flessibili, capaci di rassicurare i clienti in una fase di transizione energetica ancora disomogenea. Per gli operatori B2B, la combinazione di segmenti ad alta domanda e tecnologie percepite come “sicure” rappresenta un’opportunità concreta per intercettare volumi e migliorare la redditività.

Post-vendita e relazione fisica restano centrali
Permangono alcune resistenze: il 28% esprime dubbi sulla qualità dei materiali e un ulteriore 28% teme un post-vendita non ancora all’altezza. Tuttavia, il quadro complessivo è in miglioramento. “La nostra analisi dimostra in modo concreto come i brand cinesi si stiano facendo rapidamente strada nel mercato italiano e siano destinati ad aumentare la propria quota nei prossimi anni”, commenta Massimo Ghenzer. “Il prezzo resta un fattore rilevante, ma non è più la leva principale: oggi i consumatori riconoscono ai costruttori cinesi affidabilità e un buon livello qualitativo. Anche la fiducia nel post-vendita è più che solida: il 62% degli intervistati ritiene che i servizi possano competere con quelli dei brand europei”. Decisivo, infine, il ruolo della concessionaria: il contatto diretto vince ancora e 8 italiani su 10 considerano il test drive indispensabile, confermando la centralità della rete fisica come leva di conversione.

Al via il nuovo Consiglio Generale ANIASA: continuità e rinnovamento.

Si completa ufficialmente la squadra del nuovo Consiglio Generale di ANIASA, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing Mobility e Automotive Digital, chiamata a guidare il comparto per il prossimo quadriennio. Un assetto che si muove nel solco della continuità strategica, ma che introduce elementi di rinnovamento significativi per rafforzare rappresentatività, competenze e capacità di interlocuzione istituzionale. Al centro del mandato, l’obiettivo di rendere il ruolo della mobilità pay-per-use sempre più riconosciuto come leva strategica per il sistema Paese.

Continuità strategica e nuove competenze nel Consiglio Generale
Il nuovo Consiglio Generale definito dal Presidente Italo Folonari si caratterizza per un equilibrio tra esperienza consolidata e nuovi ingressi di peso. Tra le principali novità figurano Raffaella Tavazza, CEO del Gruppo Locauto, e Rita Rossi, General Manager Italy di Avis Budget Group, chiamate a rappresentare il comparto del noleggio a breve termine. Per il lungo termine entra Marco Girelli, mentre l’area della Digital Automotive viene rafforzata dalla presenza di Giovanni Maggiore. Scelte che testimoniano la volontà di ANIASA di presidiare in modo strutturato tutte le anime della mobilità contemporanea.

Esperienza associativa e presidio dei segmenti chiave
Accanto ai nuovi ingressi, il Consiglio conferma figure di comprovata esperienza associativa e manageriale. Per il long term restano Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval, e Philippe Valigny, Country Managing Director Ayvens Italia. Il comparto del rent-a-car continua a essere rappresentato da Massimiliano Archiapatti e Stefano Gargiulo, mentre l’area dei servizi automobilistici vede la conferma di Enrico Colombo. Un insieme di profili che garantisce continuità di visione e capacità di presidio sui principali dossier del settore.

Mobilità pay-per-use sempre più centrale nel dialogo istituzionale
Al termine della riunione di insediamento, il Presidente Folonari ha espresso soddisfazione per l’avvio dei lavori del nuovo Consiglio, sottolineando il valore delle competenze messe in campo. “Ringrazio i Vice Presidenti e i Consiglieri per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati. Sono certo che, grazie alle deleghe specifiche assegnate e alle loro competenze, ANIASA potrà operare in modo ancora più efficace e continuativo su tutti i temi centrali del comparto, contribuendo nei prossimi anni a rendere la mobilità pay-per-use sempre più strategica per il nostro Paese e maggiormente tutelata dalle istituzioni”, ha dichiarato Italo Folonari. Un messaggio chiaro che definisce le priorità del mandato e rafforza il ruolo dell’Associazione come interlocutore di riferimento per il futuro della mobilità.

