Auto elettriche, cresce il mercato ma servono misure strutturali

Mercato in crescita, ma l’Italia resta indietro
Il mercato italiano delle auto elettriche continua a mostrare segnali positivi, ma senza ancora compiere quel salto di qualità necessario per allinearsi ai principali partner europei. Ad agosto le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto quota 4.377 unità, con una crescita del 33,8% rispetto allo stesso mese del 2025 e una quota di mercato salita al 6,3%, contro il 4,8% di un anno fa. Un dato incoraggiante, anche se inferiore ai livelli toccati a giugno, quando la market share aveva raggiunto il 10,1%. Nei primi otto mesi del 2026 le BEV immatricolate in Italia sono state 90.381, in aumento del 68,2% su base annua, con una quota complessiva dell’8%. Al 31 agosto il parco circolante elettrico puro ha così raggiunto le 444.863 unità.

Europa più avanti, l’elettrico come leva energetica
Il confronto con gli altri grandi mercati europei evidenzia però con chiarezza il ritardo italiano. Gli ultimi dati comparabili, relativi a luglio 2026, mostrano infatti una quota di mercato delle elettriche pari al 35% in Francia, al 29,4% in Germania, al 27,6% nel Regno Unito e al 10,8% in Spagna, mentre l’Italia si è fermata al 6,1%. Secondo Motus-E, il tema non riguarda soltanto l’andamento del comparto automotive, ma si intreccia con una questione più ampia di sicurezza energetica e di sostenibilità dei costi per famiglie e imprese. “La mobilità elettrica può aiutare famiglie e imprese, bisogna sfruttare adeguatamente i fondi della clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica”, osserva Fabio Pressi, richiamando l’urgenza di una visione più strategica.

Flotte aziendali e fiscalità al centro della proposta
Motus-E sottolinea come, per fronteggiare shock energetici e caro carburanti, servano strumenti di medio periodo e non interventi emergenziali. “Occorre un approccio realmente strategico al tema dei trasporti, che vada oltre la logica emergenziale dei tagli alle accise e costruisca soluzioni in grado di ridurre progressivamente la costosa e pericolosa dipendenza dalle importazioni di fonti fossili”, afferma Fabio Pressi. L’associazione richiama l’attenzione sulla clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Commissione Ue per sostenere sicurezza energetica ed elettrificazione dei consumi. In questo quadro, un ruolo decisivo può essere svolto dalle flotte aziendali. “L’intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali sarebbe un importante passo nella giusta direzione”, conclude Fabio Pressi, confermando la disponibilità di Motus-E a confrontarsi con il Ministero dell’Economia sulla proposta condivisa dalla filiera.

Codice della Strada, ANIASA: più rischi e burocrazia per il noleggio

ANIASA interviene sulla revisione del Codice della Strada chiedendo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di correggere alcune disposizioni che, secondo l’Associazione, rischiano di penalizzare le imprese di noleggio senza migliorare l’efficacia del sistema sanzionatorio. Al centro delle osservazioni inviate al MIT ci sono la responsabilità per le infrazioni commesse dai clienti residenti all’estero, la gestione dei pedaggi, la sublocazione dei veicoli e gli obblighi amministrativi connessi alla disponibilità delle flotte.

Il nodo delle multe ai conducenti stranieri

La riforma conferma che, in caso di violazione commessa con un veicolo a noleggio, il responsabile è il locatario. Introduce però la possibilità, qualora un cliente residente all’estero non paghi la sanzione, di rivalersi sulla società proprietaria del veicolo. Una previsione contestata da ANIASA, secondo cui la difficoltà delle amministrazioni nel recuperare le multe oltreconfine non può essere trasferita sulle imprese.

Ogni anno vengono elevate circa 3,5 milioni di contravvenzioni a veicoli a noleggio e il 43% riguarda conducenti non residenti in Italia. Le infrazioni più frequenti interessano ZTL, limiti di velocità e corsie riservate.

