Vittorino Bisson: sedici volte leggenda del mondo Ford

Quando la costanza incontra l’eccellenza nasce una storia che merita di essere raccontata. È il caso di Vittorino Bisson, premiato per la sedicesima volta con il prestigioso President’s Award di Ford. Un traguardo che non è solo numerico, ma umano e professionale. A renderlo ancora più speciale, le parole cariche di stima di Fabrizio Faltoni, Managing Director di Ford Italia.

Una storia di squadra e passione

Ricevere per la sedicesima volta il President’s Award è un onore immenso. Ma ancor di più lo è far parte di un cammino condiviso con persone come Fabrizio Faltoni e tutto il team di Ford Italia…” Con queste parole cariche di gratitudine, Vittorino Bisson ha accolto l’ennesimo riconoscimento che premia la sua straordinaria storia imprenditoriale. Il premio non rappresenta solo un trofeo da esibire, ma è simbolo concreto di un percorso costruito nel tempo con fiducia, competenza e relazioni solide. Non a caso, assieme al President’s Award, Bisson Auto ha ricevuto anche il riconoscimento Customer Experience, a conferma dell’attenzione costante verso il cliente. “È anche grazie a questo spirito che abbiamo ricevuto anche quest’anno il riconoscimento Customer Experience…”, sottolinea Bisson, ribadendo quanto sia fondamentale ascoltare e valorizzare chi sceglie Bisson ogni giorno.

Un premio al valore umano, prima ancora che ai numeri

A testimonianza dell’autenticità del legame, le parole di Fabrizio Faltoni, numero uno di Ford Italia: “Nuovo giro di consegne del President’s Award, questa volta siamo in Veneto da Vittorino Bisson, a cui consegno il suo sedicesimo premio.” Un evento diventato quasi rituale, ma ogni volta vissuto con emozione nuova. La collaborazione tra Ford e Bisson Auto inizia nel 1941, una data che coincide quasi con l’arrivo stesso del marchio in Italia. “È una storia dove i risultati parlano chiaro…”, ricorda Faltoni, ma ci tiene a sottolineare che al centro di tutto c’è il rispetto per la persona: “Il rapporto che mi/ci lega a Vittorino va ben oltre dei meri obiettivi centrati…” Un legame che si è trasformato in un’amicizia e in una visione comune per il futuro.

Una voce per tutta la rete Ford

Il riconoscimento a Vittorino Bisson non si limita al contesto italiano. Come ricorda Faltoni, il dealer veneto rappresenta un punto di riferimento anche a livello internazionale: “Vittorino è infatti membro della Global Dealer Roundtable dal 2013, e dal 2021 fa ufficialmente parte dell’European Strategy Group…” Un riconoscimento alla sua autorevolezza, alla sua capacità di rappresentare le esigenze della rete e contribuire a definire strategie a livello continentale. L’uomo che ha fatto della sua concessionaria un modello di eccellenza è anche colui che porta la voce dell’Italia nel cuore pulsante delle decisioni Ford in Europa.

Guardare al futuro con lo stesso entusiasmo

Per Bisson, ogni premio è uno stimolo in più a migliorarsi. “Questo risultato è il frutto del lavoro quotidiano di un team straordinario…”, dichiara, senza mai dimenticare chi rende possibile ogni traguardo: il suo staff, i collaboratori, ma anche i clienti e Ford stessa. “Guardiamo al futuro con entusiasmo, pronti ad affrontare nuove sfide. Insieme.” Un messaggio che suona come una promessa, un invito a continuare a innovare, mantenendo al centro le persone e i valori. Il percorso di Vittorino Bisson dimostra che l’eccellenza non è mai frutto del caso, ma di visione, coerenza e relazioni autentiche. E in questo, Bisson è davvero un esempio per tutta la rete dei Top Dealers Italia di cui fa parte con merito dalla prima edizione ed è ovviamente confermato all’interno della Guida 2026…!