Autotorino accelera sull’elettrificazione

Il mercato italiano delle auto elettriche chiude il 2025 con un segnale incoraggiante, ma ancora lontano dalla piena maturità. La crescita delle immatricolazioni retail BEV è reale, tuttavia la quota sul totale resta sotto il 6%, evidenziando un’evoluzione disomogenea e ancora fragile. In questo scenario, il percorso di Autotorino si distingue per solidità e coerenza, mostrando come la transizione energetica possa tradursi in scelte concrete da parte dei clienti.

Un mercato BEV in crescita ma non ancora maturo
Il 2025 conferma che l’elettrico in Italia non è più una nicchia, ma non è ancora un mercato pienamente strutturato. Le immatricolazioni di auto elettriche crescono soprattutto nel canale retail, segno di un interesse crescente da parte dei privati, ma la penetrazione complessiva resta limitata. Questo divario racconta un Paese che procede a velocità diverse, condizionato da infrastrutture, incentivi e abitudini di mobilità ancora in trasformazione. In questo contesto, la capacità dei dealer di accompagnare il cliente diventa un fattore decisivo per rendere l’elettrificazione una scelta accessibile e comprensibile.

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I numeri Autotorino: elettrificato oltre il 57%
All’interno del proprio perimetro operativo, Autotorino registra una dinamica particolarmente significativa. Nel 2025 oltre il 57% delle vetture nuove vendute rientra nelle alimentazioni elettrificate – BEV, PHEV e HEV – con una quota di full electric superiore alla media nazionale. Un dato che evidenzia come l’elettrificazione non sia solo una tendenza, ma una componente strutturale dell’offerta e della domanda. “La transizione energetica non è più un esercizio teorico, ma una scelta concreta che sempre più clienti compiono” sottolinea Autotorino, rimarcando il ruolo centrale dell’informazione e della consulenza nella fase di acquisto.

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Dalla strategia green alle scelte reali dei clienti
La crescente incidenza delle motorizzazioni elettrificate nelle vendite Autotorino rappresenta un segnale chiaro: quando il percorso è guidato e trasparente, la transizione diventa sostenibile anche per il mercato. L’approccio green del Gruppo non si limita all’offerta di prodotto, ma si traduce in una visione di lungo periodo che integra tecnologia, servizio e accompagnamento del cliente. “I numeri dimostrano che l’elettrico può entrare nella quotidianità, se supportato da un ecosistema credibile” evidenzia Autotorino, confermando come il cambiamento sia già in corso e destinato a rafforzarsi nei prossimi anni.

Acquisto Sicuro: il protocollo che rende trasparente il mercato dell’auto usata

La trasparenza, nel mercato dell’auto usata, non è una promessa ma una responsabilità. Nasce da regole chiare, condivise e verificabili. In questo scenario si inserisce il progetto Acquisto Sicuro, sviluppato da ConformGest in collaborazione con Adiconsum Nazionale: non un semplice marchio, ma un protocollo strutturato che punta ad alzare gli standard dell’intero comparto, tutelando allo stesso tempo consumatori e operatori professionali.

Una nuova idea di trasparenza contrattuale
Cosa rende davvero “trasparente” una trattativa? Non le parole, ma le regole scritte che le parti scelgono di rispettare. Acquisto Sicuro nasce proprio da questo principio: eliminare le zone grigie che da sempre caratterizzano il mercato dell’usato. Il progetto introduce criteri oggettivi, procedure definite e responsabilità chiare, trasformando la fiducia in un elemento misurabile. Non si tratta di semplificare la complessità, ma di governarla attraverso strumenti concreti che consentano al cliente di acquistare con consapevolezza e al dealer di operare in un contesto normativo certo e qualificante.

La Carta dei Servizi come standard di qualità
Il cuore del progetto è la Carta dei Servizi, un documento che certifica un livello superiore di controllo e informazione sul veicolo. Qui vengono formalizzati gli impegni del venditore in termini di verifiche tecniche, correttezza dei dati e chiarezza delle condizioni di vendita. Un passaggio decisivo riguarda la garanzia legale di conformità, applicata in modo rigoroso e coerente con la normativa vigente. Questo approccio tutela il diritto del cliente e, allo stesso tempo, protegge la correttezza del dealer, riducendo il rischio di contestazioni e interpretazioni arbitrarie che spesso generano conflitti.

