Auto elettriche, cresce il mercato ma servono misure strutturali

Mercato in crescita, ma l’Italia resta indietro
Il mercato italiano delle auto elettriche continua a mostrare segnali positivi, ma senza ancora compiere quel salto di qualità necessario per allinearsi ai principali partner europei. Ad agosto le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto quota 4.377 unità, con una crescita del 33,8% rispetto allo stesso mese del 2025 e una quota di mercato salita al 6,3%, contro il 4,8% di un anno fa. Un dato incoraggiante, anche se inferiore ai livelli toccati a giugno, quando la market share aveva raggiunto il 10,1%. Nei primi otto mesi del 2026 le BEV immatricolate in Italia sono state 90.381, in aumento del 68,2% su base annua, con una quota complessiva dell’8%. Al 31 agosto il parco circolante elettrico puro ha così raggiunto le 444.863 unità.

Europa più avanti, l’elettrico come leva energetica
Il confronto con gli altri grandi mercati europei evidenzia però con chiarezza il ritardo italiano. Gli ultimi dati comparabili, relativi a luglio 2026, mostrano infatti una quota di mercato delle elettriche pari al 35% in Francia, al 29,4% in Germania, al 27,6% nel Regno Unito e al 10,8% in Spagna, mentre l’Italia si è fermata al 6,1%. Secondo Motus-E, il tema non riguarda soltanto l’andamento del comparto automotive, ma si intreccia con una questione più ampia di sicurezza energetica e di sostenibilità dei costi per famiglie e imprese. “La mobilità elettrica può aiutare famiglie e imprese, bisogna sfruttare adeguatamente i fondi della clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica”, osserva Fabio Pressi, richiamando l’urgenza di una visione più strategica.

Flotte aziendali e fiscalità al centro della proposta
Motus-E sottolinea come, per fronteggiare shock energetici e caro carburanti, servano strumenti di medio periodo e non interventi emergenziali. “Occorre un approccio realmente strategico al tema dei trasporti, che vada oltre la logica emergenziale dei tagli alle accise e costruisca soluzioni in grado di ridurre progressivamente la costosa e pericolosa dipendenza dalle importazioni di fonti fossili”, afferma Fabio Pressi. L’associazione richiama l’attenzione sulla clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Commissione Ue per sostenere sicurezza energetica ed elettrificazione dei consumi. In questo quadro, un ruolo decisivo può essere svolto dalle flotte aziendali. “L’intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali sarebbe un importante passo nella giusta direzione”, conclude Fabio Pressi, confermando la disponibilità di Motus-E a confrontarsi con il Ministero dell’Economia sulla proposta condivisa dalla filiera.

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