L’usato con Brand Proprietario porta il nome del Dealer!

Dalla certificazione alla reputazione: perché il marchio proprietario sta diventando uno degli asset più importanti delle concessionarie italiane. Ecco la prima puntata di osservatori Top Dealers Italia, segnalando he la versione integrale la trovate sulla Guida Top Dealers Italia 2027!

Abbiamo chiesto ai vertici dei nostri Top Dealers Italia di rispondere a questa domanda:

Quanto è strategico oggi disporre di un usato certificato con marchio proprio? Qual è la vostra esperienza diretta e quali prospettive di crescita vedete?

L’usato certificato ha superato il ruolo di alternativa conveniente al nuovo. Per i Top Dealers Italia è una business unit autonoma, con processi, standard di qualità, servizi, garanzie e identità commerciale. Il marchio del dealer diventa il sigillo che rassicura il cliente e mantiene la relazione oltre i programmi delle Case.

Le risposte convergono su fiducia, trasparenza e sicurezza, seguite da fidelizzazione, marginalità e differenziazione. I gruppi più strutturati stanno organizzando l’intera filiera, dall’acquisizione al ricondizionamento, fino a vendita, finanziamento e assistenza. Il prodotto non è più soltanto la vettura, ma l’insieme dei servizi costruiti attorno ad essa.

Il brand proprietario diventa così un patrimonio indipendente dai singoli mandati. Rafforza la reputazione, amplia il bacino commerciale attraverso il digitale e uniforma l’offerta multibrand. La priorità non è soltanto aumentare i volumi, ma migliorare qualità, rotazione dello stock e redditività.

I NUMERI DEL CONFRONTO

42 contributi distinti e utilizzabili
Oltre 30 Top Dealers Italia collegano il marchio proprietario a fiducia e trasparenza
Più di 20 indicano la fidelizzazione tra i vantaggi principali
Oltre 15 richiamano marginalità, redditività o stabilità del business
Più di 15 citano processi, controlli e ricondizionamento
Oltre 10 individuano nel digitale una leva di crescita
2 modelli prevalenti: brand del dealer e programmi certificati delle Case

IL DEALER DIVENTA GARANTE

Nel mercato dell’usato il marchio della concessionaria può pesare quanto quello sul cofano. Il cliente vuole conoscere provenienza, controlli e soggetto responsabile dopo la consegna. Il brand proprietario trasforma la reputazione del dealer in una garanzia riconoscibile. Ferri lo sintetizza così: «Il cliente non sceglie soltanto un veicolo: sceglie un’azienda che mette la propria reputazione a garanzia di quel prodotto».

LA FIDUCIA PRIMA DEL PREZZO

Il confronto online ha reso prezzi e caratteristiche accessibili, aumentando però il bisogno di certezze. Rattix pone la trasparenza al centro della relazione; Ambrostore parla di ecosistema di fiducia; Galdieri e Gruppo Scotti collegano affidabilità, valore percepito e capacità di attrarre nuovi clienti. La differenza rispetto alle piattaforme generaliste nasce dalla consulenza e dalla continuità del rapporto.

UN PRODOTTO AUTONOMO

L’usato non è più una conseguenza delle permute, ma un prodotto con logiche proprie di acquisto, pricing, comunicazione e vendita. Carraro Cars&Trucks opera separatamente dal nuovo da oltre trent’anni; Truck Italia e AF Motors, con USAUTO, insistono su processi e identità specifici. Autotorino ha trasformato 60 anni di esperienza nel marchio BeBeep, affiancando alle vetture servizi dedicati.

IL MARCHIO COME ASSET

Il marchio proprietario resta patrimonio del dealer anche quando cambiano mandati e strategie dei costruttori. Autoclub Group lo definisce un «sigillo di garanzia»; International Motors, con IMUsedCars, tutela relazione e marginalità; Errebi e Guagliumi lo collegano a rafforzamento del business, fiducia e differenziazione.

CERTIFICARE DAVVERO

La parola “certificato” deve corrispondere a controlli tecnici, verifica del chilometraggio, ricondizionamento, tracciabilità e garanzie uniformi. De Bona First, AB ReDrive, Autovittani Select e Renew di Tinghi Motors mostrano come procedure e team specializzati aumentino sicurezza percepita e vendite. BeBeep aggiunge ripristini codificati, diagnostiche condivise e garanzie dedicate.

