Auto usata in ripresa debole a febbraio 2026

Un rimbalzo fragile dopo il calo di gennaio
Dopo la flessione di inizio anno, il mercato dell’auto usata torna leggermente positivo a febbraio 2026, con 493.963 trasferimenti di proprietà e una crescita dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale che va però letto con cautela: il dato è sostenuto esclusivamente dalle minivolture (+3,9%), mentre i trasferimenti netti segnano una contrazione dell’1,9%. Il primo bimestre resta infatti in territorio negativo, con un calo complessivo del 2,4% e 938.116 passaggi. Il mercato mostra quindi una dinamica ancora incerta, in cui gli operatori giocano un ruolo sempre più centrale nel sostenere i volumi, a fronte di una domanda finale che fatica a consolidarsi.

Alimentazioni e territori: cambia l’equilibrio del mercato
Sul fronte delle alimentazioni, nei trasferimenti netti il benzina torna leader con il 39,2% di quota, superando il diesel che scende al 38,4%, penalizzato da un calo significativo. Crescono invece le ibride, che raggiungono il 12%, mentre elettriche e plug-in restano ancora marginali, rispettivamente all’1,2% e 1,7%. Tra le regioni, si conferma stabile il podio con la Lombardia al primo posto (16,4%), seguita da Lazio (9,8%) e Campania (9,1%). Sul fronte dei contraenti, gli scambi tra privati restano predominanti al 56%, mentre calano leggermente quelli da operatore a cliente finale. Un quadro che evidenzia un mercato ancora fortemente frammentato, ma con segnali di progressiva evoluzione nelle preferenze di alimentazione.
Anzianità e ruolo crescente degli operatori
L’analisi per anzianità conferma una forte incidenza delle vetture più datate: il 48,1% dei trasferimenti netti riguarda auto con oltre 10 anni. Tuttavia, cresce anche la quota delle vetture più recenti, con quelle fino a 4 anni che raggiungono il 24,6%. Nelle minivolture emerge con ancora più forza il ruolo degli operatori, con una crescita dei ritiri da parte del trade e una maggiore incidenza delle vetture provenienti dal noleggio. Anche qui le ibride registrano un progresso significativo, arrivando al 15,6%, mentre diesel e benzina restano dominanti. Il quadro complessivo evidenzia un mercato dell’usato in trasformazione, dove la gestione professionale dello stock e la capacità di intercettare la domanda diventano leve strategiche per sostenere crescita e marginalità.
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