Auto usata in ripresa debole a febbraio 2026

Un rimbalzo fragile dopo il calo di gennaio
Dopo la flessione di inizio anno, il mercato dell’auto usata torna leggermente positivo a febbraio 2026, con 493.963 trasferimenti di proprietà e una crescita dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale che va però letto con cautela: il dato è sostenuto esclusivamente dalle minivolture (+3,9%), mentre i trasferimenti netti segnano una contrazione dell’1,9%. Il primo bimestre resta infatti in territorio negativo, con un calo complessivo del 2,4% e 938.116 passaggi. Il mercato mostra quindi una dinamica ancora incerta, in cui gli operatori giocano un ruolo sempre più centrale nel sostenere i volumi, a fronte di una domanda finale che fatica a consolidarsi.

Alimentazioni e territori: cambia l’equilibrio del mercato
Sul fronte delle alimentazioni, nei trasferimenti netti il benzina torna leader con il 39,2% di quota, superando il diesel che scende al 38,4%, penalizzato da un calo significativo. Crescono invece le ibride, che raggiungono il 12%, mentre elettriche e plug-in restano ancora marginali, rispettivamente all’1,2% e 1,7%. Tra le regioni, si conferma stabile il podio con la Lombardia al primo posto (16,4%), seguita da Lazio (9,8%) e Campania (9,1%). Sul fronte dei contraenti, gli scambi tra privati restano predominanti al 56%, mentre calano leggermente quelli da operatore a cliente finale. Un quadro che evidenzia un mercato ancora fortemente frammentato, ma con segnali di progressiva evoluzione nelle preferenze di alimentazione.

Anzianità e ruolo crescente degli operatori
L’analisi per anzianità conferma una forte incidenza delle vetture più datate: il 48,1% dei trasferimenti netti riguarda auto con oltre 10 anni. Tuttavia, cresce anche la quota delle vetture più recenti, con quelle fino a 4 anni che raggiungono il 24,6%. Nelle minivolture emerge con ancora più forza il ruolo degli operatori, con una crescita dei ritiri da parte del trade e una maggiore incidenza delle vetture provenienti dal noleggio. Anche qui le ibride registrano un progresso significativo, arrivando al 15,6%, mentre diesel e benzina restano dominanti. Il quadro complessivo evidenzia un mercato dell’usato in trasformazione, dove la gestione professionale dello stock e la capacità di intercettare la domanda diventano leve strategiche per sostenere crescita e marginalità.

Drivalia CarCloud Electric: abbonamento auto elettrica flessibile

Una nuova idea di mobilità elettrica in abbonamento
Drivalia amplia la propria offerta con CarCloud Electric, una formula in abbonamento pensata per rendere l’elettrico accessibile e sostenibile anche dal punto di vista economico. Dopo il buon riscontro delle soluzioni dedicate al GPL, la società punta ora su una proposta che combina flessibilità, zero emissioni e controllo dei costi. Il nuovo servizio si inserisce in un contesto di incertezza energetica, offrendo un’alternativa concreta ai modelli tradizionali di possesso dell’auto. L’obiettivo è chiaro: semplificare l’accesso alla mobilità elettrica, riducendo le barriere economiche e operative, e offrendo una soluzione modulabile in base alle reali esigenze di utilizzo.

Gamma completa e costi sotto controllo
CarCloud Electric si distingue per una flotta ampia e articolata, progettata per coprire diversi stili di guida. Tra le city car figurano Fiat 500e, Peugeot e-208 e Opel Corsa-e, ideali per l’uso urbano. Per chi cerca maggiore versatilità, i City SUV includono Jeep Avenger e MG4 Electric, mentre il crossover Skywell BE11 rappresenta la proposta più spaziosa. Sul fronte economico, l’offerta di lancio prevede condizioni agevolate: quota di iscrizione ridotta e canone mensile più competitivo. Ma è soprattutto il costo d’esercizio a fare la differenza, con ricariche che possono scendere fino a circa 13 euro per un’autonomia che arriva a 400 km, rendendo l’elettrico sempre più competitivo anche rispetto alle motorizzazioni tradizionali.

