Codice della Strada, ANIASA: più rischi e burocrazia per il noleggio

ANIASA interviene sulla revisione del Codice della Strada chiedendo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di correggere alcune disposizioni che, secondo l’Associazione, rischiano di penalizzare le imprese di noleggio senza migliorare l’efficacia del sistema sanzionatorio. Al centro delle osservazioni inviate al MIT ci sono la responsabilità per le infrazioni commesse dai clienti residenti all’estero, la gestione dei pedaggi, la sublocazione dei veicoli e gli obblighi amministrativi connessi alla disponibilità delle flotte.

Il nodo delle multe ai conducenti stranieri

La riforma conferma che, in caso di violazione commessa con un veicolo a noleggio, il responsabile è il locatario. Introduce però la possibilità, qualora un cliente residente all’estero non paghi la sanzione, di rivalersi sulla società proprietaria del veicolo. Una previsione contestata da ANIASA, secondo cui la difficoltà delle amministrazioni nel recuperare le multe oltreconfine non può essere trasferita sulle imprese.

Ogni anno vengono elevate circa 3,5 milioni di contravvenzioni a veicoli a noleggio e il 43% riguarda conducenti non residenti in Italia. Le infrazioni più frequenti interessano ZTL, limiti di velocità e corsie riservate.

“Non si può trasformare una difficoltà amministrativa dello Stato in una responsabilità per l’impresa di noleggio”, sottolinea Italo Folonari, Presidente ANIASA.

Italo Folonari, Presidente ANIASA

Il rischio di deresponsabilizzare il trasgressore

Secondo ANIASA, trasferire alla società di noleggio l’onere economico delle sanzioni non riscosse rischierebbe di indebolire proprio il principio alla base del sistema: chi commette l’infrazione deve risponderne direttamente, indipendentemente dal Paese in cui risiede.

“Spostare sul proprietario del veicolo l’onere del mancato pagamento rischia di produrre l’effetto opposto: deresponsabilizzare il trasgressore e indebolire la funzione deterrente delle sanzioni. Si finirebbe per creare una sorta di ‘zona franca’ per chi commette infrazioni e non paga”, evidenzia Italo Folonari.

L’Associazione propone quindi di eliminare la nuova disposizione e di accelerare l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero delle informazioni, valutando anche un sistema ministeriale centralizzato per la riscossione delle sanzioni.

Pedaggi, sublocazione e meno burocrazia

Le richieste di ANIASA non riguardano soltanto le multe. L’Associazione sollecita una disciplina più chiara anche sul mancato pagamento dei pedaggi autostradali, chiedendo che la responsabilità ricada sul soggetto che dispone effettivamente del veicolo e non automaticamente sul proprietario.

Tra le proposte presentate al MIT figura inoltre una regolamentazione esplicita della sublocazione dei veicoli tra operatori professionali, così da superare le attuali incertezze interpretative. Sul fronte amministrativo, ANIASA chiede infine una semplificazione degli obblighi di comunicazione relativi alla disponibilità dei mezzi.

Per il settore del noleggio la priorità è evitare che la revisione del Codice della Strada introduca nuovi adempimenti e nuovi costi a carico delle aziende, puntando invece su procedure più efficaci e su una chiara attribuzione delle responsabilità.