Il Top Dealers Italia 2027 apre il quinto showroom italiano in via La Spezia 183. Usato multimarca, consulenza e servizi integrano web e presenza in sede. All’inaugurazione i tributi a Giampaolo Dallara e Andrea de Adamich.
Il quinto showroom italiano
Tomasi Auto, selezionato fra i Top Dealers Italia 2027, inaugura a Parma un nuovo maxistore dedicato all’usato multimarca. La sede di via La Spezia 183 affianca Guidizzolo, Verona, Roma e Milano, portando a cinque gli showroom del Gruppo. L’apertura segue un 2025 chiuso con oltre 19.000 auto vendute e rafforza la presenza in Emilia-Romagna.
Fondata nel 1997 da Giancarlo e Franco Tomasi, l’azienda mantiene il proprio centro operativo a Guidizzolo, nel Mantovano: un polo di 26.800 metri quadrati con una capacità di 1.680 vetture. A guidare il Gruppo sono il presidente Giancarlo Tomasi e l’amministratore delegato Franco Tomasi.
Il maxistore Tomasi Auto di Parma, in via La Spezia 183. Foto: Tomasi Auto.
Dal web allo showroom, con la consulenza al centro
Il modello di Parma collega ricerca online e visita in sede. Il cliente può consultare l’offerta sul sito, approfondire le vetture e proseguire con lo staff commerciale, oppure iniziare in showroom e continuare attraverso i canali digitali. Consulenza, test drive, servizi finanziari e assicurativi accompagnano il percorso di acquisto.
Franco Tomasi, amministratore delegato di Tomasi Auto. Foto d’archivio.
Franco Tomasi spiega: «Parma per noi non è semplicemente una nuova sede, ma un nuovo mercato nel quale vogliamo costruire un rapporto di fiducia con il territorio». E aggiunge: «Al centro rimangono sempre la relazione, la consulenza e la possibilità di vedere e provare l’auto».
La preparazione dell’usato passa dal Centro di Ricondizionamento Tomasi Auto, dove le verifiche su meccanica, elettronica e carrozzeria possono superare i 150 controlli per vettura. Un processo che affianca la disponibilità multimarca con attenzione alla qualità e alla trasparenza dell’offerta.
I tributi a Dallara e de Adamich
L’inaugurazione ha dedicato spazio anche alla cultura automobilistica del territorio. Tomasi Auto ha reso omaggio alla carriera di Giampaolo Dallara, fondatore e presidente di Dallara, entrato nell’Automotive Hall of Fame. A rappresentare il Gruppo era Andrea Vecchi, Marketing & Communication Director.
Andrea Vecchi, al centro, ritira il riconoscimento dedicato a Giampaolo Dallara. Foto: Tomasi Auto.
Nel messaggio di ringraziamento, Giampaolo Dallara ha ricordato il valore del lavoro condiviso: «Ogni risultato che ho raggiunto non è un merito individuale bensì frutto del lavoro, della passione e della competenza delle tante persone che hanno condiviso con me questo percorso».
Un secondo riconoscimento ha ricordato Andrea de Adamich, pilota, giornalista e promotore della cultura della guida sicura. Lo ha ricevuto Sofia Spanou de Adamich, presidente della Scuderia de Adamich e del Centro Internazionale Guida Sicura, realtà radicate a Varano de’ Melegari.
Sofia Spanou de Adamich durante l’omaggio alla memoria di Andrea de Adamich. Foto: Tomasi Auto.
Sofia Spanou de Adamich ha sottolineato: «La passione per l’automobile deve andare di pari passo con conoscenza, responsabilità e sicurezza». Un richiamo che ha collegato l’apertura commerciale ai valori e alle competenze automobilistiche del territorio.
Dal 1° ottobre 2026 il manager guida ATFlow, che rappresenta KGM, INEOS Automotive, XPENG, Linktour e GAC. Mattia Vanini confermato presidente; nel 2027 aprirà un nuovo hub a Milano, sviluppato con Autotorino.
Senatore alla guida di cinque brand
Massimo Senatore è il nuovo CEO di ATFlow. La nomina, operativa dal 1° ottobre 2026, accompagna una riorganizzazione pensata per sostenere la crescita dei cinque marchi rappresentati in Italia: KGM, INEOS Automotive, XPENG, Linktour e GAC. Gli ultimi due sono entrati nel portafoglio nel corso del 2026.
Il manager ha iniziato il proprio percorso in FCA, per poi passare a BMW Group Italia, dove è diventato Sales Director. Successivamente ha guidato BMW Group Portugal come CEO. Da settembre 2025 era Head of MINI Central Southeastern Europe, con responsabilità su dodici mercati e sulla transizione al modello di vendita diretta, con particolare attenzione ai veicoli elettrici.