Flessibilità totale e servizi inclusi
La formula CarCloud Electric mantiene i punti di forza del modello in abbonamento: nessun anticipo, durata flessibile e possibilità di disdetta senza penali dopo il primo mese. Il canone include un pacchetto completo pensato per una mobilità senza pensieri: 2.000 km mensili, assicurazione RC Auto con coperture Kasko e furto, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria. L’esperienza utente è semplificata anche nella gestione operativa, con attivazione tramite voucher e possibilità di cambiare veicolo con breve preavviso presso i Mobility Store. A completare l’offerta, nei primi tre mesi sono incluse ore di car sharing elettrico con E+Share Drivalia, attivo in città come Torino e Lione. Una proposta che conferma l’evoluzione del noleggio verso modelli sempre più flessibili, digitali e orientati all’utente.

Ricambio generazionale automotive grazie a AsConAuto ed ENAIP

Formazione e impresa: una sinergia concreta
Il tema del ricambio generazionale nel settore automotive non è più rinviabile. In questo scenario si inserisce l’azione di AsConAuto, che da anni collabora con ENAIP NET per rafforzare il legame tra scuola e impresa. L’obiettivo è chiaro: favorire l’ingresso dei giovani in un comparto che soffre una cronica carenza di personale qualificato. L’incontro promosso da ENAIP Lombardia a Milano, dedicato alle nuove professioni dell’automotive, ha rappresentato un momento di confronto tra tutti gli attori della filiera. Un’occasione per analizzare le trasformazioni in atto e anticipare le competenze richieste nei prossimi anni, costruendo percorsi formativi sempre più aderenti alle esigenze reali delle aziende.

Le competenze chiave secondo la filiera
Nel corso dell’evento, “Responsabilità è la parola chiave” ha sottolineato Giovanni Rigoldi, evidenziando come il settore sia profondamente cambiato: “Il tempo delle officine sporche e brutte è finito… oggi ricordano una sala operatoria”. Un’evoluzione che richiede professionalità aggiornate, capaci di muoversi in un contesto tecnologico, digitale e sempre più orientato al cliente. Non solo competenze tecniche, ma anche relazionali e organizzative. “Responsabilità significa non smettere mai di imparare”, ha aggiunto Rigoldi, richiamando l’importanza della formazione continua. Le opportunità, del resto, non mancano: “Nelle concessionarie esistono ruoli in ogni area… vendita, service, amministrazione, marketing”. Un messaggio chiaro ai giovani: il settore offre percorsi di carriera articolati e di valore, sostenuti da una preparazione tecnica solida come quella garantita da ENAIP.

Un modello strutturato per il futuro dell’aftermarket
La collaborazione tra AsConAuto ed ENAIP si sviluppa su cinque pilastri: cultura del post-vendita, progettualità, placement, didattica e orientamento. Un approccio strutturato che si traduce in iniziative concrete: laboratori didattici aggiornati, formazione in concessionaria, aggiornamento continuo dei docenti e percorsi di stage e apprendistato. Proprio questi ultimi rappresentano il passaggio chiave tra scuola e lavoro, permettendo agli studenti di applicare sul campo quanto appreso. Il contesto rende l’intervento ancora più urgente: nei prossimi dieci anni si stima una riduzione fino al 50% degli autoriparatori attivi, mentre solo il 30% delle imprese ha già individuato un erede. Investire oggi sulle nuove generazioni significa quindi garantire continuità e qualità al sistema. In questa direzione, AsConAuto conferma il proprio ruolo attivo nello sviluppo dell’aftermarket automotive, creando un ponte stabile tra formazione e occupazione.