Conciliazione paritetica e valore etico del progetto
In caso di divergenze, Acquisto Sicuro introduce la conciliazione paritetica: una procedura rapida, gratuita e mediata da un’associazione dei consumatori, pensata per evitare lunghi e costosi contenziosi legali. È un passaggio culturale prima ancora che operativo, perché rimette al centro il dialogo e la soluzione equilibrata delle controversie. Aderire ad Acquisto Sicuro significa scegliere una visione in cui il profitto non prescinde mai dall’onestà, e in cui la reputazione del mercato dell’usato viene costruita su regole condivise, trasparenza reale e responsabilità reciproca.

Bossoni e Bonera premiate tra le migliori concessionarie Mercedes-Benz in Italia

Il Gruppo Bossoni e Bonera si confermano ancora una volta tra le eccellenze della rete Mercedes-Benz in Italia. Per il terzo anno consecutivo, le due realtà bresciane hanno ottenuto il riconoscimento Frecce d’Argento 2025, premio che individua le migliori concessionarie del marchio sul territorio nazionale.

Un risultato che certifica una doppia performance di altissimo livello, frutto di una crescita costante e di una visione manageriale solida, orientata sia alla qualità del servizio sia alla capacità di interpretare l’evoluzione del mercato automotive.

Un premio basato su KPI concreti e misurabili

Il riconoscimento Frecce d’Argento nasce da un’analisi strutturata che prende in considerazione 12 indicatori di performance, suddivisi in quattro macro-aree strategiche. I criteri di valutazione spaziano dalla Customer Experience ai volumi di vendita, con particolare attenzione al comparto full electric, fino ai risultati del post-vendita e alle performance finanziarie.

Bossoni e Bonera si sono distinte in tutte le aree chiave, dimostrando una capacità organizzativa e commerciale superiore alla media della rete, oltre a una forte attenzione alla relazione con il cliente, oggi sempre più centrale nel posizionamento dei brand premium.

Mauro Bossoni

Una presenza territoriale solida e una qualità riconosciuta nel tempo

Il successo delle due concessionarie è strettamente legato anche alla loro presenza radicata sul territorio. Bossoni opera con sedi a Brescia, San Zeno Naviglio, Piacenza e Curtatone (Mantova), mentre Bonera è attiva con tre punti vendita nel capoluogo bresciano, in via Zammarchi e nella filiale di Lonato del Garda.

A conferma di questo percorso di eccellenza, Bossoni è stata recentemente confermata tra i Top Dealers Italia 2027, entrando ancora una volta nella Guida che seleziona le migliori realtà distributive del Paese. Bonera, invece, ha fatto parte delle prime edizioni della Guida Top Dealers Italia, dimostrando nel tempo continuità, solidità e qualità gestionale.

Una doppia presenza che rafforza il valore del riconoscimento e sottolinea l’affidabilità del lavoro svolto da Top Dealers Italia, grazie a una giuria esperta, rigorosa e rigorosamente anonima, impegnata a valorizzare solo i protagonisti realmente distintivi del settore.

La cerimonia e lo sguardo al futuro

La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma, nella cornice di Villa Miami, in occasione del Mercedes-Benz Dealer Meeting. A consegnare il riconoscimento è stato il presidente di Mercedes-Benz Italia Marc Langenbrinck, durante un evento che ha celebrato anche i 140 anni di storia del marchio.

Nel corso dell’incontro sono state tracciate le principali direttrici strategiche per i prossimi anni: nuovi modelli, accelerazione sull’elettrificazione, evoluzione dei servizi e nuove frontiere della customer care.