Massimo Senatore commenta: “Entrare in ATFlow mi rende felice e orgoglioso. Ho trovato un’azienda dinamica, ambiziosa e guidata da persone di grande talento e valore”.
Governance e supporto alla rete
Mattia Vanini resta presidente di ATFlow. Luca Ronconi guida i rapporti istituzionali e lo sviluppo del business con la Pubblica Amministrazione, mentre Giuseppe Rovito estende il ruolo di General Manager a tutti i brand, coordinandone strategie, sinergie e piani di crescita.
Sales e Marketing adotteranno un’organizzazione più specializzata per singolo marchio, mantenendo la guida di Massimiliano Palestra per le vendite e di Andrea Ferrari per il marketing. L’obiettivo è sviluppare strategie mirate e offrire un supporto più efficace alla rete commerciale e ai partner. Anche Operations e After Sales saranno rafforzate nelle competenze, nei processi e nelle capacità operative, in continuità con le responsabilità attuali.
Mattia Vanini, presidente di ATFlow. Foto d’archivio.
Un nuovo hub a Milano
Il piano comprende un nuovo hub aziendale in via Grosio, a Milano, sviluppato in sinergia con Autotorino e previsto operativo nei primi mesi del 2027. La struttura accompagnerà l’espansione dell’azienda e il rafforzamento della presenza sul mercato italiano.
Mattia Vanini spiega: “Gli obiettivi di ATFlow per i prossimi anni sono chiari: crescere ulteriormente, consolidare la nostra presenza sul mercato e costruire un’organizzazione sempre più specializzata ed efficiente”.
Il presidente richiama anche l’impegno della proprietà nel piano industriale: “La verticalizzazione delle competenze sarà un fattore determinante per sostenere il nostro sviluppo futuro”. Per la rete, la riorganizzazione punta quindi a un interlocutore più focalizzato sui singoli marchi, con capacità operative e di post-vendita adeguate alla crescita del portafoglio.
Areté: il dealer al centro dell’acquisto, la trasparenza costruisce fiducia
La ricerca della società presieduta da Massimo Ghenzer evidenzia il ruolo decisivo della concessionaria: il 71% degli intervistati considera molto importante fidarsi del dealer e il 64% chiede informazioni chiare e condizioni economiche trasparenti.
Il dealer è il punto di riferimento che trasforma le informazioni sull’auto in una scelta concreta. Ascolta le esigenze del cliente, chiarisce le alternative e costruisce una proposta comprensibile, dalla vettura ai servizi fino alle condizioni economiche. La ricerca Areté di settembre 2026, dedicata alle aspettative dei consumatori durante il processo di acquisto, evidenzia quanto questo ruolo poggi sulla fiducia e sulla trasparenza.
A presiedere Areté Methodos è Massimo Ghenzer, manager con un percorso ai vertici dell’automotive e dei trasporti: già presidente di Ford Italia, ha ricoperto l’incarico di Executive Director European Brand Strategy & Eastern Europe in Ford of Europe, oltre ai ruoli di direttore generale di Trenitalia, presidente di Cisalpino e amministratore delegato di SITA. Un’esperienza che unisce gestione aziendale, strategia di marca e mobilità, offrendo una prospettiva concreta sul rapporto tra prodotto, distribuzione e cliente.
Il cliente si informa, il dealer orienta la scelta
Il percorso di acquisto comincia spesso sul web: il 42% degli intervistati indica i siti delle case automobilistiche come principale fonte di informazione prima di comprare un’auto.
La concessionaria conserva un ruolo centrale nella valutazione: il 90% visita più di un dealer prima di decidere. Il cliente cerca un confronto che gli permetta di comprendere quale vettura e quale proposta siano più adatte alle proprie necessità.
Una riflessione pubblicata da Massimo Ghenzer sul proprio profilo LinkedIn sintetizza il valore della relazione commerciale: “I venditori eccellenti ispirano fiducia ai propri clienti.” Un’osservazione che trova riscontro nei risultati della ricerca: per il 71% del campione, potersi fidare della concessionaria è molto importante.
Il 71% considera molto importante fidarsi della concessionaria. Fonte: Areté, settembre 2026.
È nel confronto con il cliente che il dealer esprime la propria competenza. Le caratteristiche tecniche vanno rapportate all’utilizzo quotidiano; le motorizzazioni alle percorrenze e alle abitudini; le formule di acquisto al budget e alle aspettative.