Usato auto, valutazioni in tempo reale: bee2link group Italia e AutoUncle al servizio dei dealer

Un mercato che richiede precisione
Nel 2025 il mercato italiano dell’auto usata ha sfiorato i 5,6 milioni di passaggi di proprietà, secondo UNRAE, confermandosi un pilastro della distribuzione automotive. In questo contesto, la corretta valutazione di un veicolo – in fase di ritiro, permuta o vendita – diventa una leva strategica: incide direttamente sulla marginalità e sulla velocità di rotazione dello stock. Non si tratta più di un’attività accessoria, ma di un passaggio cruciale nei processi decisionali del dealer. La crescente complessità del mercato, unita alla pressione competitiva e alla trasparenza dei prezzi online, richiede strumenti in grado di fornire dati aggiornati e realmente aderenti alle dinamiche di domanda e offerta.

Dati reali e benchmark competitivi
Su questa esigenza si innesta la collaborazione tra bee2link group Italia e AutoUncle, piattaforma europea che aggrega milioni di annunci di auto usate e Km0. A differenza dei listini tradizionali, basati su valori teorici, AutoUncle utilizza un algoritmo proprietario – AutoScore – che confronta ogni veicolo con modelli simili presenti sul mercato, considerando caratteristiche, chilometraggio e posizionamento. Il risultato è un set di informazioni operative: prezzo medio aggiornato, valore di permuta basato su transazioni comparabili e andamento reale del modello nel tempo. Ne deriva un benchmark immediato rispetto ai competitor, utile per individuare situazioni di overpricing o underpricing e ottimizzare le strategie di pricing in modo dinamico e consapevole.

Integrazione nei processi del dealer
L’integrazione di AutoUncle all’interno di Tcar, la piattaforma gestionale di bee2link group Italia, consente di portare questi dati direttamente nel flusso operativo quotidiano. Le informazioni sono accessibili nella scheda veicolo e a livello di stock, senza necessità di utilizzare strumenti esterni. Il sistema, configurabile e parametrizzabile, permette aggiornamenti automatici tramite batch giornalieri, selezione mirata dei veicoli e definizione dei criteri di valutazione più coerenti con le strategie del dealer. L’integrazione si estende anche alla gestione delle permute, rendendo il processo più rapido e allineato al mercato reale. Il risultato è un supporto concreto alle decisioni: prezzi di ritiro più accurati, maggiore coerenza nelle valutazioni e una capacità più efficace di monitorare il posizionamento rispetto ai competitor. bee2link group Italia, parte del gruppo europeo bee2link e dal 2022 integrata in Cosmobilis, sviluppa soluzioni SaaS per la gestione dello stock e dei processi commerciali dei dealer. Con piattaforme come Tcar e Tfact, l’azienda punta a integrare strumenti evoluti all’interno dei flussi operativi, trasformando la tecnologia in un fattore abilitante per efficienza, redditività e competitività nel mercato automotive

Ambrostore inaugura a Milano Linate un hub automotive multimarca da 18.000 mq

Un hub multimarca unico per dimensioni e offerta
Ambrostore rafforza la propria presenza nell’area milanese con l’apertura della nuova sede di Milano Linate, un hub automotive multimarca da oltre 18.000 mq situato a Segrate. La struttura si distingue per un’impostazione evoluta e per una proposta che supera il modello tradizionale di concessionaria, configurandosi come uno dei poli più completi del territorio. Al suo interno trovano spazio quattro showroom e un’offerta che, accanto allo storico presidio di Ford, comprende marchi emergenti e consolidati come Geely, DR Automobiles Groupe e Mitsubishi. A questi si aggiunge un parco di oltre 170 vetture usate disponibili, oltre a servizi di noleggio e possibilità di test drive in sede. L’obiettivo è offrire un’esperienza di scelta ampia, accessibile e immediata, capace di rispondere a esigenze diversificate in un unico contesto fisico.

