Noleggio auto in Italia 2026: flotte record, boom dell’ NLT e timori per elettrico

Mobilità a noleggio sempre più centrale nel mercato automotive italiano. È quanto emerge dal 25° Rapporto di ANIASA, l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Nel 2025 il comparto ha raggiunto quota 1,5 milioni di veicoli in flotta, con oltre 526mila immatricolazioni e un’incidenza pari al 34% del mercato nazionale. Un risultato che conferma il ruolo strategico del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano, in un contesto però ancora segnato da incertezze fiscali e normative legate alla transizione elettrica.

Il settore cresce tra record e nuovi equilibri

Il comparto del noleggio ha chiuso il 2025 con un giro d’affari complessivo di 17 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalla crescita strutturale del lungo termine. Il noleggio a lungo termine ha infatti superato i 13 miliardi di fatturato, raggiungendo 1,3 milioni di veicoli in flotta e oltre 411mila immatricolazioni, pari al 24% del mercato auto italiano. In aumento anche i clienti privati, oggi a quota 185mila, a conferma di un progressivo cambio culturale che vede sempre più automobilisti orientarsi verso l’utilizzo del veicolo piuttosto che verso la proprietà.

Sul fronte delle alimentazioni prosegue invece il calo del diesel, sceso al 28% delle nuove immatricolazioni, mentre elettrico e plug-in raggiungono insieme il 20%. Sempre più lunghi anche i contratti, con il 78% che supera i 36 mesi. Il breve termine mantiene invece una crescita più altalenante, ma continua a beneficiare del forte sviluppo del traffico aeroportuale, che oggi genera il 60% del business del settore.

Aeroporti trainano il breve termine, il car sharing resta in difficoltà

Nel noleggio a breve termine crescono fatturato, noleggi e immatricolazioni, mentre si riducono leggermente flotta e durata media dei contratti. Gli aeroporti si confermano il vero motore del comparto, con una crescita dell’11%, sostenuta dall’aumento dei flussi turistici e dalla domanda di mobilità flessibile.

Situazione più complessa invece per il car sharing, che attraversa una fase critica dopo anni di investimenti. I numeri evidenziano una forte contrazione: i noleggi sono scesi dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni, mentre la flotta si è ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia. Pesano l’aumento dei costi operativi, i furti, gli usi impropri dei veicoli e un quadro normativo considerato insufficiente dagli operatori. Anche la fiscalità viene indicata come uno dei principali ostacoli, con l’IVA al 22% rispetto al 10% previsto per il trasporto pubblico locale.

Nel primo trimestre 2026 il settore ha inoltre registrato una crescente presenza dei marchi cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel lungo termine e addirittura al 20% nel breve termine.

Fiscalità ed elettrificazione preoccupano il settore

Tra i temi più delicati evidenziati dal Rapporto ANIASA ci sono le nuove regole fiscali e il possibile recepimento delle quote obbligatorie europee per i veicoli elettrici nelle flotte aziendali e nel noleggio. Il presidente di ANIASA, Italo Folonari, ha sottolineato come il noleggio rappresenti oggi uno strumento decisivo per accelerare il rinnovo del parco auto italiano, caratterizzato da un’età media superiore ai 13 anni.

“La mobilità a noleggio è ormai un trend strutturale che favorisce il rinnovo del parco circolante e la riduzione delle emissioni. Il contesto fiscale però continua a penalizzare le aziende clienti del settore”, ha dichiarato Italo Folonari, chiedendo un intervento sulla fiscalità dell’auto aziendale e l’introduzione dell’IVA agevolata al 10% per il noleggio turistico e il car sharing.

Folonari ha poi espresso forte preoccupazione per le ipotesi europee di quote obbligatorie di elettrico nelle flotte: “Un obbligo troppo rigido potrebbe rallentare il rinnovo dei veicoli, aumentare l’età media del parco circolante e creare difficoltà operative soprattutto nel breve termine, con effetti opposti rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione”, ha concluso Italo Folonari.