Un traguardo importante, dunque, ma anche un punto di partenza. L’obiettivo dichiarato è continuare a crescere nel 2026 e oltre, con la stessa determinazione, rafforzando il legame con clienti e collaboratori e confermando Bossoni e Bonera come punti di riferimento nel panorama Mercedes-Benz italiano.

Mercato auto gennaio 2026: +6,2% tra effetti tecnici e squilibri strutturali

Massimo Artusi: «Dati ingannevoli. I nodi sono già al pettine. È giunta l’ora di scioglierli»

Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un segno positivo solo in apparenza. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di gennaio sono state immatricolate 141.980 autovetture nuove, con una crescita del +6,2% rispetto a gennaio 2025. Un risultato che, tuttavia, non rappresenta una reale inversione di tendenza, ma riflette dinamiche di mercato fortemente sbilanciate.

A lanciare un segnale di prudenza è Federauto, che invita a leggere il dato complessivo alla luce della struttura delle immatricolazioni e del ruolo sempre più marginale dei canali tradizionali.

«La chiusura del mese di gennaio in territorio positivo non deve indurre a pensare a una inversione di tendenza. Il canale dei privati continua a offrire segnali di cedimento e a questo si aggiungono le autoimmatricolazioni dei concessionari. La prudenza è d’obbligo, perché il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra in grado di avviare un recupero nel breve periodo», afferma Massimo Artusi.

FEDERAUTO - Federazione Italiana Concessionari Auto

Canali di vendita: privati e flotte in calo, crescono solo gli attori “tecnici”

L’analisi dei canali di vendita conferma le criticità strutturali del mercato. Privati (-3,7%) e Flotte (-1,2%) restano in territorio negativo, con oltre 3.000 vetture in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il risultato positivo complessivo è infatti generato quasi esclusivamente da due componenti:

  • Noleggio a breve termine, in crescita del +182%
  • Autoimmatricolazioni di Case auto e concessionari, in aumento del +29%

Questi due canali, insieme, hanno immatricolato oltre 11.000 vetture in più rispetto a gennaio 2025, compensando ampiamente il deficit della domanda reale. Un dato che evidenzia un mercato sostenuto più da leve tattiche che da una ripresa strutturale dei consumi.

Alimentazioni: crollano benzina e diesel, avanzano ibrido ed elettrico

Sul fronte delle alimentazioni prosegue il trend già emerso nel corso del 2025. Le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere quote rilevanti:

  • Benzina: -26%
  • Diesel: -16,2%

A fronte di questo calo, crescono con decisione le soluzioni elettrificate:

  • Elettrico: +42%
  • Plug-in hybrid: +131,8%
  • Ibrido mild e full: +22%

«È positivo il continuo spostamento della domanda verso le vetture ibride, che possono giocare un ruolo importante anche nella prospettiva del Green Deal Automotive e nella revisione delle politiche europee», sottolinea Artusi.

Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Normative UE e neutralità tecnologica: il nodo regolamentare

Il presidente di Federauto richiama infine l’attenzione sul quadro regolamentare europeo, giudicato oggi frammentato e incoerente con l’obiettivo della decarbonizzazione.

«Abbiamo apprezzato la posizione espressa dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy nell’incontro con Governo e stakeholder. È necessario andare oltre la proposta della Commissione UE sui target CO₂ del 16 dicembre, rimuovendo i limiti ai carburanti rinnovabili e applicando pienamente il principio di neutralità tecnologica», afferma Artusi, evidenziando anche le criticità legate alla proposta sulle Corporate Fleet, ritenuta distorsiva delle logiche di libero mercato.

Un mercato concentrato negli ultimi giorni

A completare il quadro, un dato emblematico della fragilità del mercato: il 39,7% delle immatricolazioni di gennaio 2026 è stato registrato negli ultimi tre giorni del mese, confermando una dinamica sempre più compressa e artificiale.

«Federauto sostiene l’azione del Governo italiano in sede europea, con l’auspicio di una fase emendativa capace di rimuovere effetti distorsivi e salvaguardare la neutralità tecnologica, mentre i dealer continuano a investire risorse concrete per la decarbonizzazione della filiera», conclude Massimo Artusi.