Un ecosistema integrato tra vendita, noleggio e assistenza
Il vero elemento distintivo del progetto è il modello integrato che riunisce in un’unica struttura tutte le principali fasi del percorso cliente. Dalla selezione del veicolo fino alla gestione post-vendita, ogni servizio è pensato per essere accessibile nello stesso luogo, riducendo tempi e complessità. L’hub Ambrostore integra infatti vendita di veicoli nuovi e usati certificati, formule di noleggio a breve e lungo termine, soluzioni finanziarie e assicurative, oltre a un sistema strutturato di assistenza tecnica. Particolare attenzione è stata riservata all’organizzazione dell’area officina, articolata in due spazi distinti dedicati rispettivamente ai veicoli privati e a quelli commerciali. Questa configurazione consente una gestione più efficiente dei flussi operativi e una significativa riduzione dei tempi di intervento, migliorando la qualità complessiva del servizio e rafforzando il posizionamento dell’azienda in ambito post-vendita.

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Strategia e visione: un nuovo standard per il territorio
Con questa apertura, Ambrostore introduce sul mercato italiano un modello ancora poco diffuso, basato sull’integrazione reale tra brand, servizi e competenze. “La sede di Milano Linate rappresenta un’evoluzione concreta del nostro modo di intendere la mobilità”, sottolinea Andrea Mocarelli, Amministratore Delegato, evidenziando come “non si tratti solo di un ampliamento, ma dell’introduzione di un modello che integra marchi, servizi e competenze in un unico luogo”. Una visione che punta a offrire “un livello di completezza che oggi è ancora raro nel nostro settore”.

Forte di oltre 25 anni di attività a Milano e provincia, Ambrostore consolida così un posizionamento distintivo fondato sull’ampiezza dell’offerta e sulla capacità di rispondere in modo trasversale alle esigenze di privati e aziende, proponendosi come interlocutore unico per la mobilità contemporanea.

Top Dealers Italia è felice di poter presentare la sua Guida 2027 proprio da Ambrostore Milano Linate il primo ottobre!

Federauto lancia il Patto tra costruttori e concessionari per rilanciare il mercato

Un confronto di sistema per uscire dalla crisi
La crisi che sta attraversando il settore automotive in Italia e in Europa impone una riflessione strutturata e condivisa. Da questa esigenza nasce la conferenza “L’automotive tra sfide nazionali e condizionamenti europei”, promossa da FEDERAUTO presso l’Automobile Club Milano, con il coinvolgimento di istituzioni, costruttori, dealer ed esperti. L’incontro ha evidenziato la necessità di individuare soluzioni concrete per rilanciare un comparto strategico per l’economia. Nel suo intervento, «occasione preziosa per mantenere viva la vitalità del settore e fare sistema», Pietro Meda ha sottolineato il ruolo centrale dell’auto e dei concessionari, definiti primo punto di contatto con il cliente e attori fondamentali nella diffusione di una mobilità più consapevole. Il messaggio emerso è chiaro: serve una visione comune per affrontare le trasformazioni in atto.

FEDERAUTO - Federazione Italiana Concessionari Auto

Il Patto proposto da Federauto e le quattro direttrici
Al centro del dibattito la proposta del presidente Massimo Artusi, che ha lanciato un nuovo Patto tra costruttori e concessionari per rafforzare la filiera. L’obiettivo è superare le attuali criticità attraverso quattro direttrici strategiche. In primo luogo, una revisione delle politiche di decarbonizzazione orientata alla neutralità tecnologica. In secondo luogo, una fiscalità più equa e stabile, capace di sostituire gli incentivi discontinui che alterano il mercato. Terzo punto, l’aggiornamento dei regolamenti europei sulla distribuzione per ridefinire rapporti più trasparenti tra produttori e rete vendita. Infine, un forte investimento sulle competenze, con particolare attenzione a giovani e donne, per sostenere l’evoluzione tecnologica. Il confronto si è arricchito degli interventi istituzionali, tra cui quello del ministro Giancarlo Giorgetti, e dei contributi tecnici di aziende e operatori della filiera.

