Mercato auto Europa 2026: immatricolazioni in calo del 3,5%

Un avvio d’anno tra luci e ombre per il mercato europeo
Il 2026 si apre con un rallentamento per il mercato automobilistico europeo: a gennaio le immatricolazioni si fermano a 961.382 unità, segnando una flessione del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025 e mantenendo un gap del 21,6% rispetto ai livelli pre-pandemia. Tra i principali mercati continentali emergono dinamiche differenti: Germania e Francia registrano entrambe un calo del 6,6%, mentre la Spagna cresce dell’1,1% e il Regno Unito del 3,4%. A distinguersi è l’Italia, che con un +6,2% conquista il miglior risultato tra i Major Markets e consolida la terza posizione europea. Tuttavia il quadro generale evidenzia un mercato ancora fragile, condizionato dalla transizione energetica e da una domanda privata non sempre stabile. A livello europeo i veicoli ricaricabili raggiungono il 30,1% di quota, con le BEV al 19,7% e le PHEV al 10,4%, confermando un’accelerazione della mobilità elettrica sostenuta dalle politiche comunitarie.

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Italia in crescita ma fanalino di coda sull’elettrico
Nonostante il buon andamento delle immatricolazioni complessive, l’Italia resta l’ultima tra i grandi mercati europei per diffusione delle vetture ricaricabili: le ECV si fermano al 14,8%, con le BEV al 6,6% e le PHEV all’8,2%. Un dato lontano dal Regno Unito, dove le elettrificate raggiungono il 33,5%, dalla Germania al 33,2% e dalla Francia al 32,8%, mentre la Spagna si posiziona al 20,9%. Il ritorno a volumi più coerenti con la domanda reale dopo la fase degli incentivi ha contribuito a ridimensionare la crescita italiana dell’elettrico. In questo scenario, UNRAE ha portato le proprie osservazioni in Parlamento sul “Pacchetto Automotive” europeo, sottolineando la necessità di misure più efficaci per sostenere la transizione. “Accogliamo alcuni passi avanti come la revisione anticipata dei regolamenti e la strategia Battery Booster, ma il percorso resta da consolidare”, spiega Andrea Cardinali, evidenziando come l’obiettivo della decarbonizzazione richieda equilibrio tra sostenibilità ambientale e industriale.

Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE

Decarbonizzazione, fiscalità e sfide industriali del settore
Tra le criticità segnalate emergono un iter legislativo ancora lungo, il ruolo marginale dei carburanti rinnovabili e l’assenza di un fondo europeo strutturale per sostenere la domanda. Sul fronte industriale, la proposta “Made in Europe” potrebbe introdurre una soglia minima del 70% di componenti UE per accedere agli incentivi pubblici, misura che secondo gli operatori rischia di generare effetti indesiderati sul mercato. Centrale resta anche il tema della fiscalità aziendale italiana, considerata un freno alla diffusione delle tecnologie a basse emissioni. “Il regime fiscale delle auto aziendali ostacola la transizione: senza riforme su IVA, deducibilità e ammortamento l’Italia rischia di restare indietro”, avverte Andrea Cardinali. Nei principali Paesi europei intanto emergono trend divergenti: Francia e Germania in calo ma con forte crescita delle elettriche, Regno Unito in espansione con stime positive per l’intero anno e Spagna stabile grazie al boom di noleggio e plug-in hybrid. Un quadro che conferma come la trasformazione del mercato europeo sia ormai irreversibile, ma ancora ricca di incognite economiche e normative.