Il 30% degli intervistati, durante la visita in concessionaria, desidera che le proprie esigenze vengano comprese. L’ascolto è il primo passo di una consulenza efficace: permette di formulare una proposta pertinente e di motivarla con argomenti concreti.
La trasparenza rende riconoscibile la professionalità
La fiducia si costruisce attraverso comportamenti verificabili. Prezzi comprensibili, condizioni illustrate con precisione e risposte coerenti aiutano il cliente a valutare l’offerta e a decidere con consapevolezza.
Il 64% degli intervistati si aspetta dal venditore informazioni chiare e condizioni economiche trasparenti. Il 41% richiama specificamente la trasparenza nelle condizioni di acquisto e finanziamento tra le aspettative principali durante la visita.
Il 64% chiede chiarezza e condizioni economiche trasparenti. Fonte: Areté, settembre 2026.
La chiarezza incide anche sulla possibilità di concludere la vendita: il 68% potrebbe rinunciare all’acquisto per scarsa trasparenza o mancanza di fiducia.
Il 68% potrebbe rinunciare: 44% per scarsa trasparenza e 24% per mancanza di fiducia. Fonte: Areté, settembre 2026.
Per il dealer, questo principio deve attraversare l’intero processo: dall’annuncio al preventivo, dalla presentazione del finanziamento alla firma del contratto. Anticipo, rate, eventuale rata finale, condizioni delle promozioni e servizi facoltativi devono essere spiegati in modo accessibile.
Un preventivo chiaro rende visibile la professionalità della concessionaria. Consente al cliente di capire cosa sta acquistando, quale impegno economico assume e quali prestazioni riceverà. È un passaggio essenziale per costruire una relazione fondata sulla fiducia.
Consulenti di mobilità: il valore dei Top Dealers Italia
Alla domanda su cosa possa convincerli a concludere l’acquisto, il 39% degli intervistati indica una consulenza competente e affidabile, il 32% una condizione economica più vantaggiosa e il 28% un’offerta personalizzata.
Il 39% indica la consulenza competente e affidabile come fattore decisivo. Fonte: Areté, settembre 2026.
La competenza del dealer assume così un peso concreto nella decisione. Comprendere le necessità, proporre soluzioni coerenti e spiegare costi e benefici sono attività che richiedono preparazione e cura della relazione.
Il 49% del campione dichiara di essersi sentito molto supportato nella scelta dell’auto più adatta alle proprie esigenze. Un risultato che suggerisce spazio per rafforzare la qualità dell’accompagnamento, investendo nella formazione dei collaboratori e nella continuità del servizio.
Per i Top Dealers Italia, questi risultati richiamano il valore del concessionario come consulente di mobilità. Un ruolo che prende forma nella capacità di orientare il cliente tra vetture, formule di acquisto e servizi, con una proposta personalizzata e trasparente.
La ricerca della società presieduta da Massimo Ghenzer porta quindi l’attenzione su una responsabilità precisa della distribuzione: rendere comprensibile una scelta sempre più articolata. Ascolto, competenza e trasparenza rafforzano la centralità del dealer e costruiscono le basi di un rapporto che prosegue dopo la consegna dell’auto.
Fonte: Areté, “Cosa si aspetta il consumatore dal processo di acquisto”, settembre 2026, indagine CAWI su circa 500 rispondenti in Italia.
Dal 1° aprile 2027 succederà ad Alain van Groenendael, che assumerà la presidenza del Consiglio di Amministrazione. Il passaggio accompagnerà la nuova fase di crescita di Arval.
Il cambio ai vertici
BNP Paribas ha annunciato le prossime nomine alla guida di Arval. Annie Pin entrerà nell’azienda il 26 ottobre 2026 come Senior Advisor del CEO, per diventare Chief Executive Officer dal 1° aprile 2027. Nella stessa data, l’attuale CEO Alain van Groenendael assumerà la presidenza del Consiglio di Amministrazione. Nei prossimi mesi i due manager lavoreranno insieme, coinvolgendo i team di Arval e Athlon per preparare la nuova fase di sviluppo.
Annie Pin, CEO di Arval dal 1° aprile 2027.
L’esperienza di Annie Pin
Con oltre vent’anni di esperienza nella mobilità e nei servizi finanziari, Annie Pin ha ricoperto incarichi dirigenziali in ALD Automotive, tra cui la direzione generale in Norvegia. Successivamente è stata Group Chief Commercial Officer di Ayvens, guidando un’organizzazione di oltre 4.000 professionisti in più di 40 Paesi e contribuendo all’integrazione tra ALD e LeasePlan. Il suo percorso comprende l’elettrificazione delle flotte e lo sviluppo di soluzioni di mobilità.