Plinio Vanini

Dealer sotto pressione e nuove regole di filiera
Dalle tavole rotonde è emersa con forza la trasformazione del mercato e le difficoltà della rete distributiva. «Meno imprese ma più strutturate, oggi operano in un contesto dove il cliente si sposta verso il noleggio, con regole e condizioni diverse», ha evidenziato Plinio Vanini, sottolineando come questa dinamica stia comprimendo la redditività dei concessionari. Il vicepresidente di FEDERAUTO ha poi ribadito che «la distribuzione è una filiera, non interessi contrapposti: servono regole comuni e trasparenti», proponendo l’apertura di un tavolo condiviso tra tutti gli attori. Con 90mila occupati e oltre 4 miliardi di investimenti, il settore dei dealer rappresenta un pilastro economico che necessita di equilibrio competitivo. Il nuovo Patto si propone quindi come strumento per ricostruire coesione e garantire sostenibilità industriale lungo tutta la catena del valore.

Gruppo Picca S.p.A.: la fusione che crea valore

Una visione industriale integrata
Nasce ufficialmente Gruppo Picca S.p.A., risultato della fusione per incorporazione tra Centro Auto S.p.A. e Picca Motors S.r.l., due realtà con oltre 45 anni di esperienza nel settore automotive. L’operazione consolida una strategia industriale orientata all’efficienza e alla crescita, integrando competenze e risorse in un’unica struttura organizzativa più solida. Il nuovo assetto consente di affrontare con maggiore incisività le trasformazioni del mercato, adottando un modello di business scalabile e coerente con le sfide della transizione energetica e digitale. La fusione rappresenta quindi un passaggio chiave per rafforzare la competitività e creare una piattaforma strutturata per lo sviluppo futuro.

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Un ecosistema multi-brand e sinergie operative
Il Gruppo Picca si presenta oggi come un polo distributivo multi-brand articolato, che comprende marchi come Ford, Toyota, Toyota Approved, Toyota Gazoo Racing (GR), Nissan, Nissan Business Center, Suzuki, Isuzu, DR, EVO, KGM, XPeng, Silence e KINTO, oltre alla divisione Usato Picca. La presenza di nove sedi tra Puglia e Basilicata garantisce una copertura territoriale capillare e una gestione coordinata delle attività. L’integrazione tra le due realtà consente di sviluppare sinergie operative rilevanti, migliorando l’efficienza dei processi e uniformando gli standard qualitativi. Maggiori investimenti in innovazione, digitalizzazione e formazione permettono di elevare ulteriormente il livello del servizio, offrendo al cliente un’esperienza coerente e allineata alle nuove esigenze di mobilità.

Riconoscimenti e prospettive di sviluppo
Il percorso del Gruppo Picca è confermato dai riconoscimenti ottenuti a livello nazionale: la riconferma nella Guida Top Dealers Italia 2027, l’inserimento tra gli 11 Green Top Dealers Italia 2026 e il premio PEOPLE TOP DEALERS ITALIA ad Angelo Picca, che sarà conferito il prossimo 1° ottobre. Si tratta di attestazioni che valorizzano la qualità della governance, l’attenzione alla sostenibilità e la capacità di interpretare il ruolo del dealer in chiave evoluta. La nuova struttura societaria punta a valorizzare il capitale umano e a consolidare la reputazione costruita nel tempo, posizionandosi come protagonista attivo in un mercato in continua evoluzione, con una crescita significativa sia nel nuovo sia nell’usato e nei servizi.