STANDARD UGUALI IN OGNI SEDE

La crescita dei gruppi rende indispensabile offrire la stessa qualità in ogni sede. Ambrostore punta sull’industrializzazione della filiera, dall’approvvigionamento alla customer experience. Gruppo Ghedini amplia spazi e disponibilità mantenendo centrale la certificazione, mentre LocautoDue sviluppa Selekt su più territori con standard comuni.

DUE STRADE POSSIBILI

Non tutti i dealer scelgono un’insegna autonoma. Clerici Auto trasferisce all’usato la notorietà del proprio nome; Autoindustriale utilizza il corporate brand e riserva Drive+ ai veicoli con standard superiori; Autoscala valorizza direttamente il nome del Gruppo. Il valore può quindi risiedere in un sub-brand oppure nel marchio aziendale.

LA FORZA DEI PROGRAMMI DI CASA

Restano centrali anche i programmi ufficiali dei costruttori. Bisson, Eurocar e Scarabel valorizzano certificazioni e campagne delle Case, da Audi Prima Scelta Plus a Volkswagen Usato Garantito e Cupra Approved. Il modello più evoluto integra la forza del costruttore con la reputazione autonoma del dealer.

MARGINI DA DIFENDERE

La redditività spinge i dealer a investire nell’usato, meno dipendente dalle politiche delle Case e dalla disponibilità del nuovo. Gruppo Picca e De Bona Motors lo considerano decisivo per difendere i margini. Per Bossoni il «brandizzato garantito» consente di competere con privati e piattaforme senza ridurre tutto al prezzo.

VERSO IL 50 PER CENTO

Gli obiettivi sono concreti: Auto Elite punta all’equilibrio tra nuovo e usato; Fratelli Giacomel prevede che l’usato raggiunga il 50% delle vendite; Lorenzi Hub opera già con una composizione formata per il 60% da usato proprietario. L’obiettivo è costruire stabilità e valorizzare permute, rientri e acquisti selezionati.

SERVIZI OLTRE LA VETTURA

La certificazione è il punto di partenza. Il valore cresce con finanziamenti, assicurazioni, garanzie estese, manutenzione e assistenza. Autoequipe, Gruppo Catone, G Del Priore e Giovanzana indicano nei servizi integrati, nel chilometraggio certificato e nel pricing trasparente le leve che rendono l’offerta più solida e riconoscibile.

IL CLIENTE TORNA IN OFFICINA

L’usato certificato diventa anche uno strumento di retention: garanzia e manutenzione riportano il cliente in officina, mentre i servizi finanziari preparano la sostituzione successiva. Autoclub Group e Gruppo Catone presidiano l’intero ciclo, dalla permuta alla rivendita garantita. Il valore va misurato lungo tutta la relazione.

DIGITALE SENZA DISTANZE

Un marchio riconoscibile permette di vendere oltre il territorio tradizionale. AD Motors con AUTOWWW, AF Motors con USAUTO e Autovittani ampliano digitalmente il bacino commerciale; Sikelia digitalizza la selezione dello stock. Il canale online funziona però soltanto quando chi pubblica l’annuncio garantisce qualità e coerenza delle informazioni.

REPUTAZIONE MISURABILE

Recensioni, passaparola e motori di ricerca orientano la scelta prima della visita in showroom. Ambrostore, Ferri, Rattix e Gruppo Scotti confermano che il cliente confronta reputazione e servizi insieme al prezzo. Ogni esperienza positiva rafforza tutto lo stock contraddistinto dallo stesso marchio.

DALLE PERMUTE ALLO STOCK

La crescita richiede fonti di approvvigionamento continue e selezionate. Gruppo Picca integra permute e canali qualificati; Autovittani diversifica gamma e motorizzazioni; Sikelia amplia lo stock multibrand. Acquistare bene è decisivo quanto vendere: rotazione, ripristino e valori residui determinano la redditività.

IL REMARKETING CREA VALORE

La gestione professionale controlla l’intero ciclo del veicolo. Scarabel indica il remarketing come fonte di marginalità; Gruppo Farina integra permuta, ricondizionamento, post-vendita e remarketing; LocautoDue vede l’usato certificato come un prodotto strutturato. Il brand rende visibile un’organizzazione che governa rientri, stock e canali di vendita.