Alain van Groenendael, presidente del Consiglio di Amministrazione di Arval dal 1° aprile 2027.
Una nuova fase di crescita
Alla guida di Arval dal gennaio 2019, Alain van Groenendael ha accompagnato il rafforzamento dell’azienda nel settore della mobilità. Il passaggio avviene dopo l’acquisizione di Athlon, che, secondo BNP Paribas, porta Arval a diventare co-leader europeo nel noleggio a lungo termine. Thierry Laborde, Chief Operating Officer di BNP Paribas, sottolinea il contributo della futura CEO: “Sono contento che Annie potrà portare più di 20 anni di esperienza internazionale e di leadership nel settore della mobilità e dei servizi finanziari”.
Il rapporto dei giovani con l’automobile non sembra indebolirsi, ma trasformarsi. Nel 2025 quasi il 74% delle oltre un milione di patenti conseguite dopo esame è stato rilasciato a under 25, confermando come la patente continui a rappresentare uno strumento di autonomia e un passaggio verso l’età adulta. Ciò che appare meno automatico è il passo successivo: acquistare e possedere un’auto. Trasporto pubblico, treni, autobus a lunga percorrenza e sharing entrano oggi in un sistema di mobilità più articolato, soprattutto nei grandi centri urbani. A pesare è anche il fattore economico: secondo Bain & Company e ANIASA, oggi per acquistare un’auto nuova servono mediamente 11 mensilità di stipendio, contro circa cinque nel 2000.
Cambiano quindi non soltanto le modalità di utilizzo, ma anche i criteri con cui viene scelta un’automobile
Più formule e nuovi brand
Cambiano quindi non soltanto le modalità di utilizzo, ma anche i criteri con cui viene scelta un’automobile. Finanziamento, noleggio a lungo termine e formule flessibili permettono di distribuire o rendere più prevedibile l’impegno economico, mentre tecnologia, sostenibilità e valore residuo assumono un peso crescente. Parallelamente aumenta l’apertura verso marchi relativamente nuovi: secondo un sondaggio Areté del 2026, il 75% dei giovani intervistati si dichiarava disposto ad acquistare un’auto prodotta in Cina, attirato soprattutto dal rapporto tra tecnologia, qualità e prezzo. Anche Quintegia rilevava tra la Gen Z early adopter una forte disponibilità a considerare nuovi brand e soluzioni elettrificate.
Nel 2025 quasi il 74% delle oltre un milione di patenti conseguite dopo esame è stato rilasciato a under 25, confermando come la patente continui a rappresentare uno strumento di autonomia e un passaggio verso l’età adulta
Il dealer diventa consulente
I dati descrivono quindi un mercato in cui acquistare un’automobile significa valutare molte più variabili rispetto al passato: alimentazione, ricarica, accesso alle città, valore futuro dell’usato, formule finanziarie, limiti per i neopatentati e normativa. Una complessità che rafforza il ruolo consulenziale del concessionario. Il 60% degli italiani preferisce ancora recarsi in concessionaria per acquistare un’auto, mentre il 45% si dichiara interessato anche all’acquisto online dal produttore: fisico e digitale sono quindi destinati a convivere. In questo percorso diventano strategici anche partner tecnologici come bee2link group Italia, Best Partner di Top Dealers Italia, che supportano le reti nella digitalizzazione dei processi commerciali e della relazione con il cliente. Per i dealer la sfida sarà sempre meno vendere semplicemente un’auto e sempre più aiutare il cliente a scegliere la soluzione di mobilità più coerente con esigenze, capacità di spesa e aspettative.
Per il 71% degli italiani la fiducia nella concessionaria è fondamentale durante l’acquisto di un’auto. È il dato centrale dell’instant survey di Areté sul processo d’acquisto. A costruire quella fiducia è anzitutto la chiarezza: il 64% degli intervistati chiede informazioni comprensibili e condizioni economiche trasparenti; il 41% richiama in particolare le condizioni di acquisto e finanziamento. Per i dealer il dato ha un risvolto commerciale diretto: quasi sette consumatori su dieci potrebbero rinunciare all’auto se prezzi, condizioni o finanziamento risultassero poco chiari. Spiegare l’offerta in modo semplice diventa quindi una parte decisiva della vendita.
La consulenza pesa più dello sconto
Quando valuta un’offerta, il 39% degli intervistati indica nella consulenza competente e affidabile il principale fattore capace di convincerlo all’acquisto. Seguono una condizione economica più vantaggiosa, al 32%, e un’offerta personalizzata, al 28%. Il cliente chiede al venditore di aiutarlo a scegliere tra modelli, tecnologie e formule di acquisto: il 30% si aspetta che sappia comprendere le sue esigenze reali. Un intervistato su due dichiara di essersi sentito molto supportato dal dealer nell’individuare l’auto più adatta. La capacità di ascolto e la preparazione della rete vendita incidono dunque sulla qualità dell’esperienza e sulla possibilità di chiudere il contratto.