“Non si può trasformare una difficoltà amministrativa dello Stato in una responsabilità per l’impresa di noleggio”, sottolinea Italo Folonari, Presidente ANIASA.

Italo Folonari, Presidente ANIASA

Il rischio di deresponsabilizzare il trasgressore

Secondo ANIASA, trasferire alla società di noleggio l’onere economico delle sanzioni non riscosse rischierebbe di indebolire proprio il principio alla base del sistema: chi commette l’infrazione deve risponderne direttamente, indipendentemente dal Paese in cui risiede.

“Spostare sul proprietario del veicolo l’onere del mancato pagamento rischia di produrre l’effetto opposto: deresponsabilizzare il trasgressore e indebolire la funzione deterrente delle sanzioni. Si finirebbe per creare una sorta di ‘zona franca’ per chi commette infrazioni e non paga”, evidenzia Italo Folonari.

L’Associazione propone quindi di eliminare la nuova disposizione e di accelerare l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero delle informazioni, valutando anche un sistema ministeriale centralizzato per la riscossione delle sanzioni.

Pedaggi, sublocazione e meno burocrazia

Le richieste di ANIASA non riguardano soltanto le multe. L’Associazione sollecita una disciplina più chiara anche sul mancato pagamento dei pedaggi autostradali, chiedendo che la responsabilità ricada sul soggetto che dispone effettivamente del veicolo e non automaticamente sul proprietario.

Tra le proposte presentate al MIT figura inoltre una regolamentazione esplicita della sublocazione dei veicoli tra operatori professionali, così da superare le attuali incertezze interpretative. Sul fronte amministrativo, ANIASA chiede infine una semplificazione degli obblighi di comunicazione relativi alla disponibilità dei mezzi.

Per il settore del noleggio la priorità è evitare che la revisione del Codice della Strada introduca nuovi adempimenti e nuovi costi a carico delle aziende, puntando invece su procedure più efficaci e su una chiara attribuzione delle responsabilità.

Nasce Vetta: consulenza indipendente per il noleggio a lungo termine B2B

Un nuovo modello per aziende e professionisti

Vetta nasce con l’obiettivo di semplificare il noleggio a lungo termine per aziende, PMI, professionisti e fleet manager. In un mercato caratterizzato da numerosi operatori, condizioni spesso difficili da confrontare e tempi di risposta non sempre omogenei, la nuova realtà si propone come unico interlocutore capace di analizzare le esigenze del cliente e confrontare le diverse opportunità disponibili, senza essere vincolata a un singolo fornitore.

L’esperienza di FTH nella mobilità

Vetta fa parte di FTH, Famiglia Tomasi Holding, gruppo con una consolidata esperienza nel settore automotive e della mobilità. Nel perimetro della holding operano realtà come Tomasi Auto, attiva dal 1997 nella distribuzione e nel service multimarca, e Noleggiare, presente dal 2006 nel noleggio auto e furgoni con una flotta di oltre 10.000 veicoli e più di 60 sedi in Italia. Un patrimonio di competenze che Vetta punta a trasferire nella consulenza dedicata al noleggio a lungo termine.

Angelo Salerno, Sales Manager Vetta


Un unico referente prima e dopo il contratto

La proposta di Vetta non si limita alla comparazione delle offerte, ma punta ad accompagnare il cliente lungo l’intero percorso, dalla definizione delle esigenze alla scelta della soluzione fino alla gestione successiva alla firma.

“Il nostro compito è affiancare il Cliente per analizzare le sue esigenze e confrontare l’intero mercato per individuare insieme la soluzione più adatta, tagliando i tempi morti e riducendo i costi, diretti e indiretti”, spiega Angelo Salerno, Sales Manager.

Per le aziende che gestiscono flotte o stanno valutando per la prima volta il noleggio a lungo termine, Vetta punta quindi a posizionarsi come consulente indipendente e continuativo, con un approccio orientato all’efficienza e alla semplificazione delle decisioni.