L’ELETTRICO CHIEDE CERTEZZE

Nell’usato elettrico la certificazione diventa ancora più importante: servono dati sullo stato della batteria, autonomia residua e costi potenziali. Motorsclub prevede una crescita alimentata dai rientri delle immatricolazioni 2022-2023. Diagnostica e documentazione comprensibile riducono la diffidenza. Autotorino prepara nuove certificazioni dedicate a un segmento fondato su trasparenza e fiducia.

UN ACCESSO AI BRAND PREMIUM

L’usato certificato apre i marchi premium a clienti con budget più accessibili. Scarabel sottolinea il ruolo dei programmi ufficiali; G Del Priore prevede crescita nel premium e luxury, dove la reputazione pesa ancora di più. Stefauto e Tinghi Motors collegano sicurezza percepita, esperienza d’acquisto e aumento delle vendite ai privati.

DALL’AUTO ALL’ECOSISTEMA

I progetti più evoluti trasformano il brand in una piattaforma di mobilità. Farina Primafila integra veicoli selezionati, garanzie, finanziamenti, valore futuro e servizi assicurativi; Rattix riunisce vendita, noleggio, finanza e assistenza. Guagliumi e Del Piano collegano questo ecosistema a marginalità, fidelizzazione e identità riconoscibile.

LA PROSSIMA SFIDA È LA QUALITÀ

La crescita non autorizza scorciatoie. Gruppo Fassina privilegia l’efficienza qualitativa dei processi rispetto alla sola espansione dei volumi; Autoscala ed Errebi insistono sulla coerenza del brand e sul rafforzamento dell’identità. Trasformare il proprio nome in un metodo verificabile permette di difendere i margini e costruire relazioni durature.

LE SETTE LEVE DELL’USATO A MARCHIO PROPRIO

In sintesi, le sette leve dell’usato a marchio proprio sono: Fiducia: Il dealer mette direttamente la propria reputazione a garanzia della vettura; Certificazione: Controlli, chilometraggio, provenienza e ricondizionamento diventano verificabili; Differenziazione: L’offerta si distingue da privati, marketplace e operatori generalisti; Marginalità: Il concessionario controlla acquisto, preparazione, pricing e servizi collegati; Fidelizzazione: Garanzie, manutenzione e finanziamenti mantengono il cliente nel gruppo; Digitale: Il brand permette di vendere oltre il territorio fisico delle sedi; Indipendenza: Il marchio resta patrimonio del dealer anche al variare dei mandati.

Bonus colonnine domestiche, Motus-E: spinta alla mobilità elettrica

Un incentivo per accelerare la ricarica privata

Il rilancio del Bonus colonnine domestiche annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene accolto positivamente da Motus-E, che considera la misura uno strumento importante per accompagnare la diffusione della mobilità elettrica in Italia. Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica domestica e wallbox, fino a un massimo di 1.500 euro per i privati e 8.000 euro per i condomini. La misura dispone complessivamente di 68 milioni di euro fino al 2030, con 15 milioni destinati al 2026, creando così un orizzonte più stabile per cittadini, operatori e filiera.

Motus-E: opportunità anche per l’industria italiana

Secondo Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, “si tratta di una misura molto utile per accompagnare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia e apprezziamo particolarmente l’accento posto dal Mimit anche a quelle che sono le opportunità per le filiere nazionali connesse alla transizione del settore dei trasporti”. L’associazione sottolinea quindi come la diffusione delle infrastrutture di ricarica possa generare effetti non soltanto sulla domanda di veicoli elettrici, ma anche sull’intera catena industriale. Per Naso, l’Italia dispone infatti di competenze tecnologiche e produttive che possono trovare nuove opportunità nell’elettrificazione dei trasporti.