Il web informa, lo showroom convince
Prima della visita, il 42% dei consumatori consulta soprattutto i siti delle Case; il 19% si affida al passaparola e un altro 19% a riviste e portali specializzati. La ricerca online non elimina il confronto diretto: il 90% visita più di una concessionaria e il 35% ne confronta almeno tre. Ogni visita è quindi anche un confronto tra la qualità delle risposte ricevute. «Il vero capitale del concessionario oggi è la fiducia», osserva Massimo Ghenzer, presidente di Areté. Per il dealer, rendere verificabile l’offerta e guidare con competenza un cliente già informato può fare la differenza nella decisione finale.
LoJack integra gestione della flotta e prevenzione furti
Dati dei veicoli, strumenti operativi e servizi di sicurezza convergono nella nuova offerta LoJack Italia per le flotte aziendali. L’obiettivo è dare ai fleet manager una visione aggiornata del parco auto e strumenti per intervenire quando emergono anomalie o eventi critici.
Una dashboard per l’intera flotta
LoJack Connect riunisce in un solo punto di accesso i dati telematici nativi dei veicoli e quelli raccolti dai dispositivi LoJack. Il fleet manager può consultare diagnostica, chilometri, consumi e livello di carica, insieme a posizione, comportamento di guida, geofence e incidenti. L’integrazione permette di leggere informazioni finora gestite separatamente e di usarle per individuare anomalie e organizzare gli interventi. «La vera evoluzione è nella capacità di mettere a sistema dati e servizi che fino a oggi potevano essere gestiti separatamente», afferma Massimo Braga, vicepresidente e amministratore delegato di LoJack Italia.
Gli alert anticipano gli eventi critici
Sul fronte della sicurezza, AI Theft Detection analizza segnali associati al rischio di furto e intensifica il monitoraggio nelle ore notturne. Il sistema può generare alert per un tentativo di sollevamento a motore spento, la disconnessione della batteria o uno spostamento in un’area considerata ad alto rischio. L’analisi delle anomalie e dei movimenti delle 48 ore precedenti serve a validare i segnali e a ridurre i falsi positivi. Per le aziende, il valore operativo è poter concentrare l’attenzione sui veicoli che richiedono una verifica tempestiva.
Dalla verifica al recupero del veicolo
Quando viene confermata una situazione di pericolo, interviene la centrale operativa LoJack, attiva 24 ore su 24, che può contattare conducente, fleet manager e noleggiatore. In caso di furto, avvia la localizzazione con il supporto della rete sul territorio e in collaborazione con le Forze dell’Ordine. La nuova soluzione Sentinel aggiunge un doppio livello di protezione attraverso controlli integrati: una ridondanza pensata per rendere più difficile la manomissione e sostenere le attività di monitoraggio e recupero.
UNRAE cambia volto: più dati e servizi per la mobilità italiana
UNRAE presenta una nuova identità e amplia la propria comunicazione oltre il perimetro degli operatori automotive. Per imprese e istituzioni, il passaggio rafforza il ruolo dell’Associazione come fonte di dati e analisi in un mercato che offre tecnologie e formule d’uso sempre più diverse.
Una rappresentanza che si apre al Paese
Forte di 75 anni di attività, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri rappresenta costruttori attivi nelle autovetture, negli autobus, nei veicoli commerciali e industriali e nei trainati. L’ingresso di nuovi costruttori asiatici ne amplia ulteriormente la base associativa. UNRAE intende mettere questa conoscenza a disposizione anche dei cittadini, traducendo dati e norme in strumenti utili alle scelte di mobilità. «In una mobilità sempre più complessa, intendiamo informare con chiarezza, non convincere», afferma Roberto Pietrantonio, presidente dell’Associazione. Per la filiera, l’obiettivo è rendere più comprensibili i cambiamenti del mercato.
Roberto Pietrantonio, Presidente UNRAE
Il nuovo logo accompagna servizi già disponibili
Il rebranding rende visibile un percorso che UNRAE ha già avviato. Nel nuovo logo, il tricolore inserito nel globo richiama le radici italiane e la dimensione internazionale dei costruttori rappresentati; quattro linee dinamiche ridisegnano la “U”. Il cambiamento riguarda anche i servizi: l’Associazione mette gratuitamente a disposizione degli automobilisti strumenti per consultare le campagne di richiamo dei veicoli, le limitazioni locali del traffico e le agevolazioni fiscali regionali. Risorse che portano informazioni tecniche e normative fuori dai soli circuiti professionali e possono aiutare gli utenti a orientarsi nelle decisioni quotidiane.