Bossoni accelera in Emilia: con SEAT e CUPRA a Modena

Bossoni rafforza la presenza a Modena

BOSSONI S.p.A. prosegue il proprio percorso di crescita annunciando l’acquisizione del ramo d’azienda SEAT e CUPRA di Grand Prix S.r.l. relativo alla filiale di Modena.
L’operazione segue l’acquisizione, conclusa lo scorso agosto, della concessionaria Auto Grifone per il marchio Volkswagen e rappresenta la quinta acquisizione realizzata dal Gruppo dal 2020.
Un nuovo tassello nella strategia di consolidamento territoriale di Bossoni, che rafforza così la propria presenza commerciale in Emilia e amplia ulteriormente il presidio dei brand del Gruppo Volkswagen.

Temporary Store e nuovo showroom in Via Emilia Est

Dal 1° settembre 2026 Bossoni gestisce ufficialmente vendita e assistenza dei veicoli nuovi SEAT e CUPRA a Modena, garantendo continuità operativa anche grazie all’ingresso nel Gruppo di cinque collaboratori provenienti dalla precedente gestione.
In una prima fase i clienti saranno accolti nel Temporary Store realizzato all’interno dello showroom Volkswagen di via Francesco Vecchione 31.
Entro fine settembre aprirà invece il nuovo showroom indipendente SEAT e CUPRA in Via Emilia Est. Da febbraio 2027 anche il Service sarà trasferito nella nuova sede.

Dopo Modena, Bossoni prepara l’apertura di Cremona

Modena diventa il secondo importante polo SEAT e CUPRA di Bossoni dopo Reggio Emilia, dove il Gruppo opera sui due marchi dall’acquisizione di Baiauto nel febbraio 2024. L’espansione è però destinata a proseguire anche in Lombardia.

Mauro Bossoni, Presidente e AD di Bossoni S.p.A.

“La nostra sede di Reggio Emilia negli ultimi due anni è tra quelle che hanno avuto la crescita più impressionante. Rappresentiamo questi due Marchi dall’acquisizione di Baiauto e in pochissimo tempo abbiamo raccolto risultati decisamente soddisfacenti”, ha dichiarato Mauro Bossoni, Presidente e AD di Bossoni S.p.A.

“Non ci limiteremo a Modena: è infatti in arrivo lo Showroom dedicato anche a Cremona. I lavori sono già iniziati e contiamo di aprire nell’attuale Salone Audi Prima Scelta entro la fine di ottobre 2026”, ha aggiunto Mauro Bossoni.

Non è certo quindi un caso fortuito se la giuria anonima e super qualificata di Top Dealers Italia abbia inserito nella omonima GUIDA Bossoni S.p.A. fin dal suo esordio, riconfermandola anche nel 2027…!

Auto usata Italia, giugno chiude a +3,7%, ma l’Europa frena…

Il mercato italiano dell’auto usata torna a crescere a giugno 2026, dopo il rallentamento di maggio. Secondo i dati UNRAE, i trasferimenti di proprietà sono stati 448.071, in aumento del 3,7% sullo stesso mese del 2025. Il primo semestre dell’anno chiude a +1,4%, con quasi 2,9 milioni di passaggi complessivi. Uno scenario di sostanziale tenuta, che si inserisce però in un contesto europeo dove, secondo l’AUTO1 Group Price Index, i prezzi delle auto usate sono in flessione.

Trasferimenti in crescita, minivolture ancora più dinamiche

A giugno i trasferimenti netti segnano un +1,9%, mentre le minivolture, ovvero i passaggi temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita, accelerano al +6,1%. Nei primi sei mesi dell’anno sono state acquistate 1,591 milioni di vetture usate, a fronte di 1,071 milioni di nuove immatricolazioni: un rapporto di 1,5 auto usate per ogni nuova, in leggero calo rispetto a 1,6 dello stesso periodo 2025. Il diesel torna al primo posto tra le alimentazioni con il 39,1% di quota nel mese, seguito dalla benzina al 37,8%; le ibride proseguono la loro crescita, arrivando al 12,6%.