Francesco Naso, segretario generale di Motus-E

Domande dal 22 settembre attraverso Invitalia

Motus-E evidenzia anche il lavoro svolto con il Ministero per rendere l’incentivo maggiormente continuativo e semplice da utilizzare. Francesco Naso aggiunge: “La nostra industria ha l’esperienza e le competenze per essere leader anche sulle tecnologie connesse all’elettrificazione. Come associazione abbiamo collaborato con il ministero per rendere la misura continuativa, a prova di futuro e semplice”. Per il 2026 saranno ammesse le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre. Le prenotazioni potranno essere presentate sulla piattaforma Invitalia dalle ore 12 del 22 settembre 2026 fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027.

https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/bonus-colonnine-domestiche

Rattix, inventory finance da 20 milioni per accelerare la crescita

Una struttura da 20 milioni per finanziare il magazzino

Credito Lombardo Veneto e Rattix hanno perfezionato un’operazione di inventory finance da 20 milioni di euro destinata a sostenere l’ampliamento della flotta e la nuova fase di sviluppo della mobility platform. L’operazione è stata realizzata attraverso Rattix One S.r.l., società veicolo costituita ai sensi della Legge 130/1999, con l’emissione di titoli partly-paid. Credito Lombardo Veneto ha sottoscritto i titoli senior fino a un massimo di 14 milioni di euro, mentre Rattix ha sottoscritto integralmente la componente junior da 6 milioni. Per la banca si tratta del primo investimento nel segmento dell’inventory finance, nell’ambito della propria strategia di sviluppo della finanza strutturata.

Più capitale per ampliare l’offerta di veicoli

L’inventory finance consente di collegare direttamente il finanziamento al valore e alla rotazione del magazzino, riducendo la necessità di sostenere integralmente l’acquisto dei veicoli con mezzi propri o linee di credito tradizionali. Per Rattix significa poter aumentare la capacità di approvvigionamento e ampliare progressivamente l’offerta disponibile sulla piattaforma. La struttura prevede criteri di eleggibilità e diversificazione del parco veicoli, monitoraggio di rotazione e marginalità e specifici meccanismi di tutela degli investitori. PwC Strategy& ha inoltre effettuato una due diligence industriale indipendente sul modello operativo e sulle prospettive di sviluppo della società.

Gesa e Saltarelli: finanza a supporto della scalabilità

Secondo Paolo Gesa, Amministratore Delegato di Credito Lombardo Veneto, “l’inventory finance è un ottimo esempio di come una banca possa andare oltre il finanziamento tradizionale: comprendere il modello di business e gli attivi sottostanti, costruire intorno ad essi una struttura finanziaria efficiente e mettere a disposizione dell’impresa capitale coerente con le sue esigenze di crescita”. Per Paolo Saltarelli, CEO di Rattix, “costruire un’infrastruttura finanziaria solida e scalabile è fondamentale per sostenere la nostra ambizione. I nuovi capitali ci permetteranno di ampliare la flotta e accelerare lo sviluppo della piattaforma”. Rattix, presente in Italia e Spagna, punta così a rafforzare il proprio ecosistema integrato nei settori auto, moto, noleggio e servizi per la mobilità.

Auto elettriche, cresce il mercato ma servono misure strutturali

Mercato in crescita, ma l’Italia resta indietro
Il mercato italiano delle auto elettriche continua a mostrare segnali positivi, ma senza ancora compiere quel salto di qualità necessario per allinearsi ai principali partner europei. Ad agosto le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto quota 4.377 unità, con una crescita del 33,8% rispetto allo stesso mese del 2025 e una quota di mercato salita al 6,3%, contro il 4,8% di un anno fa. Un dato incoraggiante, anche se inferiore ai livelli toccati a giugno, quando la market share aveva raggiunto il 10,1%. Nei primi otto mesi del 2026 le BEV immatricolate in Italia sono state 90.381, in aumento del 68,2% su base annua, con una quota complessiva dell’8%. Al 31 agosto il parco circolante elettrico puro ha così raggiunto le 444.863 unità.

Europa più avanti, l’elettrico come leva energetica
Il confronto con gli altri grandi mercati europei evidenzia però con chiarezza il ritardo italiano. Gli ultimi dati comparabili, relativi a luglio 2026, mostrano infatti una quota di mercato delle elettriche pari al 35% in Francia, al 29,4% in Germania, al 27,6% nel Regno Unito e al 10,8% in Spagna, mentre l’Italia si è fermata al 6,1%. Secondo Motus-E, il tema non riguarda soltanto l’andamento del comparto automotive, ma si intreccia con una questione più ampia di sicurezza energetica e di sostenibilità dei costi per famiglie e imprese. “La mobilità elettrica può aiutare famiglie e imprese, bisogna sfruttare adeguatamente i fondi della clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica”, osserva Fabio Pressi, richiamando l’urgenza di una visione più strategica.