Ecobonus in stallo: i concessionari chiedono rimborsi immediati

Una filiera sotto pressione finanziaria
La questione degli Ecobonus per i veicoli elettrici torna al centro del dibattito con forza crescente. A rilanciare il tema è Autoclub, tra i Top Dealers Italia 2027 riconfermati e presieduta da Miriam Loiacono, a sua volta People Top Dealers Italia, che denuncia una situazione di crescente difficoltà per la rete distributiva. I concessionari, infatti, hanno anticipato ai clienti incentivi fino a 11.000 euro, senza ricevere nei tempi previsti i rimborsi. Una dinamica che sta mettendo sotto pressione la liquidità delle imprese del settore. Il tema non riguarda solo la sostenibilità economica delle concessionarie, ma l’intero equilibrio della filiera automotive. Senza interventi tempestivi, il rischio è un rallentamento del mercato e un indebolimento della fiducia dei consumatori.

Il nodo burocratico e l’interpello parlamentare
La criticità è stata formalizzata anche attraverso l’interpello del gruppo parlamentare Azione, guidato da Carlo Calenda, che ha acceso i riflettori sui ritardi nell’erogazione dei fondi legati al PNRR. Il meccanismo prevede che i concessionari applichino direttamente lo sconto al cliente finale, recuperando successivamente l’importo tramite rimborso da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Tuttavia, le tempistiche di restituzione si stanno rivelando incompatibili con le esigenze operative delle imprese. Le risorse stanziate, pari a 597 milioni di euro, rappresentano un’opportunità strategica per la transizione ecologica, ma l’inefficienza dei processi rischia di comprometterne l’efficacia. La gestione tramite piattaforma dedicata non ha ancora garantito la necessaria fluidità.

Il ruolo dei concessionari e l’urgenza di interventi
Nel contesto attuale, i concessionari si trovano a sostenere un doppio carico: da un lato la pressione dei costruttori per la fatturazione dei veicoli, dall’altro l’impossibilità di ricevere rapidamente i rimborsi pubblici. Una situazione che genera tensioni finanziarie e difficoltà nella gestione dei clienti, con ritardi anche nelle consegne. Il comparto chiede quindi maggiore chiarezza e rapidità nelle procedure. Come sottolineato dalla posizione espressa da Autoclub, «la filiera automotive deve essere più decisa e ottenere il rispetto che merita, ricordando che senza concessionarie e la loro rete di assistenza non si muove l’Italia». Un appello che evidenzia il ruolo centrale della distribuzione nel processo di transizione energetica e nella tenuta complessiva del sistema automotive nazionale.

Manutenzione auto: meno consumi e più efficienza!

Efficienza e risparmio: la manutenzione come leva strategica
In un contesto in cui il costo di benzina e diesel incide in modo crescente sui bilanci di famiglie e imprese, la manutenzione dell’auto assume un ruolo sempre più centrale. Non si tratta solo di sicurezza, ma di una scelta economicamente vantaggiosa. Un veicolo non correttamente mantenuto può arrivare a consumare fino al 10–15% in più rispetto a uno in condizioni ottimali. Per questo AsConAuto richiama l’attenzione sull’importanza di rispettare i controlli periodici e i tagliandi previsti dal costruttore. Affidarsi a professionisti qualificati consente di mantenere elevati standard di efficienza e di ridurre gli sprechi. In uno scenario economico complesso, la manutenzione programmata diventa quindi una leva concreta per contenere i costi operativi e migliorare le performance complessive del veicolo.

Componenti chiave e impatto sui consumi
L’efficienza di un’auto dipende dal corretto funzionamento di numerosi componenti. Elementi come filtro aria, filtro carburante e sistema di iniezione incidono direttamente sulle prestazioni del motore e sui consumi. La loro trascuratezza può determinare un aumento significativo del fabbisogno di carburante. Anche gli pneumatici giocano un ruolo fondamentale: usura e pressione non corretta aumentano la resistenza al rotolamento, con effetti immediati sui consumi. Una manutenzione regolare consente invece di preservare l’efficienza originaria del veicolo, contribuendo non solo al risparmio economico ma anche alla riduzione delle emissioni. I benefici si estendono inoltre alla sicurezza, alla prevenzione dei guasti e al mantenimento del valore dell’auto nel tempo, elementi sempre più rilevanti per privati e flotte aziendali.