Operatori e territorio: Lombardia sempre in testa

Sul fronte dei contraenti, gli scambi tra privati e aziende restano nettamente prevalenti, con il 55,2% del totale, mentre i passaggi da operatore a cliente finale si fermano al 39,9%. Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la prima regione per quota di trasferimenti con il 15,9%, davanti a Lazio (9,8%) e Campania (9,3%). Continua inoltre a crescere la quota di vetture con oltre dieci anni di anzianità, che a giugno raggiunge il 49,5% dei trasferimenti netti, riflesso dell’età media elevata del parco circolante italiano.

Il quadro europeo secondo AUTO1 Group

Se in Italia i volumi mostrano segnali positivi, sul fronte dei prezzi l’andamento europeo racconta una storia diversa. Secondo l’AUTO1 Group Price Index, ad agosto 2026 il valore dell’indice si è attestato a 136,4 punti, con un calo dell’1,7% su base mensile e del 3,2% rispetto ad agosto 2025. Da inizio anno i prezzi risultano invece in leggero aumento, dello 0,1%. Un quadro che conferma come il mercato dell’usato, pur sostenuto dai volumi, continui ad attraversare una fase di riequilibrio dei valori a livello continentale.

Gruppo Intergea accelera ancora in Lombardia!

Il Gruppo Intergea rafforza il proprio presidio in Lombardia attraverso l’affitto di due rami d’azienda di Venus SpA, storica realtà della distribuzione automobilistica regionale. L’operazione coinvolge le sedi di Milano e Monza e vede protagoniste Chioda e MocautoGroup, ampliando la presenza del Gruppo in uno dei mercati più strategici e competitivi d’Italia. Il perfezionamento dell’accordo, subordinato all’autorizzazione dell’Antitrust, è previsto dal 1° gennaio 2027.

Milano e Monza rafforzano la rete Intergea

Chioda Srl di Melzo subentra nelle attività di vendita e assistenza dei marchi Omoda, Jaecoo, MG e Smart, oltre al service Mercedes-Benz, nella sede Venus di viale Fulvio Testi 326 a Milano. MocautoGroup assume invece la gestione della vendita e assistenza MG e del service Mercedes-Benz nella sede di viale Sicilia 98 a Monza. Due operazioni che aumentano la capillarità del Gruppo Intergea e ne ampliano ulteriormente il portafoglio di brand.

Una strategia orientata alla crescita

L’operazione è stata condotta da Gianluca Italia, membro del CdA del Gruppo Intergea. “L’ingresso in queste sedi ci consentirà di offrire un servizio ancora più capillare ai nostri clienti, affiancando marchi tra i più tecnologici e innovativi del panorama automotive, in forte ascesa nel mercato italiano. Un’operazione che conferma l’impegno del Gruppo Intergea in una delle regioni più trainanti d’Italia”, ha dichiarato Gianluca Italia. Una scelta che conferma la strategia di consolidamento territoriale del Gruppo.

Gianluca Italia

Continuità per una storia iniziata nel 1959

Fondata nel 1959, Venus SpA rappresenta una presenza storica dell’automotive lombardo. “L’accordo con Intergea nasce dall’esigenza di garantire continuità a due sedi Venus, profondamente radicate nel territorio lombardo. Abbiamo condiviso valori e strategie per il futuro con uno dei gruppi più importanti della distribuzione automobilistica italiana”, dichiarano Umberto e Corrado Villa. L’intesa punta così a coniugare il patrimonio costruito da Venus in oltre sessant’anni con le nuove opportunità di sviluppo offerte dal Gruppo Intergea.

Il perfezionamento dell’accordo, subordinato all’autorizzazione dell’Antitrust e delle Case automobilistiche coinvolte, è previsto dal 1° gennaio 2027.

PubbliMAX accelera l’usato digitale: annunci completi in 30 secondi!