Flotte aziendali e fiscalità al centro della proposta
Motus-E sottolinea come, per fronteggiare shock energetici e caro carburanti, servano strumenti di medio periodo e non interventi emergenziali. “Occorre un approccio realmente strategico al tema dei trasporti, che vada oltre la logica emergenziale dei tagli alle accise e costruisca soluzioni in grado di ridurre progressivamente la costosa e pericolosa dipendenza dalle importazioni di fonti fossili”, afferma Fabio Pressi. L’associazione richiama l’attenzione sulla clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Commissione Ue per sostenere sicurezza energetica ed elettrificazione dei consumi. In questo quadro, un ruolo decisivo può essere svolto dalle flotte aziendali. “L’intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali sarebbe un importante passo nella giusta direzione”, conclude Fabio Pressi, confermando la disponibilità di Motus-E a confrontarsi con il Ministero dell’Economia sulla proposta condivisa dalla filiera.

Codice della Strada, ANIASA: più rischi e burocrazia per il noleggio

ANIASA interviene sulla revisione del Codice della Strada chiedendo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di correggere alcune disposizioni che, secondo l’Associazione, rischiano di penalizzare le imprese di noleggio senza migliorare l’efficacia del sistema sanzionatorio. Al centro delle osservazioni inviate al MIT ci sono la responsabilità per le infrazioni commesse dai clienti residenti all’estero, la gestione dei pedaggi, la sublocazione dei veicoli e gli obblighi amministrativi connessi alla disponibilità delle flotte.

Il nodo delle multe ai conducenti stranieri

La riforma conferma che, in caso di violazione commessa con un veicolo a noleggio, il responsabile è il locatario. Introduce però la possibilità, qualora un cliente residente all’estero non paghi la sanzione, di rivalersi sulla società proprietaria del veicolo. Una previsione contestata da ANIASA, secondo cui la difficoltà delle amministrazioni nel recuperare le multe oltreconfine non può essere trasferita sulle imprese.

Ogni anno vengono elevate circa 3,5 milioni di contravvenzioni a veicoli a noleggio e il 43% riguarda conducenti non residenti in Italia. Le infrazioni più frequenti interessano ZTL, limiti di velocità e corsie riservate.

“Non si può trasformare una difficoltà amministrativa dello Stato in una responsabilità per l’impresa di noleggio”, sottolinea Italo Folonari, Presidente ANIASA.

Italo Folonari, Presidente ANIASA

Il rischio di deresponsabilizzare il trasgressore

Secondo ANIASA, trasferire alla società di noleggio l’onere economico delle sanzioni non riscosse rischierebbe di indebolire proprio il principio alla base del sistema: chi commette l’infrazione deve risponderne direttamente, indipendentemente dal Paese in cui risiede.

“Spostare sul proprietario del veicolo l’onere del mancato pagamento rischia di produrre l’effetto opposto: deresponsabilizzare il trasgressore e indebolire la funzione deterrente delle sanzioni. Si finirebbe per creare una sorta di ‘zona franca’ per chi commette infrazioni e non paga”, evidenzia Italo Folonari.

L’Associazione propone quindi di eliminare la nuova disposizione e di accelerare l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero delle informazioni, valutando anche un sistema ministeriale centralizzato per la riscossione delle sanzioni.

Pedaggi, sublocazione e meno burocrazia

Le richieste di ANIASA non riguardano soltanto le multe. L’Associazione sollecita una disciplina più chiara anche sul mancato pagamento dei pedaggi autostradali, chiedendo che la responsabilità ricada sul soggetto che dispone effettivamente del veicolo e non automaticamente sul proprietario.

Tra le proposte presentate al MIT figura inoltre una regolamentazione esplicita della sublocazione dei veicoli tra operatori professionali, così da superare le attuali incertezze interpretative. Sul fronte amministrativo, ANIASA chiede infine una semplificazione degli obblighi di comunicazione relativi alla disponibilità dei mezzi.