Guagliumi Cars rivoluziona la mobilità a Latina col nuovo megastore

Un nuovo concetto di mobilità

Guagliumi Cars apre le porte del suo avveniristico megastore in Via Piave km 72, a Latina, segnando una svolta per l’intero settore della mobilità nella regione.
Con oltre 7.000 mq di superficie, la nuova struttura si propone di superare il modello tradizionale di concessionaria per offrire un’esperienza immersiva e personalizzata. “Vogliamo proporre un nuovo modo di vivere la mobilità, andando oltre la semplice vendita o assistenza”, afferma il CEO Guido Guagliumi.
L’obiettivo è trasformare ogni visita in un momento di scoperta e passione, grazie a un ambiente moderno e funzionale.

Guido Guagliumi, CEO di Guagliumi Cars

Uno spazio pensato per vivere i motori

Il cuore del megastore è uno showroom su due livelli di 2.500 mq, affiancato da una moderna area service e dall’innovativa AutoBeautyFarm, centro specializzato in detailing per auto e moto.
Ogni area è stata progettata per accompagnare il cliente lungo tutto il percorso, dall’acquisto alla cura del veicolo. “Questo spazio nasce per offrire servizi personalizzati, scoprire le ultime tendenze del settore e vivere la passione per i motori a 360 gradi”, sottolinea Guido Guagliumi, confermando l’intento di creare un polo completo, capace di attrarre sia il pubblico locale che i professionisti del settore.

Un’offerta ampia per un pubblico trasversale

Guagliumi Cars si distingue per una proposta multisettoriale che include oltre 10 marchi tra auto e moto.
Tra le auto figurano Tiger, Birba, XEV, EMC, Foton, Dongfeng, Voyah e Mhero.
La divisione moto, altrettanto dinamica, comprende Royal Enfield, Zontes, Fantic e Italjet.
L’apertura del megastore rappresenta una svolta per il territorio, portando a Latina un punto di riferimento innovativo e completo.
“Questo è solo l’inizio di un percorso che guarda lontano, con al centro il cliente e la sua libertà di scegliere, esplorare e vivere la mobilità come esperienza”, conclude con entusiasmo Guido Guagliumi.

Non è quindi un caso che Guagliumi Cars sia una dei Top Dealers Italia 2026 selezionata dagli “ispettori” della Guida dorata che come la più celebre “Rossa” si muovono in incognita per evitare di essere influenzati, lavorando da anni nel settore automotive! 

Autotorino: 60 anni di successi e uno sguardo audace verso il futuro

Radici solide, visione digitale

Autotorino festeggia nel 2025 un traguardo storico: 60 anni di crescita e trasformazione da piccola azienda familiare valtellinese a leader nazionale dell’automotive. Un percorso scandito da innovazione, espansione e profondo legame con il territorio. L’anno si apre con l’inaugurazione del rinnovato headquarter a Cosio Valtellino, alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti, che ha dichiarato: “Dietro a un’impresa di successo ci sono tre fattori fondamentali: l’imprenditore, la sua famiglia e i collaboratori.” Autotorino ha dimostrato che anche da una realtà di provincia può nascere un’impresa capace di competere a livello internazionale.

Il Presidente di Autotorino Plinio Vanini con il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

Numeri in crescita e visione strategica

Il primo trimestre 2025 conferma la solidità del Gruppo: 640 milioni di euro di fatturato (+5% sul 2024), 19.800 vetture vendute, post-vendita a 55 milioni (+7%) e passaggi in officina aumentati del 6%. Risultati che consolidano Autotorino tra i top dealer europei, con oltre 3.000 collaboratori e 70 sedi operative.
“Ogni giorno il nostro impegno è rivolto al cliente e alla armonizzazione della nostra presenza sui territori dove lavoriamo”, afferma il Presidente Plinio Vanini, sottolineando come l’azienda sia cresciuta nel tempo reinvestendo utili e formando nuove professionalità.

75 milioni di investimenti per crescere ancora

Il piano industriale triennale prevede investimenti per 75 milioni di euro: 50 milioni dedicati al rinnovamento delle sedi, 25 milioni destinati a piattaforme digitali e tecnologie per ottimizzare i processi e la relazione con il cliente. Al centro, la valorizzazione del capitale umano.
Autotorino ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. “Un ambiente equo e inclusivo è essenziale per permettere a tutti di esprimere al meglio il proprio potenziale”, commenta Plinio Vanini, ribadendo il ruolo dell’impresa come generatrice di valore sociale oltre che economico.

