Colonnine elettriche: l’Italia accelera e supera i grandi Paesi europei…

Una rete in forte espansione
La rete italiana di ricarica pubblica per auto elettriche continua a crescere e consolida la propria posizione tra le infrastrutture più sviluppate d’Europa. Secondo la settima edizione dello studio sulle infrastrutture di ricarica pubblica realizzato da Motus-E in collaborazione con GSE e RSE, al 31 dicembre 2025 i punti di ricarica installati sul territorio nazionale hanno raggiunto quota 73.047, con 8.656 nuove installazioni nel corso dell’anno. Solo nell’ultimo trimestre del 2025 sono stati aggiunti 2.775 punti. Cresce inoltre la quota di infrastrutture ad alta potenza: il 62% delle nuove installazioni è veloce o ultraveloce, contro il 47% del 2024. Questo dato indica una progressiva maturazione tecnologica della rete, sempre più orientata a ridurre i tempi di ricarica e a sostenere lo sviluppo della mobilità elettrica su scala nazionale.

Distribuzione territoriale e copertura della rete
La diffusione delle colonnine resta fortemente concentrata nel Nord Italia, dove si trova il 59% dei punti di ricarica, mentre il Centro ne ospita il 19% e il Sud il 22%. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 15.836 punti, seguita da Piemonte, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Tra le città è Roma a contare il maggior numero di infrastrutture con 3.973 punti, davanti a Milano e Napoli. Se però si considera la densità per chilometro quadrato, Napoli sale al primo posto con 19,5 punti ogni km². Anche la copertura territoriale migliora sensibilmente: oggi nel 95,6% del territorio nazionale è presente almeno un punto di ricarica entro 10 km, mentre nel 71,4% del territorio è disponibile entro 5 km. La densità cresce ulteriormente nelle aree urbane e lungo le principali arterie di traffico.

Primato europeo e criticità da risolvere
Nel confronto internazionale l’Italia mostra risultati particolarmente positivi. Con un punto di ricarica pubblico ogni 6 auto elettriche immatricolate, il Paese supera Francia, Germania e Regno Unito, mantenendo il primato anche considerando solo le infrastrutture veloci in corrente continua. Tuttavia non mancano criticità. Sulle autostrade sono installati 1.374 punti di ricarica, che diventano 4.170 considerando quelli entro 3 km dalle uscite, ma i ritardi nei bandi dei concessionari hanno rallentato il raggiungimento degli obiettivi europei. Inoltre circa il 15% delle infrastrutture installate non è ancora accessibile al pubblico per problemi autorizzativi o di connessione alla rete. “La notevole espansione della rete testimonia l’impegno degli operatori, costretti a muoversi in un contesto molto sfidante”, osserva Fabio Pressi, presidente di Motus-E. “Per tenere il Paese agganciato al treno dell’innovazione serve una reale cooperazione tra pubblico e privato e uno sforzo straordinario per rendere la rete più capillare, soprattutto nel Mezzogiorno.”
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