Per il settore del noleggio la priorità è evitare che la revisione del Codice della Strada introduca nuovi adempimenti e nuovi costi a carico delle aziende, puntando invece su procedure più efficaci e su una chiara attribuzione delle responsabilità.

Nasce Vetta: consulenza indipendente per il noleggio a lungo termine B2B

Un nuovo modello per aziende e professionisti

Vetta nasce con l’obiettivo di semplificare il noleggio a lungo termine per aziende, PMI, professionisti e fleet manager. In un mercato caratterizzato da numerosi operatori, condizioni spesso difficili da confrontare e tempi di risposta non sempre omogenei, la nuova realtà si propone come unico interlocutore capace di analizzare le esigenze del cliente e confrontare le diverse opportunità disponibili, senza essere vincolata a un singolo fornitore.

L’esperienza di FTH nella mobilità

Vetta fa parte di FTH, Famiglia Tomasi Holding, gruppo con una consolidata esperienza nel settore automotive e della mobilità. Nel perimetro della holding operano realtà come Tomasi Auto, attiva dal 1997 nella distribuzione e nel service multimarca, e Noleggiare, presente dal 2006 nel noleggio auto e furgoni con una flotta di oltre 10.000 veicoli e più di 60 sedi in Italia. Un patrimonio di competenze che Vetta punta a trasferire nella consulenza dedicata al noleggio a lungo termine.

Angelo Salerno, Sales Manager Vetta


Un unico referente prima e dopo il contratto

La proposta di Vetta non si limita alla comparazione delle offerte, ma punta ad accompagnare il cliente lungo l’intero percorso, dalla definizione delle esigenze alla scelta della soluzione fino alla gestione successiva alla firma.

“Il nostro compito è affiancare il Cliente per analizzare le sue esigenze e confrontare l’intero mercato per individuare insieme la soluzione più adatta, tagliando i tempi morti e riducendo i costi, diretti e indiretti”, spiega Angelo Salerno, Sales Manager.

Per le aziende che gestiscono flotte o stanno valutando per la prima volta il noleggio a lungo termine, Vetta punta quindi a posizionarsi come consulente indipendente e continuativo, con un approccio orientato all’efficienza e alla semplificazione delle decisioni.

Bossoni accelera in Emilia: con SEAT e CUPRA a Modena

Bossoni rafforza la presenza a Modena

BOSSONI S.p.A. prosegue il proprio percorso di crescita annunciando l’acquisizione del ramo d’azienda SEAT e CUPRA di Grand Prix S.r.l. relativo alla filiale di Modena.
L’operazione segue l’acquisizione, conclusa lo scorso agosto, della concessionaria Auto Grifone per il marchio Volkswagen e rappresenta la quinta acquisizione realizzata dal Gruppo dal 2020.
Un nuovo tassello nella strategia di consolidamento territoriale di Bossoni, che rafforza così la propria presenza commerciale in Emilia e amplia ulteriormente il presidio dei brand del Gruppo Volkswagen.

Temporary Store e nuovo showroom in Via Emilia Est

Dal 1° settembre 2026 Bossoni gestisce ufficialmente vendita e assistenza dei veicoli nuovi SEAT e CUPRA a Modena, garantendo continuità operativa anche grazie all’ingresso nel Gruppo di cinque collaboratori provenienti dalla precedente gestione.
In una prima fase i clienti saranno accolti nel Temporary Store realizzato all’interno dello showroom Volkswagen di via Francesco Vecchione 31.
Entro fine settembre aprirà invece il nuovo showroom indipendente SEAT e CUPRA in Via Emilia Est. Da febbraio 2027 anche il Service sarà trasferito nella nuova sede.

Dopo Modena, Bossoni prepara l’apertura di Cremona

Modena diventa il secondo importante polo SEAT e CUPRA di Bossoni dopo Reggio Emilia, dove il Gruppo opera sui due marchi dall’acquisizione di Baiauto nel febbraio 2024. L’espansione è però destinata a proseguire anche in Lombardia.

Mauro Bossoni, Presidente e AD di Bossoni S.p.A.