Plinio Vanini con Giancarlo Giorgetti ed ai lati Stefano Martinalli e Mattia Vanini

Un headquarter che è cuore e cervello

La nuova sede direzionale di Cosio Valtellino è molto più di un edificio: è simbolo concreto di una visione aziendale che mette al centro le persone, la sostenibilità e l’innovazione. 4.000 mq progettati con materiali locali, luce naturale, spazi di lavoro e pausa pensati per il benessere dei 300 collaboratori. “Questa sede è un punto di incontro tra le nostre radici e il nostro futuro”, spiega Stefano Martinalli, Direttore Generale.
“Un luogo dove progettare, innovare, condividere idee e generare valore per tutta la comunità.”

Innovazione e comunità al centro del progetto

L’approccio relazionale e partecipativo è la cifra distintiva di Autotorino, che punta a costruire una comunità di confronto tra professionisti. L’headquarter riflette questa missione: un luogo aperto al dialogo, all’ascolto e alla co-creazione.
 “La nuova sede è il frutto di un progetto culturale prima ancora che architettonico”, prosegue Stefano Martinalli, “pensato per costruire relazioni di qualità che portino a risultati di eccellenza.” Ogni scelta – dagli arredi alla tecnologia – riflette un impegno concreto verso un modo nuovo e responsabile di fare impresa.

Stefano Martinalli

Una nuova partenza verso l’Europa

Autotorino guarda avanti con fiducia e determinazione. Dopo l’ingresso sul mercato estero con una sede a Varsavia, il Gruppo punta a nuove acquisizioni, partnership strategiche e sedi innovative. “Ogni traguardo è solo una nuova partenza”, conclude il Vicepresidente Mattia Vanini.
“Lo facciamo portandoci dentro ciò che non cambia mai: la passione, la competenza, il rispetto per le persone, e la voglia di fare impresa con responsabilità e visione.” Un modello italiano che funziona, fondato sull’equilibrio tra cuore e cervello, territorio e innovazione, radici solide e futuro condiviso.

Mattia Vanini.

Auto in frenata: il motore dell’Europa rischia il collasso

Ecco la sintesi della nuova ricerca condotta da ANIASA e Bain & Company sul mercato automotive.

Il futuro dell’automotive non passa più per le autostrade della crescita. Il nuovo studio di ANIASA e Bain & Company fotografa un settore alle prese con un declino strutturale, destinato a protrarsi almeno fino al 2030. Il rallentamento della domanda globale, la stagnazione dei veicoli elettrici e i nuovi scenari geopolitici – tra dazi e conflitti economici – costringono l’industria a rivedere strategie, mercati e modelli. L’Italia, intanto, torna a muoversi in auto, ma a comprare è sempre meno. Un parco circolante che invecchia e un’elettrificazione che non decolla raccontano il fallimento (almeno parziale) della transizione in atto.

Europa a passo lento

Dopo una crescita sostenuta fino al 2017, l’automotive europeo è entrato in un ciclo discendente che sembra inarrestabile. Le proiezioni parlano chiaro: da qui al 2030 il Vecchio Continente perderà 15 milioni di veicoli rispetto alle previsioni. E non va meglio nel Nord America. Solo l’Asia meridionale e il Sud America mostrano segnali di vitalità. “Il rallentamento della domanda nei mercati maturi è ormai strutturale, e costringe le Case a ridisegnare la propria presenza geografica”, ha spiegato Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company. L’Europa, oggi, paga una transizione energetica troppo ambiziosa, senza ancora una risposta concreta dalla domanda.

Dazi e tensioni: l’auto diventa geopolitica

Il ritorno ai dazi come leva politica sta ridisegnando la mappa industriale globale. I costruttori tedeschi sono tra i più esposti: dipendono da mercati in calo e subiscono barriere crescenti. “Circa metà dei volumi dei brand tedeschi è oggi a rischio, tra stagnazione interna, freno cinese e ostilità USA”, afferma Alberto Viano, presidente di ANIASA. In parallelo, la Cina domina l’industria manifatturiera globale, mentre gli USA cercano di rilanciare la produzione interna, ormai scesa a livelli minimi storici. Il risultato è un mercato frammentato, dove la politica influenza le scelte industriali quanto (se non più di) la tecnologia.