Dal piazzale a tutti i canali

Pubblicare un’auto usata partendo dal piazzale in circa trenta secondi.
È l’obiettivo di PubbliMAX, la nuova applicazione di DealerMAX, piattaforma gestionale sviluppata dalla milanese AZURE Srl.
Al concessionario bastano fotografie, targa, chilometraggio e prezzo: il sistema identifica il veicolo, genera la descrizione e distribuisce l’annuncio sul sito della concessionaria, sui marketplace e sui social.
La velocità deriva dall’accordo con Motornet, la cui banca dati consente di recuperare allestimento, caratteristiche, accessori e optional dei veicoli commercializzati in Italia dagli anni Settanta.
Valerio Marinucci, fondatore di DealerMAX, spiega: «Ci mettiamo trenta secondi proprio perché non improvvisiamo niente».

Prezzi confrontati, dati controllati

Il prezzo resta una decisione del concessionario, ma viene confrontato con il mercato attraverso MA.IN-Max.
Il modulo analizza siti e marketplace italiani e propone tre fasce: Q1 per accelerare la vendita, Q2 per allinearsi al valore corrente e Q3 per ricercare il massimo realizzo.
A queste si affiancano le valutazioni Eurotax integrate da Motornet.
PubbliMAX è inoltre progettato per fermarsi quando le informazioni non sono certe: se versione e colore non risultano affidabili, richiede una conferma manuale; se i chilometri inseriti sono inferiori a quelli presenti nelle banche dati, genera un avviso.
L’automazione supporta così la scelta umana senza sostituirla e introduce verifiche prima della pubblicazione.

Annunci preparati per l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale realizza testo, immagini ambientate, audio e video, mentre ogni annuncio riceve un punteggio basato su completezza e verificabilità.
L’obiettivo è rendere lo stock leggibile non soltanto dai motori di ricerca, ma anche dagli assistenti AI ai quali gli automobilisti chiedono sempre più spesso consigli d’acquisto.
Il contesto è un mercato da oltre 3,15 milioni di passaggi di proprietà nel 2024, in crescita dell’8,5% secondo ACI. La piattaforma debutta con 50 concessionari attivi e punta su una rete dell’usato ancora frammentata e spesso priva di strumenti cloud integrati.
I contatti, però, restano affidati ai venditori.
Marinucci chiarisce: «Il nostro obiettivo non è togliere il cliente al venditore, è togliere al venditore tutto il lavoro che gli impedisce di stare col cliente».

Air-Connected Mobility, Fit2You e Retexa per i concessionari Renault e Dacia

Air-Connected Mobility e Fit2You rafforzano la propria presenza nella distribuzione automotive attraverso una partnership strategica con Retexa, la società creata da UCRI, Unione Concessionari Renault e Dacia Italia.
L’accordo punta a mettere a disposizione della rete strumenti digitali, servizi assicurativi e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza dei dealer e migliorare la gestione della relazione con il cliente.

Un ecosistema di servizi per la rete UCRI

La collaborazione mette a disposizione dei concessionari associati un ecosistema integrato capace di collegare veicoli, dati e clienti lungo l’intero ciclo di vita dell’automobilista.
Air-Connected Mobility e Fit2You porteranno nella rete UCRI tecnologie e servizi sviluppati specificamente per il settore automotive, dalla gestione delle scadenze ai servizi post vendita, fino alle soluzioni assicurative a valore aggiunto.
L’obiettivo è semplificare i processi interni e aumentare le opportunità di fidelizzazione.

Maya porta l’intelligenza artificiale nel dealer

Al centro dell’accordo c’è Maya, la piattaforma proprietaria di Air-Connected Mobility basata sull’intelligenza artificiale conversazionale.
La soluzione supporta quotidianamente le concessionarie nella gestione delle interazioni con i clienti, automatizzando parte delle comunicazioni e consentendo una relazione più continua e tempestiva.
L’integrazione con i sistemi del dealer permette inoltre di utilizzare i dati per analisi predittive, gestione dell’assistenza e individuazione di nuove opportunità commerciali.