Comunicazione e competenze al centro del prossimo passo
Il nuovo corso prevede una presenza più ampia sui canali digitali e social e un dialogo con i media anche non specialistici. Tra ottobre e novembre UNRAE lancerà “I Mestieri dell’Auto”, una partnership editoriale dedicata alle persone e alle professionalità del settore. L’iniziativa punta a raccontare competenze che spesso restano poco visibili, mentre l’industria cambia prodotti e processi. «Siamo convinti che gli elementi fondanti del nostro settore, a partire proprio dall’automobile, rappresentino opportunità di sviluppo economico, occupazione qualificata, innovazione e inclusione territoriale», sottolinea Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE.
L’usato con Brand Proprietario porta il nome del Dealer!
Dalla certificazione alla reputazione: perché il marchio proprietario sta diventando uno degli asset più importanti delle concessionarie italiane. Ecco la prima puntata di osservatori Top Dealers Italia, segnalando he la versione integrale la trovate sulla Guida Top Dealers Italia 2027!
Abbiamo chiesto ai vertici dei nostri Top Dealers Italia di rispondere a questa domanda:
Quanto è strategico oggi disporre di un usato certificato con marchio proprio? Qual è la vostra esperienza diretta e quali prospettive di crescita vedete?
L’usato certificato ha superato il ruolo di alternativa conveniente al nuovo. Per i Top Dealers Italia è una business unit autonoma, con processi, standard di qualità, servizi, garanzie e identità commerciale. Il marchio del dealer diventa il sigillo che rassicura il cliente e mantiene la relazione oltre i programmi delle Case.
Le risposte convergono su fiducia, trasparenza e sicurezza, seguite da fidelizzazione, marginalità e differenziazione. I gruppi più strutturati stanno organizzando l’intera filiera, dall’acquisizione al ricondizionamento, fino a vendita, finanziamento e assistenza. Il prodotto non è più soltanto la vettura, ma l’insieme dei servizi costruiti attorno ad essa.
Il brand proprietario diventa così un patrimonio indipendente dai singoli mandati. Rafforza la reputazione, amplia il bacino commerciale attraverso il digitale e uniforma l’offerta multibrand. La priorità non è soltanto aumentare i volumi, ma migliorare qualità, rotazione dello stock e redditività.
I NUMERI DEL CONFRONTO
42 contributi distinti e utilizzabili Oltre 30 Top Dealers Italia collegano il marchio proprietario a fiducia e trasparenza Più di 20 indicano la fidelizzazione tra i vantaggi principali Oltre 15 richiamano marginalità, redditività o stabilità del business Più di 15 citano processi, controlli e ricondizionamento Oltre 10 individuano nel digitale una leva di crescita 2 modelli prevalenti: brand del dealer e programmi certificati delle Case
IL DEALER DIVENTA GARANTE
Nel mercato dell’usato il marchio della concessionaria può pesare quanto quello sul cofano. Il cliente vuole conoscere provenienza, controlli e soggetto responsabile dopo la consegna. Il brand proprietario trasforma la reputazione del dealer in una garanzia riconoscibile. Ferri lo sintetizza così: «Il cliente non sceglie soltanto un veicolo: sceglie un’azienda che mette la propria reputazione a garanzia di quel prodotto».
LA FIDUCIA PRIMA DEL PREZZO
Il confronto online ha reso prezzi e caratteristiche accessibili, aumentando però il bisogno di certezze. Rattix pone la trasparenza al centro della relazione; Ambrostore parla di ecosistema di fiducia; Galdieri e Gruppo Scotti collegano affidabilità, valore percepito e capacità di attrarre nuovi clienti. La differenza rispetto alle piattaforme generaliste nasce dalla consulenza e dalla continuità del rapporto.
UN PRODOTTO AUTONOMO
L’usato non è più una conseguenza delle permute, ma un prodotto con logiche proprie di acquisto, pricing, comunicazione e vendita. Carraro Cars&Trucks opera separatamente dal nuovo da oltre trent’anni; Truck Italia e AF Motors, con USAUTO, insistono su processi e identità specifici. Autotorino ha trasformato 60 anni di esperienza nel marchio BeBeep, affiancando alle vetture servizi dedicati.
IL MARCHIO COME ASSET
Il marchio proprietario resta patrimonio del dealer anche quando cambiano mandati e strategie dei costruttori. Autoclub Group lo definisce un «sigillo di garanzia»; International Motors, con IMUsedCars, tutela relazione e marginalità; Errebi e Guagliumi lo collegano a rafforzamento del business, fiducia e differenziazione.