Italia: l’auto si usa, ma non si cambia

Nel nostro Paese l’automobile rimane centrale per la mobilità quotidiana, ma gli italiani preferiscono l’usato. Prezzi in crescita, incertezza normativa e mancanza di incentivi chiari frenano il mercato del nuovo. Il diesel è quasi sparito, ma le emissioni restano alte. “La sostituzione tecnologica non ha portato i benefici sperati: le emissioni medie superano ancora i livelli del 2015”, osserva Gianluca Di Loreto. Le auto elettriche pure faticano, soprattutto nel Sud e tra i privati, mentre le ibride conquistano metà del mercato. Una transizione a metà, più figlia dell’offerta che della reale domanda.

Un’industria da ripensare La fotografia scattata da ANIASA e Bain & Company evidenzia un cambiamento profondo. “Il comparto non può più affidarsi alla crescita spontanea: serve una strategia nuova, basata su flessibilità, riorganizzazione produttiva e presenza selettiva nei mercati”, avverte Alberto Viano. L’Europa, in particolare, è chiamata a scelte radicali per non perdere il treno della competitività industriale. In un contesto dove stagnazione, frammentazione e tensioni internazionali sono la nuova normalità, l’unica via per restare in corsa è “ripensare l’intero ecosistema auto con coraggio e visione”, conclude Gianluca Di Loreto.

Ricaricami ancora: quando l’auto elettrica parcheggia al binario giusto

Ricariche da record e CO₂ risparmiata
Powy e FS Park festeggiano un traguardo importante: oltre 10.000 sessioni di ricarica completate nei parcheggi ferroviari italiani. Un risultato che va ben oltre il numero: sono state infatti risparmiate più di 100 tonnellate di CO₂, “l’equivalente di oltre 150 viaggi Roma-Milano”. Il progetto, attivo in stazioni chiave come Genova, Pisa e Milano, ha dimostrato che un’infrastruttura intelligente può davvero fare la differenza. “È il miglior segnale che i clienti apprezzano i servizi offerti”, afferma Federico Fea, CEO di Powy, sottolineando il valore di un’alleanza che coniuga mobilità elettrica e trasporto ferroviario.

Più dati, più vantaggi per gli utenti
La seconda fase del progetto, appena avviata, punta dritta all’ottimizzazione. Analizzando le abitudini degli utenti, sono state introdotte nuove promozioni tramite l’app Powy Charge. Per chi ricarica in DC, c’è uno sconto del 10% sulla tariffa e un’ora di parcheggio gratuita. Per la ricarica lenta in AC, via la tariffa extra se si sosta a lungo. Un approccio semplice ma mirato, che “mette la soddisfazione del cliente al centro di tutto”. L’obiettivo? Un’esperienza di ricarica sempre più comoda, conveniente e vicina ai bisogni reali di chi viaggia. E questo è solo l’inizio: “In futuro ci saranno altre novità”.

ANIASA: Il noleggio più green, ma servono regole nuove

Un settore in crescita, nonostante tutto

La mobilità a noleggio si conferma una leva fondamentale per l’evoluzione sostenibile del trasporto in Italia. Lo evidenzia il 24° Rapporto ANIASA, presentato oggi, che fotografa un settore resiliente: 1,4 milioni di veicoli in flotta, un giro d’affari da 15,8 miliardi di euro e un ruolo chiave nella diffusione della mobilità elettrica. Il 32% delle vetture elettriche e il 48% di quelle ibride plug-in immatricolate in Italia sono oggi a noleggio. Ma i numeri da soli non bastano: il comparto chiede una riforma normativa per sostenere la sua crescita e affrontare una fiscalità frammentata. “Gli operatori hanno bisogno di una normativa unica che superi i ‘dazi occulti’ che frenano sviluppo e investimenti”, ha dichiarato Alberto Viano, Presidente ANIASA.

