Carraro Concessionaria prima in Italia per vendite Subaru

Nuovo importante riconoscimento nazionale per Carraro Concessionaria, che si conferma punto di riferimento nel panorama automotive italiano. La storica realtà con sede a Susegana è stata infatti premiata da Subaru Italia come concessionaria numero uno in Italia per vendite del marchio giapponese, ottenendo inoltre il prestigioso riconoscimento per il miglior turnover officina.

La consegna dei premi si è svolta nei giorni scorsi alla presenza del Ceo di Subaru Italia, Nicola Torreggiani, insieme a Marco Cavagna, District Manager, e Alberto Mellere, District Manager After Sales. A ritirare il riconoscimento è stato il Brand Manager Mauro Follador.

Una leadership costruita sul territorio e sulla fiducia dei clienti

Il risultato ottenuto da Carraro Concessionaria conferma la crescita costante dell’azienda e il forte legame costruito nel tempo con il territorio tra le province di Treviso, Belluno e tutto il Friuli Venezia Giulia. Un lavoro sviluppato attraverso una presenza capillare e una particolare attenzione alla qualità del servizio, sia nella fase di vendita che nel post-vendita.

“Essere riconosciuti come eccellenza nazionale per vendite e assistenza è motivo di grande soddisfazione e conferma la solidità del lavoro portato avanti ogni giorno sul territorio”, ha commentato Ruggero Carraro, amministratore delegato della concessionaria.

Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato ulteriormente la propria struttura, investendo non solo nella rete commerciale ma anche nella customer experience, elemento sempre più decisivo in un mercato automotive dove il rapporto di fiducia con il cliente conta quanto il prodotto stesso.

Customer experience e assistenza: il valore aggiunto di Carraro

Uno degli aspetti che distingue Carraro Concessionaria è proprio l’attenzione alla soddisfazione del cliente. Il premio per il miglior turnover officina rappresenta infatti un indicatore importante della qualità del servizio after sales, oggi centrale per fidelizzare gli automobilisti e garantire continuità nel rapporto con il concessionario.

Dietro questi risultati c’è il lavoro coordinato di oltre 370 collaboratori distribuiti nelle 14 filiali del gruppo. Un’organizzazione che coinvolge tutte le aree operative: dal back office ai consulenti commerciali, dai meccanici ai carrozzieri. Una squadra ampia e strutturata che presto crescerà ulteriormente con la nuova apertura prevista a Villorba, destinata a diventare la quindicesima sede del gruppo.

La capacità di offrire assistenza rapida, personale qualificato e un’esperienza cliente curata in ogni dettaglio rappresenta oggi uno dei principali fattori competitivi per i dealer italiani più evoluti, soprattutto in una fase di grande trasformazione del mercato auto.

Top Dealers Italia conferma la qualità della selezione

Il doppio riconoscimento ottenuto da Carraro Concessionaria arriva inoltre a pochi giorni da un altro importante premio ricevuto da Omoda & Jaecoo per le vendite record raggiunte dal gruppo.

Un percorso di crescita che non sorprende il progetto Top Dealers Italia, che da anni include Carraro Automobili tra le eccellenze selezionate per la propria Guida annuale dedicata ai migliori concessionari italiani. La conferma di questi successi rafforza ulteriormente il valore di una selezione costruita attraverso il lavoro di una giuria anonima ed esperta, chiamata ogni anno a individuare le realtà più solide, affidabili e innovative del settore automotive nazionale.

Carraro Automobili si conferma così una vera e propria colonna del panorama dealer italiano, capace di distinguersi sia nei numeri sia nella qualità della relazione costruita quotidianamente con i propri clienti.

Auto elettrica, car sharing e monopattini rallentano mentre i prezzi delle auto esplodono

La rivoluzione della mobilità annunciata negli ultimi anni procede molto più lentamente del previsto. Auto elettriche, car sharing, monopattini e acquisti totalmente online non stanno sostituendo l’auto privata come molti avevano immaginato. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da ANIASA e Bain & Company, presentata a Milano, che fotografa un mercato ancora fortemente legato all’auto tradizionale e sempre più condizionato dall’aumento dei prezzi.