Il ruolo della rete ufficiale e dei ricambi originali
La qualità della manutenzione passa anche dalla scelta degli operatori e dei componenti utilizzati. In questo senso, la rete ufficiale e l’utilizzo di ricambi originali rappresentano un fattore determinante. Come sottolinea il presidente di AsConAuto, Roberto Scarabel, «Dal 15 aprile cessa l’obbligo di montare pneumatici invernali. Nei prossimi giorni molte vetture passeranno dalle officine per il cambio gomme: può essere l’occasione ideale per effettuare un check-up completo. La manutenzione non deve essere vista come una spesa, ma come un investimento. Affidarsi alla rete ufficiale e agli autoriparatori che puntano sul Ricambio Originale significa garantire al veicolo il mantenimento delle prestazioni, anche in termini di consumi, e dei parametri di efficienza previsti dal costruttore nel tempo». Con una rete capillare composta da 27 distretti, 12 consorzi e oltre 900 concessionari, AsConAuto conferma il proprio ruolo strategico nel supportare la filiera e migliorare l’efficienza del parco circolante italiano.

Federauto: Automotive sotto pressione: “la parola al mercato”

Un settore in trasformazione strutturale
La filiera italiana dell’automotive affronta una fase di forte complessità, segnata da tensioni geopolitiche e da una transizione energetica che impone scelte rapide ma non sempre coordinate. In questo scenario si inserisce la conferenza promossa da Federauto, in programma lunedì 13 aprile presso la sede dell’Automobile Club d’Italia a Milano, dal titolo “L’Automotive tra sfide nazionali e condizionamenti europei. La parola al mercato”. L’obiettivo è offrire un confronto diretto tra operatori e istituzioni, mettendo al centro le criticità di un comparto strategico per l’economia italiana. Le politiche europee sulla decarbonizzazione, pur condivise nelle finalità, vengono ritenute da molti operatori complesse nei metodi e nei tempi di attuazione, generando incertezza. Il settore chiede un quadro normativo più semplice, una fiscalità più equa e relazioni più bilanciate con i costruttori.

Il contributo degli operatori e degli analisti
Ad aprire i lavori sarà il presidente di Federauto, Massimo Artusi, che porterà una visione critica ma propositiva del ruolo dei concessionari italiani. Il programma prevede interventi di alto profilo, a partire da Davide Tabarelli, che analizzerà il contesto macroeconomico e geopolitico, e Gianluca Pellegrini, chiamato a delineare le prospettive di mercato tra 2025 e 2026. Focus anche sulla normativa europea con Massimo Santori. Sul fronte tecnologico e finanziario, sono previsti contributi di aziende chiave come Eni, Bosch e Findomestic, che affronteranno rispettivamente i temi della decarbonizzazione, dell’innovazione digitale e del supporto finanziario agli acquisti automotive.

Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Il confronto diretto con mercato e istituzioni
Cuore dell’evento saranno le due tavole rotonde dedicate al mercato delle autovetture e dei veicoli pesanti. La prima, moderata da Pierluigi Bonora, vedrà il confronto tra rappresentanti dei principali costruttori presenti in Italia, tra cui Antonella Bruno e Marc Langenbrinck, chiamati a discutere il “momento delle scelte” per il settore. La seconda tavola rotonda, dedicata ai veicoli industriali e moderata da Massimo De Donato, metterà in evidenza un comparto cruciale per la logistica e la mobilità delle merci. Il confronto sarà arricchito dalla presenza di esponenti istituzionali di primo piano, tra cui Raffaele Fitto e Giancarlo Giorgetti, a conferma della centralità del dialogo tra industria e politica. L’iniziativa si propone così come un momento chiave per raccogliere istanze concrete dal mercato e orientare le future decisioni strategiche del comparto automotive.