Rent-a-car: cresce la domanda, calano i margini

Il breve termine archivia un 2024 complesso: +10% di noleggi e +5% di fatturato, ma con una flotta che cresce solo del 2,3% e margini messi a dura prova. I costi d’acquisto, i danni, i furti e i canoni aeroportuali pesano sulle aziende più strutturate, mentre il boom di operatori low cost genera un aumento dei reclami da parte dei clienti. Il prezzo medio per giornata di noleggio è sceso dell’1,5%, segno di un mercato sempre più competitivo. “Il settore è in espansione ma servono regole chiare per tutelare la qualità del servizio”, ha spiegato Viano, sottolineando la necessità di una cornice normativa stabile anche per il breve termine.

Lungo termine, il vero motore della transizione

Il long term conferma la sua centralità: quasi 1,3 milioni di veicoli in flotta (+6%), 12,5 miliardi di euro di fatturato e contratti sempre più lunghi (l’80% supera i 36 mesi). Crescono anche i privati (+3%) e i veicoli commerciali leggeri (+7,5%), segno di una penetrazione sempre più trasversale. I servizi raggiungono oggi 268.000 clienti, tra cui 170.000 privati. “Il noleggio a lungo termine non è più solo per le aziende: è ormai un’alternativa concreta alla proprietà per tutti”, ha commentato Viano, ribadendo come questo canale sia strategico per il rinnovo del parco circolante e la riduzione delle emissioni.

Car sharing: risorsa a rischio estinzione

Nel 2024 il car sharing ha registrato una nuova contrazione: 4,2 milioni di noleggi, 330.000 utenti attivi e una flotta scesa a 3.300 veicoli, metà dei quali spesso inutilizzabili per furti e danneggiamenti. A Roma e Milano l’80% della presenza. L’aumento della durata media dei noleggi (126 minuti) apre a modelli diversi, più orientati al giornaliero che all’orario. “Senza un sostegno concreto da parte delle istituzioni, il car sharing rischia di sparire proprio mentre potrebbe aiutare città e ambiente”, ha ammonito Viano, ricordando che l’auto condivisa è alleata del trasporto pubblico e della transizione ecologica.

Federauto: anche i costruttori invocano la neutralità tecnologica

Una svolta storica nella transizione ecologica

Le recenti dichiarazioni di John Elkann (Stellantis) e Luca De Meo (Renault) rappresentano un passaggio epocale nel dibattito sulla decarbonizzazione dei trasporti.
Per la prima volta, due dei maggiori protagonisti dell’industria automobilistica europea – insieme rappresentano circa il 30% del mercato – hanno apertamente chiesto all’Unione Europea di rivedere le politiche ambientali in nome della “neutralità tecnologica”.
Un messaggio chiaro e inequivocabile, che rompe un fronte finora compatto – seppur segnato da dubbi crescenti – a favore dell’elettrificazione a tutti i costi.
“L’intervista segna un clamoroso cambiamento di rotta nella posizione dei costruttori”, ha commentato Massimo Artusi, Presidente di FEDERAUTO.

Massimo Artusi Federauto © Francesco Vignali Photography

Il peso delle decisioni sbilanciate

Secondo Artusi, questa presa di posizione arriva tardi, ma è comunque cruciale: “Oggi possiamo dire che una parte importante dell’industria europea dell’automotive ha chiesto di modificare le politiche europee”.
Il problema, sottolinea il Presidente, è che le attuali strategie europee finiscono per premiare veicoli elettrici “più complessi, pesanti e costosi”, mettendo in difficoltà la fascia più accessibile del mercato.
Quelle vetture piccole e compatte che rappresentano la vera ossatura della mobilità per milioni di cittadini europei.
FEDERAUTO da anni denuncia l’iniquità di un sistema normativo che rischia di desertificare l’offerta per le famiglie e le imprese, favorendo modelli di consumo elitarî e lontani dalle reali esigenze del mercato.

Il risveglio dell’industria e il futuro dell’auto Il fatto che anche i costruttori inizino a esporsi pubblicamente è un segnale che non può essere ignorato.
Per Artusi, questo “risveglio” ha un valore politico e culturale: “Poco importa che si tratti di concetti che FEDERAUTO ha sostenuto con fermezza in tutti questi anni, quel che conta è che anche i costruttori hanno cominciato ad accorgersi che il re è nudo”.
Ora la palla torna a Bruxelles, dove sarà difficile ignorare la voce di chi produce e vende auto ogni giorno.
La richiesta di una transizione più equilibrata, aperta a soluzioni tecnologiche diverse (come l’ibrido, i carburanti sintetici o il biometano), diventa sempre più forte. La vera sfida, oggi, è costruire una mobilità sostenibile e accessibile