Igor Valandro, CEO e Founder di Air-Connected Mobility e Fit2You.

Valandro: “Più efficienza e nuove opportunità di crescita”

“La partnership con Retexa rappresenta un’importante opportunità per portare le nostre soluzioni all’interno della rete UCRI e accompagnare i concessionari nel loro percorso di trasformazione digitale”,

afferma Igor Valandro, CEO e Founder di Air-Connected Mobility e Fit2You.

“Il nostro obiettivo è mettere a disposizione dei dealer strumenti integrati che, grazie all’intelligenza artificiale e alla valorizzazione dei dati, consentano di semplificare i processi, migliorare la qualità della relazione con il cliente e generare nuove opportunità di crescita.”

Per UCRI l’accordo amplia così gli strumenti tecnologici disponibili per la propria rete Renault e Dacia.

Viaggi in auto: i controlli da fare prima di partire per evitare guasti e rischi

Viaggi in auto: i controlli da fare prima di partire per evitare guasti e rischi

L’estate è il periodo in cui l’automobile viene sottoposta agli sforzi maggiori: lunghe percorrenze, temperature elevate, traffico intenso e vetture cariche di bagagli. Secondo i dati diffusi da AsConAuto, fino al 6 settembre sono previsti oltre 440 milioni di spostamenti sulla rete Anas e circa il 75% degli italiani raggiungerà la propria destinazione turistica in auto. Prima di partire, quindi, è consigliabile programmare un controllo completo della vettura presso un’officina qualificata, senza limitarsi a verificare carburante e pressione delle gomme.

I controlli indispensabili prima del viaggio

Il primo elemento da controllare sono gli pneumatici: pressione, profondità del battistrada, tagli, rigonfiamenti e usura irregolare possono compromettere stabilità e spazi di frenata. La pressione deve essere verificata a gomme fredde e adattata, quando previsto dal costruttore, al carico di passeggeri e bagagli.

È importante controllare anche pastiglie, dischi e liquido dei freni, oltre ai livelli di olio motore, refrigerante e liquido lavavetri. La batteria merita particolare attenzione se l’auto viene utilizzata poco o ha già alcuni anni. Da non dimenticare fari, indicatori di direzione, luci di stop e spazzole tergicristallo. Anche il climatizzatore dovrebbe essere verificato e, se necessario, sanificato: non serve soltanto a viaggiare al fresco, ma contribuisce a ridurre l’affaticamento del conducente e a mantenere una buona qualità dell’aria nell’abitacolo.

Preventivo scritto e ricambi: cosa chiedere all’officina

Quando si lascia la vettura in officina è utile domandare quali interventi verranno eseguiti, quali componenti saranno sostituiti e quale sarà il costo complessivo. Il consiglio è chiedere sempre un preventivo scritto, evitando di affidarsi soltanto ad accordi verbali, soprattutto per lavori articolati.

AsConAuto invita inoltre gli automobilisti a informarsi sulla tipologia di ricambi utilizzati. I Ricambi Originali sono progettati secondo le specifiche della Casa automobilistica e devono rispettare gli standard previsti per il veicolo. È comunque importante ricevere spiegazioni chiare sulle alternative disponibili, sulla provenienza dei componenti, sulle garanzie applicate e sulle differenze di prezzo.

Un’indagine commissionata da AsConAuto a GiPA, condotta su 1.000 automobilisti che si sono rivolti a officine indipendenti, evidenzia che quasi due clienti su tre non sono stati coinvolti nella scelta dei ricambi. Meno del 10% dichiara di aver ricevuto spiegazioni dettagliate, mentre al 63% non sono stati proposti preventivi alternativi.

Sicurezza e trasparenza proteggono anche il valore dell’auto

Una manutenzione eseguita correttamente riduce il rischio di fermarsi durante il viaggio, ma aiuta anche a conservare efficienza, affidabilità e valore residuo dell’automobile. Prima di lasciare l’officina è opportuno chiedere una descrizione degli interventi svolti, verificare che siano riportati in fattura e conservare la documentazione relativa a tagliandi, ricambi e riparazioni.