Secondo lo studio, il rischio concreto è quello di un “futuro sbagliato della mobilità”: un sistema meno accessibile economicamente, con tecnologie che crescono a velocità differenti e una transizione energetica spesso trainata più dagli incentivi che dalla reale domanda dei consumatori.

L’auto privata resta centrale, sharing e monopattini rimangono di nicchia

Nonostante anni di annunci sulla fine dell’auto privata, la ricerca conferma che la mobilità quotidiana degli italiani continua a ruotare attorno alla vettura personale. Oltre il 75% degli utenti utilizza infatti regolarmente la propria auto, mentre car sharing, bike sharing, taxi e monopattini restano soluzioni occasionali e utilizzate solo da una parte limitata della popolazione.

Anche il processo d’acquisto cambia meno del previsto. Sebbene il 62% dei clienti inizi la ricerca online, circa il 90% delle vendite continua a concludersi fisicamente in concessionaria. Il rapporto diretto con il dealer resta quindi centrale, soprattutto in un momento in cui gli automobilisti cercano rassicurazioni, test drive e consulenza personalizzata.

Secondo la ricerca, anche il car sharing sta vivendo una fase complessa. Nato come alternativa all’auto privata, il settore deve oggi affrontare costi operativi crescenti, furti, multe e utilizzi impropri dei veicoli. I monopattini elettrici, dopo il boom iniziale sostenuto dagli incentivi, stanno invece rallentando a causa di regole più severe e di un aumento significativo degli incidenti registrati negli ultimi anni in tutta Europa.

Elettrico: cresce solo dove ci sono forti incentivi

La ricerca di ANIASA e Bain & Company evidenzia anche come la diffusione delle auto elettriche sia molto meno lineare rispetto alle aspettative iniziali. Gli analisti prevedono che nel 2030 le auto BEV possano rappresentare circa il 30% del mercato europeo, una quota importante ma lontana dagli scenari più estremi ipotizzati negli anni scorsi.

In Italia, nel 2025 le elettriche pure rappresentavano tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni. Nel primo trimestre 2026 si è registrata una crescita significativa soprattutto nel Sud Italia, dove la quota dei veicoli elettrificati è salita oltre il 15%. Tuttavia, lo studio sottolinea come buona parte di questo incremento sia legato a campagne promozionali molto aggressive e incentivi temporanei, compresa una citycar elettrica proposta sotto i 5.000 euro grazie agli aiuti statali.

Al netto delle promozioni, la domanda strutturale di elettrico rimane più contenuta. Un dato che conferma come molti consumatori continuino a valutare soprattutto il prezzo finale, l’autonomia reale e la praticità d’utilizzo quotidiano prima di scegliere un’auto elettrica.

La ricerca mette inoltre in evidenza una forte correlazione tra reddito e diffusione dell’elettrico: le aree economicamente più ricche sono quelle dove BEV e plug-in risultano più diffuse.

Prezzi delle auto alle stelle: per molte famiglie acquistare è sempre più difficile

Uno dei temi centrali dello studio riguarda il costo delle automobili. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è aumentato di oltre il 50%, mentre i redditi familiari sono cresciuti molto meno. Il risultato è un mercato sempre meno accessibile, dove molte famiglie rinviano l’acquisto o si orientano verso l’usato.

Le auto elettriche, generalmente più costose, accentuano ulteriormente questo divario. La conseguenza è che il rischio di trasformare l’automobile in un bene destinato solo a determinate fasce economiche diventa sempre più concreto.

“La transizione verso la nuova mobilità è molto più complessa di quanto previsto. Il noleggio rappresenta già oggi una risposta concreta perché permette a cittadini e imprese di accedere a veicoli aggiornati senza sostenere i costi e i rischi della proprietà”, ha commentato Italo Folonari, Presidente di ANIASA.

Italo Folonari, Presidente di ANIASA

Sulla stessa linea anche Gianluca Di Loreto di Bain & Company: “Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante, ripensando prodotti, prezzi e politiche industriali in modo più pragmatico e meno ideologico”, ha dichiarato Gianluca Di Loreto.