“La nostra sede di Reggio Emilia negli ultimi due anni è tra quelle che hanno avuto la crescita più impressionante. Rappresentiamo questi due Marchi dall’acquisizione di Baiauto e in pochissimo tempo abbiamo raccolto risultati decisamente soddisfacenti”, ha dichiarato Mauro Bossoni, Presidente e AD di Bossoni S.p.A.

“Non ci limiteremo a Modena: è infatti in arrivo lo Showroom dedicato anche a Cremona. I lavori sono già iniziati e contiamo di aprire nell’attuale Salone Audi Prima Scelta entro la fine di ottobre 2026”, ha aggiunto Mauro Bossoni.

Non è certo quindi un caso fortuito se la giuria anonima e super qualificata di Top Dealers Italia abbia inserito nella omonima GUIDA Bossoni S.p.A. fin dal suo esordio, riconfermandola anche nel 2027…!

Auto usata Italia, giugno chiude a +3,7%, ma l’Europa frena…

Il mercato italiano dell’auto usata torna a crescere a giugno 2026, dopo il rallentamento di maggio. Secondo i dati UNRAE, i trasferimenti di proprietà sono stati 448.071, in aumento del 3,7% sullo stesso mese del 2025. Il primo semestre dell’anno chiude a +1,4%, con quasi 2,9 milioni di passaggi complessivi. Uno scenario di sostanziale tenuta, che si inserisce però in un contesto europeo dove, secondo l’AUTO1 Group Price Index, i prezzi delle auto usate sono in flessione.

Trasferimenti in crescita, minivolture ancora più dinamiche

A giugno i trasferimenti netti segnano un +1,9%, mentre le minivolture, ovvero i passaggi temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita, accelerano al +6,1%. Nei primi sei mesi dell’anno sono state acquistate 1,591 milioni di vetture usate, a fronte di 1,071 milioni di nuove immatricolazioni: un rapporto di 1,5 auto usate per ogni nuova, in leggero calo rispetto a 1,6 dello stesso periodo 2025. Il diesel torna al primo posto tra le alimentazioni con il 39,1% di quota nel mese, seguito dalla benzina al 37,8%; le ibride proseguono la loro crescita, arrivando al 12,6%.

Operatori e territorio: Lombardia sempre in testa

Sul fronte dei contraenti, gli scambi tra privati e aziende restano nettamente prevalenti, con il 55,2% del totale, mentre i passaggi da operatore a cliente finale si fermano al 39,9%. Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la prima regione per quota di trasferimenti con il 15,9%, davanti a Lazio (9,8%) e Campania (9,3%). Continua inoltre a crescere la quota di vetture con oltre dieci anni di anzianità, che a giugno raggiunge il 49,5% dei trasferimenti netti, riflesso dell’età media elevata del parco circolante italiano.

Il quadro europeo secondo AUTO1 Group

Se in Italia i volumi mostrano segnali positivi, sul fronte dei prezzi l’andamento europeo racconta una storia diversa. Secondo l’AUTO1 Group Price Index, ad agosto 2026 il valore dell’indice si è attestato a 136,4 punti, con un calo dell’1,7% su base mensile e del 3,2% rispetto ad agosto 2025. Da inizio anno i prezzi risultano invece in leggero aumento, dello 0,1%. Un quadro che conferma come il mercato dell’usato, pur sostenuto dai volumi, continui ad attraversare una fase di riequilibrio dei valori a livello continentale.

Gruppo Intergea accelera ancora in Lombardia!

Il Gruppo Intergea rafforza il proprio presidio in Lombardia attraverso l’affitto di due rami d’azienda di Venus SpA, storica realtà della distribuzione automobilistica regionale. L’operazione coinvolge le sedi di Milano e Monza e vede protagoniste Chioda e MocautoGroup, ampliando la presenza del Gruppo in uno dei mercati più strategici e competitivi d’Italia. Il perfezionamento dell’accordo, subordinato all’autorizzazione dell’Antitrust, è previsto dal 1° gennaio 2027.