«Prima di affrontare un lungo viaggio è fondamentale verificare che il veicolo sia nelle migliori condizioni di efficienza. Ma altrettanto importante è sapere quali ricambi vengono installati sulla propria auto. La sicurezza passa anche dalla qualità dei componenti e dalla trasparenza delle informazioni ricevute», sottolinea Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto.

Il rapporto con l’autoriparatore deve quindi basarsi sulla fiducia, ma anche su domande precise. «Chiedere quali ricambi verranno utilizzati, ricevere spiegazioni sulle diverse opzioni e affidarsi a professionisti qualificati significa investire nella sicurezza della propria famiglia e nella durata della propria automobile», conclude Scarabel.

Fonte: AsConAuto; indagine AsConAuto-GiPA su 1.000 automobilisti italiani.

Stock automotive, il costo invisibile che riduce i margini dei dealer

Il mercato cresce, ma non per tutti allo stesso modo

Il mercato italiano dell’auto ha chiuso giugno 2026 con 146.423 immatricolazioni, in crescita del 10,6% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel primo semestre l’incremento è stato del 9,6%, con quasi 937.000 vetture registrate. Il dato aggregato offre però una rappresentazione parziale.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dal noleggio a breve termine, salito del 78,3% a giugno e del 38,8% nel semestre, mentre il canale dei privati si è fermato al +12,1%.
Anche le autoimmatricolazioni hanno raggiunto quasi 95.000 unità, con un aumento del 7,9%.
Una vettura registrata dal concessionario prima di avere un cliente finale continua tuttavia a occupare spazio, assorbire capitale e generare costi finanziari.
Il vero indicatore da osservare non è quindi soltanto il numero delle immatricolazioni, ma la velocità con cui ogni veicolo viene trasformato in una vendita redditizia.

Il margine si consuma prima della trattativa

Ogni automobile presente in piazzale viene generalmente finanziata attraverso linee di credito dedicate e produce interessi fino al momento della vendita.
A questi si aggiungono costi logistici, assicurativi, commerciali e una svalutazione che tende ad accelerare con l’aumento dei giorni di giacenza, soprattutto nel mercato dell’usato.

“Più un’auto resta in stock, maggiore è la probabilità che il dealer debba ricorrere a sconti più elevati per venderla. Il margine si è già eroso nei mesi precedenti, ben prima della trattativa”, afferma Tommaso Carboni, Country Director di bee2link group Italia.

La pressione sul capitale circolante è aggravata dagli oltre 300 milioni di euro che, secondo UNRAE, i concessionari avrebbero anticipato per incentivi statali non ancora rimborsati.
Risorse immobilizzate che non possono finanziare nuovi acquisti, ridurre l’esposizione bancaria o sostenere lo sviluppo commerciale.

Tommaso Carboni, Country Director di bee2link group Italia

Dallo stock fisico allo stock economico

Ridurre indiscriminatamente l’inventario non rappresenta una soluzione: disponibilità, ampiezza dell’offerta e rapidità di consegna restano elementi competitivi.
Il passaggio decisivo consiste nel valutare ogni veicolo come un ciclo economico, collegando data di ingresso, giorni di permanenza, costi di ricondizionamento, prezzo, lead generati, trattative e margine residuo.

“Solo collegando questi passaggi il dealer può distinguere lo stock che lavora da quello che pesa. Senza questa lettura, il rischio è accorgersi troppo tardi che un veicolo è diventato un peso morto in bilancio”, sottolinea Tommaso Carboni.

L’attenzione deve essere ancora maggiore per le vetture elettriche, più esposte alle evoluzioni tecnologiche, normative e degli incentivi.
Strumenti di monitoraggio in tempo reale permettono di intervenire prima che la giacenza si trasformi in svalutazione, restituendo alla rete commerciale tempo, capacità di consulenza e margini.