Energia pulita e benessere: Ayvens guida il cambiamento sostenibile

L’impianto che fa la differenza

Nella sede centrale di Roma, Ayvens ha acceso una nuova luce sul futuro installando un impianto fotovoltaico composto da 181 moduli, per una potenza di 73,02 kW. Questo investimento consente all’azienda di produrre autonomamente circa 87.000 kWh l’anno, con un risparmio dell’8% sul totale del fabbisogno energetico della struttura. Un passo concreto verso l’efficienza operativa e la riduzione dell’impatto ambientale. Questo progetto si inserisce in un percorso già avviato, che ha visto il rinnovo dei sistemi di illuminazione e climatizzazione, ora completamente digitalizzati e ottimizzati.



Un ufficio senza carta è possibile

Parallelamente all’adozione delle energie rinnovabili, nella sede romana è stato avviato anche il progetto Paperless, che ha trasformato radicalmente la gestione interna dei documenti. Il consumo di carta è calato del 40,9%, i consumi elettrici legati alla stampa sono stati più che dimezzati (da 740 a 300 kWh) e le emissioni di CO2 si sono ridotte di ben 490 kg nel solo 2024. Grazie a strumenti digitali avanzati, la comunicazione è diventata più fluida, veloce e sicura.

Una nuova casa per l’innovazione

Il cambiamento sostenibile passa anche dagli spazi. Ayvens ha inaugurato la sua nuova sede milanese al Bodio Center, pensata per il lavoro agile, la collaborazione e l’efficienza. Con oltre 120 postazioni e spazi smart, la nuova sede riflette la visione di un’azienda moderna e responsabile. Anche qui è attivo il servizio di Car Sharing con veicoli BEV full electric, gratuiti per i dipendenti grazie alle colonnine di ricarica in sede.



Smart working per uno stile di vita migliore

Ayvens non si limita all’efficienza strutturale: promuove anche una cultura aziendale fondata sul benessere delle persone. Con lo SWOW – Smart Way of Working – il lavoro agile è diventato la normalità. Questo modello riduce gli spostamenti casa-lavoro, migliora la qualità della vita dei dipendenti e si integra perfettamente con gli obiettivi ESG aziendali.
“La sostenibilità non è solo un obiettivo per Ayvens, è una parte integrante della nostra cultura aziendale”, ha affermato Veronica Spanu, Direttore HR, Facility, ESG & Communication. “Le nostre sedi sono pensate per ridurre l’impatto ambientale e favorire il benessere e l’innovazione”.

DGA NLT: il Broker che ascolta, progetta e cresce con i clienti

Numeri da protagonista del settore
Con oltre 3.000 contratti chiusi nel solo 2024 e una crescita del +54% rispetto all’anno precedente, DGA NLT si conferma una delle realtà più dinamiche e affidabili nel settore del Noleggio a Lungo Termine. Fondata nel 2009 a Torino, l’azienda ha costruito un modello basato sulla personalizzazione, la qualità della consulenza e una forte attenzione al cliente.
Particolarmente significativo il dato relativo alla clientela privata: ben il 30% dei contratti è stipulato da singoli utenti, contro una media nazionale del 13%. Un segnale chiaro della capacità di intercettare esigenze individuali e offrire “soluzioni cucite su misura, con precisione sartoriale”. Un approccio che, unito all’efficienza operativa e alla coesione tra team commerciali, supporto e marketing, ha permesso a DGA NLT di raggiungere risultati concreti in un mercato sempre più competitivo.

Un modello che parte dall’ascolto
La vera forza di DGA NLT è la capacità di costruire relazioni solide e durature con i propri clienti. Fin dal primo contatto, il percorso di noleggio si sviluppa come un progetto condiviso, in cui ogni fase viene definita su misura.

Non ci limitiamo a offrire un servizio di noleggio: costruiamo soluzioni che aiutano i nostri clienti a crescere, pianificare e semplificare la mobilità aziendale in modo intelligente e sostenibile”, afferma Enrico De Gregorio, CEO e Founder di DGA Group Italia.