Milano e Monza rafforzano la rete Intergea

Chioda Srl di Melzo subentra nelle attività di vendita e assistenza dei marchi Omoda, Jaecoo, MG e Smart, oltre al service Mercedes-Benz, nella sede Venus di viale Fulvio Testi 326 a Milano. MocautoGroup assume invece la gestione della vendita e assistenza MG e del service Mercedes-Benz nella sede di viale Sicilia 98 a Monza. Due operazioni che aumentano la capillarità del Gruppo Intergea e ne ampliano ulteriormente il portafoglio di brand.

Una strategia orientata alla crescita

L’operazione è stata condotta da Gianluca Italia, membro del CdA del Gruppo Intergea. “L’ingresso in queste sedi ci consentirà di offrire un servizio ancora più capillare ai nostri clienti, affiancando marchi tra i più tecnologici e innovativi del panorama automotive, in forte ascesa nel mercato italiano. Un’operazione che conferma l’impegno del Gruppo Intergea in una delle regioni più trainanti d’Italia”, ha dichiarato Gianluca Italia. Una scelta che conferma la strategia di consolidamento territoriale del Gruppo.

Gianluca Italia

Continuità per una storia iniziata nel 1959

Fondata nel 1959, Venus SpA rappresenta una presenza storica dell’automotive lombardo. “L’accordo con Intergea nasce dall’esigenza di garantire continuità a due sedi Venus, profondamente radicate nel territorio lombardo. Abbiamo condiviso valori e strategie per il futuro con uno dei gruppi più importanti della distribuzione automobilistica italiana”, dichiarano Umberto e Corrado Villa. L’intesa punta così a coniugare il patrimonio costruito da Venus in oltre sessant’anni con le nuove opportunità di sviluppo offerte dal Gruppo Intergea.

Il perfezionamento dell’accordo, subordinato all’autorizzazione dell’Antitrust e delle Case automobilistiche coinvolte, è previsto dal 1° gennaio 2027.

PubbliMAX accelera l’usato digitale: annunci completi in 30 secondi!

Dal piazzale a tutti i canali

Pubblicare un’auto usata partendo dal piazzale in circa trenta secondi.
È l’obiettivo di PubbliMAX, la nuova applicazione di DealerMAX, piattaforma gestionale sviluppata dalla milanese AZURE Srl.
Al concessionario bastano fotografie, targa, chilometraggio e prezzo: il sistema identifica il veicolo, genera la descrizione e distribuisce l’annuncio sul sito della concessionaria, sui marketplace e sui social.
La velocità deriva dall’accordo con Motornet, la cui banca dati consente di recuperare allestimento, caratteristiche, accessori e optional dei veicoli commercializzati in Italia dagli anni Settanta.
Valerio Marinucci, fondatore di DealerMAX, spiega: «Ci mettiamo trenta secondi proprio perché non improvvisiamo niente».

Prezzi confrontati, dati controllati

Il prezzo resta una decisione del concessionario, ma viene confrontato con il mercato attraverso MA.IN-Max.
Il modulo analizza siti e marketplace italiani e propone tre fasce: Q1 per accelerare la vendita, Q2 per allinearsi al valore corrente e Q3 per ricercare il massimo realizzo.
A queste si affiancano le valutazioni Eurotax integrate da Motornet.
PubbliMAX è inoltre progettato per fermarsi quando le informazioni non sono certe: se versione e colore non risultano affidabili, richiede una conferma manuale; se i chilometri inseriti sono inferiori a quelli presenti nelle banche dati, genera un avviso.
L’automazione supporta così la scelta umana senza sostituirla e introduce verifiche prima della pubblicazione.

Annunci preparati per l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale realizza testo, immagini ambientate, audio e video, mentre ogni annuncio riceve un punteggio basato su completezza e verificabilità.
L’obiettivo è rendere lo stock leggibile non soltanto dai motori di ricerca, ma anche dagli assistenti AI ai quali gli automobilisti chiedono sempre più spesso consigli d’acquisto.
Il contesto è un mercato da oltre 3,15 milioni di passaggi di proprietà nel 2024, in crescita dell’8,5% secondo ACI. La piattaforma debutta con 50 concessionari attivi e punta su una rete dell’usato ancora frammentata e spesso priva di strumenti cloud integrati.
I contatti, però, restano affidati ai venditori.
Marinucci chiarisce: «Il nostro obiettivo non è togliere il cliente al venditore, è togliere al venditore tutto il lavoro che gli impedisce di stare col cliente».