Gianluca Di Loreto di Bain & Company

La ricerca lancia quindi un messaggio chiaro: la mobilità del futuro dovrà essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Perché senza accessibilità reale, il rischio è che la rivoluzione promessa rimanga riservata a pochi automobilisti.

Noleggio auto in Italia 2026: flotte record, boom dell’ NLT e timori per elettrico

Mobilità a noleggio sempre più centrale nel mercato automotive italiano. È quanto emerge dal 25° Rapporto di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Nel 2025 il comparto ha raggiunto quota 1,5 milioni di veicoli in flotta, con oltre 526mila immatricolazioni e un’incidenza pari al 34% del mercato nazionale. Un risultato che conferma il ruolo strategico del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano, in un contesto però ancora segnato da incertezze fiscali e normative legate alla transizione elettrica.

Il settore cresce tra record e nuovi equilibri

Il comparto del noleggio ha chiuso il 2025 con un giro d’affari complessivo di 17 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalla crescita strutturale del lungo termine. Il noleggio a lungo termine ha infatti superato i 13 miliardi di fatturato, raggiungendo 1,3 milioni di veicoli in flotta e oltre 411mila immatricolazioni, pari al 24% del mercato auto italiano. In aumento anche i clienti privati, oggi a quota 185mila, a conferma di un progressivo cambio culturale che vede sempre più automobilisti orientarsi verso l’utilizzo del veicolo piuttosto che verso la proprietà.

Sul fronte delle alimentazioni prosegue invece il calo del diesel, sceso al 28% delle nuove immatricolazioni, mentre elettrico e plug-in raggiungono insieme il 20%. Sempre più lunghi anche i contratti, con il 78% che supera i 36 mesi. Il breve termine mantiene invece una crescita più altalenante, ma continua a beneficiare del forte sviluppo del traffico aeroportuale, che oggi genera il 60% del business del settore.

Aeroporti trainano il breve termine, il car sharing resta in difficoltà

Nel noleggio a breve termine crescono fatturato, noleggi e immatricolazioni, mentre si riducono leggermente flotta e durata media dei contratti. Gli aeroporti si confermano il vero motore del comparto, con una crescita dell’11%, sostenuta dall’aumento dei flussi turistici e dalla domanda di mobilità flessibile.

Situazione più complessa invece per il car sharing, che attraversa una fase critica dopo anni di investimenti. I numeri evidenziano una forte contrazione: i noleggi sono scesi dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni, mentre la flotta si è ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia. Pesano l’aumento dei costi operativi, i furti, gli usi impropri dei veicoli e un quadro normativo considerato insufficiente dagli operatori. Anche la fiscalità viene indicata come uno dei principali ostacoli, con l’IVA al 22% rispetto al 10% previsto per il trasporto pubblico locale.

Nel primo trimestre 2026 il settore ha inoltre registrato una crescente presenza dei marchi cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel lungo termine e addirittura al 20% nel breve termine.

Fiscalità ed elettrificazione preoccupano il settore

Tra i temi più delicati evidenziati dal Rapporto ANIASA ci sono le nuove regole fiscali e il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee per i veicoli elettrici nelle flotte aziendali e nel noleggio. Il presidente di ANIASA, Italo Folonari, ha sottolineato come il noleggio rappresenti oggi uno strumento decisivo per accelerare il rinnovo del parco auto italiano, caratterizzato da un’età media superiore ai 13 anni.

“La mobilità a noleggio è ormai un trend strutturale che favorisce il rinnovo del parco circolante e la riduzione delle emissioni. Il contesto fiscale però continua a penalizzare le aziende clienti del settore”, ha dichiarato Italo Folonari, chiedendo un intervento sulla fiscalità dell’auto aziendale e l’introduzione dell’IVA agevolata al 10% per il noleggio turistico e il car sharing.

Folonari ha poi espresso forte preoccupazione per le ipotesi europee di quote obbligatorie di elettrico nelle flotte: “Un obbligo troppo rigido potrebbe rallentare il rinnovo dei veicoli, aumentare l’età media del parco circolante e creare difficoltà operative soprattutto nel breve termine, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione”, ha concluso Italo Folonari.