Non è un caso che molte aziende accompagnate da DGA NLT fin dalla fase di start-up abbiano deciso di rinnovare nel tempo la fiducia, trasformando la consulenza iniziale in un rapporto strategico e continuativo. Emblematico il caso di un cliente storico che, iniziando con un solo veicolo, oggi gestisce una flotta articolata, costruita passo dopo passo in collaborazione con DGA.

Una rete in continua espansione
La crescita di DGA NLT non riguarda solo i numeri, ma anche la presenza sul territorio. Oltre alla sede originaria di Torino, l’azienda è oggi attiva a Milano, Verona, Modena e Palermo, con un’imminente apertura prevista a Cagliari. Questa diffusione capillare consente di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze locali, mantenendo alta la qualità del servizio offerto.
“Allarghiamo la nostra presenza senza perdere di vista la cura del dettaglio e la centralità del cliente”, spiegano dall’azienda.
Ascoltiamo, progettiamo e cresciamo insieme ai nostri clienti” non è solo uno slogan, ma una filosofia che guida ogni scelta e ogni interazione, contribuendo a fare di DGA NLT un punto di riferimento solido e innovativo nel panorama del noleggio a lungo termine italiano.

AUTO1.com: +10% nelle vendite di veicoli elettrici e ibridi nel 2024.

Crescita a doppia cifra nel 2024
Nel 2024 AUTO1.com ha registrato un incremento del 10% nelle vendite di veicoli elettrici e ibridi, raggiungendo oltre 18.600 unità scambiate.
A trainare questa crescita sono soprattutto le ibride, mentre i veicoli totalmente elettrici mostrano una lieve flessione.
Toyota, Mercedes-Benz e Volkswagen guidano la classifica dei marchi più venduti.
È la prima volta dal 2021 che Tesla non figura sul podio, fermandosi al sesto posto.
A stupire è Mercedes-Benz, che sale dal sesto al secondo posto grazie a un balzo del 66% nelle vendite.
Volkswagen, invece, perde terreno, scivolando al terzo posto con un calo del 12% su base annua.

Domanda e mobilità transfrontaliera
La mobilità elettrica è sempre più europea: il 76% delle transazioni è di tipo transfrontaliero. I veicoli elettrici usati sono in media giovani (il 61% ha tra 1 e 5 anni) e con chilometraggi contenuti (il 24% sotto i 10.000 km).
La fascia di prezzo più comune va dai 10.000 ai 35.000 euro, rendendoli accessibili a un pubblico sempre più ampio.
I Paesi Bassi si confermano leader nella domanda di EV per il terzo anno consecutivo, seguiti da Francia e Spagna, che cresce del 53%.
La Danimarca scende al quarto posto, mentre la Polonia sorprende entrando nella top 5 grazie a una crescita del 56%.

Dealer ottimisti ma cauti sui prezzi
Secondo una survey di AUTO1.com condotta tra oltre 15.600 concessionari partner, il 36,1% ha venduto almeno un EV nel 2024, e il 46,1% prevede di farlo nel 2025.
La maggioranza dei dealer (67%) ritiene però che i prezzi dei BEV usati diminuiranno quest’anno, nonostante l’indice dei prezzi (AUTO1 Group Fuel Type Index) abbia mostrato stabilità nei primi tre mesi del 2025.
Dopo un calo dell’11,7% all’inizio del 2024, il mercato sembra ora assestarsi, ma restano forti pressioni al ribasso legate a nuovi incentivi, maggiore offerta e tecnologie in rapida evoluzione.

Marchi emergenti e nuove dinamiche
La classifica dei brand più dinamici evidenzia la forte ascesa dei marchi sino-europei.
MG cresce del 257% e Link & Co moltiplica per venti le sue vendite rispetto al 2023.
Anche Volvo guadagna posizioni, passando dal settimo al quinto posto con un +44%.
BMW, stabile al quarto posto, cresce del 12%, mantenendo un buon ritmo.
“La maggior parte delle transazioni avviene a livello internazionale e questo dimostra quanto sia cruciale avere una rete digitale forte e connessa”, commenta Moritz Lück, SVP di AUTO1 Group. Il 2025 si prospetta come un anno di consolidamento, con nuove sfide su tecnologia e prezzo.