CERTIFICARE DAVVERO
La parola “certificato” deve corrispondere a controlli tecnici, verifica del chilometraggio, ricondizionamento, tracciabilità e garanzie uniformi. De Bona First, AB ReDrive, Autovittani Select e Renew di Tinghi Motors mostrano come procedure e team specializzati aumentino sicurezza percepita e vendite. BeBeep aggiunge ripristini codificati, diagnostiche condivise e garanzie dedicate.
STANDARD UGUALI IN OGNI SEDE
La crescita dei gruppi rende indispensabile offrire la stessa qualità in ogni sede. Ambrostore punta sull’industrializzazione della filiera, dall’approvvigionamento alla customer experience. Gruppo Ghedini amplia spazi e disponibilità mantenendo centrale la certificazione, mentre LocautoDue sviluppa Selekt su più territori con standard comuni.
DUE STRADE POSSIBILI
Non tutti i dealer scelgono un’insegna autonoma. Clerici Auto trasferisce all’usato la notorietà del proprio nome; Autoindustriale utilizza il corporate brand e riserva Drive+ ai veicoli con standard superiori; Autoscala valorizza direttamente il nome del Gruppo. Il valore può quindi risiedere in un sub-brand oppure nel marchio aziendale.
LA FORZA DEI PROGRAMMI DI CASA
Restano centrali anche i programmi ufficiali dei costruttori. Bisson, Eurocar e Scarabel valorizzano certificazioni e campagne delle Case, da Audi Prima Scelta Plus a Volkswagen Usato Garantito e Cupra Approved. Il modello più evoluto integra la forza del costruttore con la reputazione autonoma del dealer.
MARGINI DA DIFENDERE
La redditività spinge i dealer a investire nell’usato, meno dipendente dalle politiche delle Case e dalla disponibilità del nuovo. Gruppo Picca e De Bona Motors lo considerano decisivo per difendere i margini. Per Bossoni il «brandizzato garantito» consente di competere con privati e piattaforme senza ridurre tutto al prezzo.
VERSO IL 50 PER CENTO
Gli obiettivi sono concreti: Auto Elite punta all’equilibrio tra nuovo e usato; Fratelli Giacomel prevede che l’usato raggiunga il 50% delle vendite; Lorenzi Hub opera già con una composizione formata per il 60% da usato proprietario. L’obiettivo è costruire stabilità e valorizzare permute, rientri e acquisti selezionati.
SERVIZI OLTRE LA VETTURA
La certificazione è il punto di partenza. Il valore cresce con finanziamenti, assicurazioni, garanzie estese, manutenzione e assistenza. Autoequipe, Gruppo Catone, G Del Priore e Giovanzana indicano nei servizi integrati, nel chilometraggio certificato e nel pricing trasparente le leve che rendono l’offerta più solida e riconoscibile.
IL CLIENTE TORNA IN OFFICINA
L’usato certificato diventa anche uno strumento di retention: garanzia e manutenzione riportano il cliente in officina, mentre i servizi finanziari preparano la sostituzione successiva. Autoclub Group e Gruppo Catone presidiano l’intero ciclo, dalla permuta alla rivendita garantita. Il valore va misurato lungo tutta la relazione.
DIGITALE SENZA DISTANZE
Un marchio riconoscibile permette di vendere oltre il territorio tradizionale. AD Motors con AUTOWWW, AF Motors con USAUTO e Autovittani ampliano digitalmente il bacino commerciale; Sikelia digitalizza la selezione dello stock. Il canale online funziona però soltanto quando chi pubblica l’annuncio garantisce qualità e coerenza delle informazioni.
REPUTAZIONE MISURABILE
Recensioni, passaparola e motori di ricerca orientano la scelta prima della visita in showroom. Ambrostore, Ferri, Rattix e Gruppo Scotti confermano che il cliente confronta reputazione e servizi insieme al prezzo. Ogni esperienza positiva rafforza tutto lo stock contraddistinto dallo stesso marchio.
DALLE PERMUTE ALLO STOCK
La crescita richiede fonti di approvvigionamento continue e selezionate. Gruppo Picca integra permute e canali qualificati; Autovittani diversifica gamma e motorizzazioni; Sikelia amplia lo stock multibrand. Acquistare bene è decisivo quanto vendere: rotazione, ripristino e valori residui determinano la redditività.
IL REMARKETING CREA VALORE
La gestione professionale controlla l’intero ciclo del veicolo. Scarabel indica il remarketing come fonte di marginalità; Gruppo Farina integra permuta, ricondizionamento, post-vendita e remarketing; LocautoDue vede l’usato certificato come un prodotto strutturato. Il brand rende visibile un’organizzazione che governa rientri, stock e canali di vendita.
L’ELETTRICO CHIEDE CERTEZZE
Nell’usato elettrico la certificazione diventa ancora più importante: servono dati sullo stato della batteria, autonomia residua e costi potenziali. Motorsclub prevede una crescita alimentata dai rientri delle immatricolazioni 2022-2023. Diagnostica e documentazione comprensibile riducono la diffidenza. Autotorino prepara nuove certificazioni dedicate a un segmento fondato su trasparenza e fiducia.
UN ACCESSO AI BRAND PREMIUM
L’usato certificato apre i marchi premium a clienti con budget più accessibili. Scarabel sottolinea il ruolo dei programmi ufficiali; G Del Priore prevede crescita nel premium e luxury, dove la reputazione pesa ancora di più. Stefauto e Tinghi Motors collegano sicurezza percepita, esperienza d’acquisto e aumento delle vendite ai privati.
DALL’AUTO ALL’ECOSISTEMA
I progetti più evoluti trasformano il brand in una piattaforma di mobilità. Farina Primafila integra veicoli selezionati, garanzie, finanziamenti, valore futuro e servizi assicurativi; Rattix riunisce vendita, noleggio, finanza e assistenza. Guagliumi e Del Piano collegano questo ecosistema a marginalità, fidelizzazione e identità riconoscibile.
LA PROSSIMA SFIDA È LA QUALITÀ
La crescita non autorizza scorciatoie. Gruppo Fassina privilegia l’efficienza qualitativa dei processi rispetto alla sola espansione dei volumi; Autoscala ed Errebi insistono sulla coerenza del brand e sul rafforzamento dell’identità. Trasformare il proprio nome in un metodo verificabile permette di difendere i margini e costruire relazioni durature.
LE SETTE LEVE DELL’USATO A MARCHIO PROPRIO
In sintesi, le sette leve dell’usato a marchio proprio sono: Fiducia: Il dealer mette direttamente la propria reputazione a garanzia della vettura; Certificazione: Controlli, chilometraggio, provenienza e ricondizionamento diventano verificabili; Differenziazione: L’offerta si distingue da privati, marketplace e operatori generalisti; Marginalità: Il concessionario controlla acquisto, preparazione, pricing e servizi collegati; Fidelizzazione: Garanzie, manutenzione e finanziamenti mantengono il cliente nel gruppo; Digitale: Il brand permette di vendere oltre il territorio fisico delle sedi; Indipendenza: Il marchio resta patrimonio del dealer anche al variare dei mandati.
Bonus colonnine domestiche, Motus-E: spinta alla mobilità elettrica
Un incentivo per accelerare la ricarica privata
Il rilancio del Bonus colonnine domestiche annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene accolto positivamente da Motus-E, che considera la misura uno strumento importante per accompagnare la diffusione della mobilità elettrica in Italia. Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica domestica e wallbox, fino a un massimo di 1.500 euro per i privati e 8.000 euro per i condomini. La misura dispone complessivamente di 68 milioni di euro fino al 2030, con 15 milioni destinati al 2026, creando così un orizzonte più stabile per cittadini, operatori e filiera.
Motus-E: opportunità anche per l’industria italiana
Secondo Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, “si tratta di una misura molto utile per accompagnare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia e apprezziamo particolarmente l’accento posto dal Mimit anche a quelle che sono le opportunità per le filiere nazionali connesse alla transizione del settore dei trasporti”. L’associazione sottolinea quindi come la diffusione delle infrastrutture di ricarica possa generare effetti non soltanto sulla domanda di veicoli elettrici, ma anche sull’intera catena industriale. Per Naso, l’Italia dispone infatti di competenze tecnologiche e produttive che possono trovare nuove opportunità nell’elettrificazione dei trasporti.
Francesco Naso, segretario generale di Motus-E
Domande dal 22 settembre attraverso Invitalia
Motus-E evidenzia anche il lavoro svolto con il Ministero per rendere l’incentivo maggiormente continuativo e semplice da utilizzare. Francesco Naso aggiunge: “La nostra industria ha l’esperienza e le competenze per essere leader anche sulle tecnologie connesse all’elettrificazione. Come associazione abbiamo collaborato con il ministero per rendere la misura continuativa, a prova di futuro e semplice”. Per il 2026 saranno ammesse le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre. Le prenotazioni potranno essere presentate sulla piattaforma Invitalia dalle ore 12 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027.